Problemi relazionali

Problemi nelle nuove conoscenze

Giulia

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Buongiorno.
La mia storia è particolarmente complessa ma ora mi limiterò a chiedere un consiglio per un problema in particolare.
Sono una ragazza di 25 anni. Ho perso mia madre all'età di 3 anni poi mio padre a 17 anni. Questo mi ha portato dopo il diploma ad iniziare subito a lavorare per vari motivi e mi sono sempre messa in secondo piano mettendo in primo piano i doveri e le responsabilità. Ora ho le idee più chiare su ciò che voglio fare e uno dei miei progetti è iniziare l'università e trascorrere un anno all'estero, cosa che ho sempre desiderato fare.
Questo mi porterà a conoscere tante persone nuove.
Ho notato che quando faccio nuove conoscenze ho sempre timore di parlare del mio passato, non tanto perché io me ne vergogni ma perché ho paura di mettere in imbarazzo la persona che ho davanti. Cerco sempre di non parlarne anche perché ho paura che cambino atteggiamenti nei miei confronti e che dopo si approccino in modo diverso. Non so mai quando posso dirlo perché spesso mi fanno la domanda del motivo per cui ho iniziato subito a lavorare dopo il diploma o del perché voglio iniziare ora a studiare e mi sembra quasi impossibile non dirlo.. O magari mi chiedono della mia famiglia e non so mai cosa rispondere.
Questo problema ho iniziato a notarlo da poco perché è da poco che sto iniziando a conoscere molte persone che non sanno nulla di me, prima non lo avevo notato perché vivendo in un piccolo paesino tutti nella mia zona sanno chi sono e conoscono la mia storia.
Vorrei poter partire e iniziare la mia esperienza lasciandomi dietro di me questo mio passato che mi ha sempre preceduto.
Grazie.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Giulia,


Qualunque possa essere il suo “passato che da sempre la precede”, esso è come un’impronta nella sua storia di vita, una cicatrice che nel corso del tempo perderà di spessore e risonanza nel suo corpo: potrebbe essere necessario riflettere su determinati aspetti che ancora incidono in modo significativo nella sua quotidianità perché se è vero che lei è il prodotto della sua storia di vita, è anche vero che lei non è la sua storia di vita!


Lei è apprezzabile proprio per la sua unicità e le sue risorse, le stesse che nel corso del tempo l’hanno aiutata a sopravvivere nonostante gli eventi traumatici che si è trovata ad affrontare. 


Una certa e naturale dose di ansia e paura per il “nuovo che l’aspetta” è naturale, ma rimettersi a studiare, intraprendere un nuovo lavoro, accogliere nella sua vita nuove conoscenze sono opportunità che ha il diritto di accogliere e far crescere dentro di sé.


Al fine di far emergere e valorizzare le sue innate risorse potrebbe valutare l’opportunità di chiedere il sostegno di un professionista del benessere psicologico, che l’accompagni in un percorso di conoscenza e consapevolezza di sé e che l’aiuti a compiere scelte in modo lucido e costruttivo.


Cordiali saluti.


Dottoressa Daria Carli Giori


Psicologa Psicoterapeuta a Sesto Calende (VA) e online.

Ciao Giulia


Da ciò che racconti, il passato per Te e comunque importante (e lo e per tutti) .
Se qualcuno ti chiede notizie del tuo passato, non devi avere remore e parlarne tranquillamente senza enfatizzare i fatti.
Non credo che le persone normali cambino atteggiamento conscendo la verità su di te, se lo fanno non può essere che in positivo.
E molto positivo che tu abbia deciso di arricchire le tue esperienze umane e culturali,
frequentando l'università che ti porterà ad avere altre esperienze.


Cordiali saluti e attendo notizie.

Buongiorno gentile utente,


la mia opinione è che la prima persona nuova che lei ha bisogno di conoscere è se stessa.


Ci scrive infatti "Mi sono sempre messa in secondo piano".


Se le chiedono perchè ha iniziato a lavorare dopo il diploma (il che mi sembra del tutto normale) o perchè vuole iscriversi all'università adesso, lei ha almeno due modi di rispondere.


Il primo è quello che ha usato finora (i suoi genitori che sono mancati, esigenze economiche, necessità di sostenersi..).


Il secondo è quello della parte di lei che dice "Ora ho le idee più chiare su ciò che voglio fare... è quello che ho sempre desiderato!".


La sensazione che ho leggendo il suo messaggio è che la prima a mettere in primo piano il suo passato e la sua storia sia lei stessa.


Vivere in un paesino dove tutti la conoscono e sanno la sua storia può portarla a pensare di "essere" la sua storia. Ma non è così. Lei è molto di più della sua storia.


Il passato ci precede, ci forma e ci insegna a procedere. Certamente le esperienze del passato le hanno insegnato tantissimo e l'hanno aiutata a sviluppare molte abilità (una su tutte: la sua autonomia). Ma non la definiscono.


Il suo progetto di andare all'università, viaggiare, conoscere nuove persone è sano. Ed è un modo di onorare la memoria dei suoi genitori e di quanti l'hanno preceduta continuando a crescere.


Buona continuazione e un cordiale saluto.

Gentile Giulia, 


Capisco profondamente la sua difficoltà quando parla del timore che le persone cambino atteggiamento nei suoi confronti e capisco anche il peso di questi tragici eventi trascorsi che, inevitabilmente, le hanno segnato la vita. 


Io penso, però, che essere libera dal suo passato voglia anche dire sentirsi di poterne parlare (magari un giorno) liberamente, senza remore e senza temere che colui o colei che ascolta possa imbarazzarsi... Inoltre, a questo proposito vorrei dirle due cose:


- la prima è che lei non è responsabile di ciò che provano gli altri (questo per lei è un punto nodale, poiché credo che nella sua vita ci siano state molte occasioni in cui ha dovuto assumersi delle responsabilità); la seconda è che raccontare la propria storia con il cuore a qualcuno che sia sinceramente interessato è uno dei regali più belli che gli/le si possa fare... 


Dalle parole che ci scrive è chiaro che lei ha compiuto un suo percorso di crescita e questo, nonostante tutto, è la conseguenza positiva delle risorse che ha dovuto mettere in campo per andare oltre il suo dolore: risorse che ad oggi sono un bagaglio di cui fare tesoro.


Ci vuole comunque coraggio, sempre.


Buona fortuna e un saluto cordiale,


Dott.ssa Verusca Giuntini

Gentile Giulia,
da come descrive la sua storia di vita sembrerebbe essere come jun gran macigno che lei si parte dietro. Posso immaginare che non sia semplice ma le cose si può imparare a raccontarle in un modo più "sfumato" oppure solo dopo aver conosciuto cosa riguarda questa difficoltà è possibile provare a trovare una strategia.


Forse come prima cosa mi verrebbe più da consigliarle di pensare prima a se stessa, cosa le crea disagio in riferimento a questo aspetto, chiedersi se lei veramente è riuscita a superare questa "cosa" e non giudicarsi lei per prima e solo dopo averlo riformulato veramente dentro di sè valutare come iniziare nuove amicizie e conoscenze.


Spero di non aver capito male ma mi sembra che la sua difficoltà non sia tanto dettata dalla timidezza o da una sua chiusura quanto più da questo suo passato.


Le consiglio di valutare un percorso di supporto psicologico dove essere lei per prima aiutata a riformulare questo vissuto, a provare a vederlo con occhi "diversi" e magari più distaccati, a non giudicarsi come invece spesso avviene nella quotidianità e forse, per la prima volta, dare veramente spazio a se stessa nei pregi e nei difetti. Questi incontri sono coperti da segreto professionale e sono senza giudizio.


Un aspetto molto positivo in lei è che si osserva da subito, già in questo messaggio, una grande determinazione e voglia di rinascita non solo come persona ma anche come lavoratrice e studentessa.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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