Problemi relazionali

Mio figlio non riesce a giocare con i bambini

laura

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Salve, ho un bimbo di 5 anni che ha problemi di socializzazione. Va all'asilo da quando aveva 4 mesi ma nonostante questo non riesce a giocare con i bambini. Cerco di portarlo in ludoteca, alle feste di compleanno dei compagni, di invitare un amichetto a casa ma il risultato è che seppure inizialmente è contento ed è lui che cerca compagnia, poi va a finire che piange per ogni cosa. Vuole fare sempre come dice lui e se non la ottiene mette il broncio e piange. A scuola le maestre mi dicono che ha imparato a relazionarsi meglio con i compagni ma non accetta le regole e bisogna imporsi. Non so più come comportarmi e sinceramente mi fa star male questa sua incapacità di giocare con i coetanei. Potreste darmi qualche consiglio?! Grazie!

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Laura, il mio consiglio è quello di provare a mettersi in ascolto del suo bambino, chiedendogli cosa c'è che lo fa arrabbiare (facendogli ad esempio notare che spesso quando gioca con gli amichetti, lei nota che mette il broncio; può provare quindi a farsi raccontare cosa accade). I bambini non sanno ancora bene cosa provano e il perchè, dobbiamo allora aiutarli a prendere consapevolezza delle loro emozioni così da offrirgli la possibilità di dare a queste (emozioni)loro un senso. Capisco che è un lavoro lungo e non di semplice attuazione, ma credo che pian piano riuscirà a trovare la chiave giusta per mettersi in contatto con il suo bambino.
Da quanto riporta, pare che suo figlio non riesca, più che giocare coi coetanei, ad accettare le regole della convivenza. Credo che potrebbe essere utile per voi rivolgervi a un terapeuta che vi permetta inizialmente di valutare le vostre dinamiche familiari, per capire se è possibile modificare alcune cose all'interno della casa. Successivamente, se il terapeuta lo riterrà opportuno, sarà possibile intraprendere un percorso terapeutico col bimbo, in modo da poterlo aiutare ad affrontare le regole sociali. Cordialmente
Buongiorno, dalle sue parole capisco che suo figlio ha un carattere molto forte e testardo, difficile da "domare". Tuttavia vorrei rassicurarla col fatto che nessun bambino è impossibile, basta riuscire a imporsi nel modo corretto, non eccessivamente coercitivo, ma nemmeno troppo accondiscendente, tollerando, inizialmente, i suoi capricci. Non ha spiegato nel dettaglio come si comporta con voi genitori a casa, tuttavia suppongo che l'atteggiamento di suo figlio possa essere corretto se già a livello famigliare lo si abitui a sottostare a delle regole ben precise, lo si aiuti a sopportare le frustrazioni laddove non possa immediatamente soddisfare un suo bisogno o subisca una situazione per lui non piacevole. Credo che se, come fanno le maestre a scuola, anche a casa ci sia un atteggiamento più deciso, forse anche suo figlio ne troverebbe giovamento a livello relazionale, imparerebbe ad ascoltare anche gli altri bambini e ad accettare le regole del gioco. Spero di esserle stata d'aiuto, buon lavoro!
Cara Laura, hai pensato a problemi di socializzazione del bambino, però dici che lui cerca compagnia e su questo hai ascoltato il parere delle maestre rispetto al fatto che riesce a giocare con i compagni, mi sembra però che non hai considerato in maniera altrettanto importante il fatto che nella relazione, anche tra piccoli, ci si rapporta secondo regole, sono meno stabili di quelle degli adulti, ma hanno la stessa funzione. Mi sembra che il piccolo mette il broncio quando viene contrariato, non prima di iniziare a giocare, come se avesse interiorizzato che le sue regole di bambino sono superiori a quelle dei compagni. Quando il bambino è con te, con il padre o con i nonni riuscite a farvi rispettare sulle regole? Con regole intendo l’insieme delle direttive che i grandi devono dare ai piccoli: orario per il sonno, momento del gioco separato dal momento del pasto ecc…E’ importante che come mamma sei sensibile alla socializzazione del bimbo, ma cerca di confrontarti anche con gli altri adulti con i quali il piccolo si trova, rispetto alla sua capacità di sopportare che gli venga detto qualche no per il suo bene. Distinti saluti.
A volte, alcuni bambini hanno solo bisogno di tempo per imparare a relazionarsi, tutto dipende dal carattere. Le dico questo perchè ne ho seguiti alcuni, che ora giocano e si divertono con gli altri. Per quanto riguarda il rispetto delle regole, avrei bisogno di sapere come si comporta a casa con la famiglia.
Gentile Laura, suo figlio come tutti i bambini hanno bisogno di regole, anche se sembra non accettarle, lei deve mantenere un atteggiamento saldo e deciso anche se si mette a a piangere o a fare i capricci se farà così senza esitare vedrà che con il passare del tempo il bambino cambierà inevitabilmente. Un caro saluto
Gentile sign.ra Laura, il suo bambino probabilmente sta attraversando un momento di difficoltà a socializzare, come dice anche lei, coi coetanei in un momento della propria vita in cui comincia a scoprire il mondo fuori dalla famiglia e degli adulti. E' il momento in cui si comincia a giocare coi coetanei, o un pò più grandi, secondo regole decise in condivisione tra i bambini o a volte imposte da un bambino "leader" del gruppo. Appare pertanto possibile in questo periodo per un bambino il di ritirarsi da un nuovo mondo, sconosciuto e meno stabile, rispetto quello conosciuto con l'adulto, e cercare rifugio nel genitore, in un adulto di riferimento vicino e, se questo non è a disposizione, appaiono comportamenti di isolamento. Un consiglio che mi sento di darle se ancora non ha provato è quello di rimanere col bambino durante i momenti di giochi con i coetanei , ,organizzare qualche gioco di società (tipo le sciarade adattate , il gioco delle ombre, giochi in scatola ecc..), permettere a suo figlio di essere aiutato a inserirsi nel gruppo di amici. Accompagnato dall'adulto per poi poter "fare" da solo. Rimango a sua disposizione,
Buonasera Laura, mi sembra che lei stia chiedendo aiuto per trovare un senso a questi comportamenti di suo figlio che ha identificato nella socializzazione..mantenga una prospettiva aperta e di sincera curiosità senza farsi prendere dallo di sconforto e dal senso di estraneità, non ha disimparato a leggere i bisogni di suo figlio, sono cambiati, sta affrontando un tema scottante anche per noi adulti farsi addomesticare dalle regole della scuola materna, della convivenza civile, e questo produrrà una reazione di aggressività in lui che non sa gestire. Reagisce alle costrizioni culturali perché sta rendendosi conto di essere una persona relazionale. Da piccolo tiranno li viene richiesto di diventare civile, ma è sulla buona strada per aiutarlo bisogna fornirli nuovi strumenti però da una parte responsabilizzarlo su alcune mansioni, incoraggiandolo e mai svilendolo, la vergogna è un sentimento da non incoraggiare, e poi leggendogli qualche fiaba (io consiglio le originali dei fratelli Grimm) prima di dormire e salutandolo in maniera serena dicendogli ci vediamo domani mattina. Insomma perdere la libertà ha un prezzo e il processo di autonomia personale deve ai passo. Una volta esistevano riti di passaggio che aiutavano i bambini e gli adolescenti a compiere quelle rinascite che la cultura e la socializzazione richiedono, oggi pensiamo che mettere in mano un cellulare o un mouse possa costituire una acquisizione di autonomia, forse possono esserlo anche questi se presentati in una modalità adeguata e definitiva, ma 5 anni sono troppo presto. La saluto
Cara Laura, la difficoltà di ‘socializzazione’ di suo figlio della quale parla è probabilmente legata piuttosto a una difficoltà di sopportare e gestire le frustrazioni che suo figlio vive: infatti il bambino, a quanto scrive, è interessato allo stare con altri compagni di gioco, e la sua difficoltà nasce nel momento in cui vive una frustrazione dovuta alla non possibilità di ‘fare ciò che vuole’ . Anche la sua difficoltà ad accettare le regole a scuola, come le hanno detto le insegnanti, supporta questa ipotesi. Che fare? Prima di tutto credo sia importante che lei si chieda se anche a casa il bambino manifesta la stessa oppositività (piange e fa il broncio) quando siete lei o il padre a presentargli delle regole, e come agite voi di conseguenza a questo suo comportamento. Si osservi, si ascolti e verifichi poi se, per non vedere suo figlio soffrire, gli evita qualunque tipo di sofferenza (frustrazione) … E’ duro vedere il proprio figlio soffrire, ma è anche vero che questo fa parte della vita e che le frustrazioni, magari solo in piccole dosi, aiutano a crescere. ‘Allenandosi’ in altre situazioni frustranti (la vita ne presenta sempre…) avrà poi meno difficoltà a non imporsi nel gioco con gli altri bambini e a godere dello stare con gli altri. Dia la possibilità, e la fiducia, a suo figlio di confrontarsi con la vita, anche quando non è facile… gli farà un grande regalo …

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