Psicologia scolastica

Quando sono interpellata, in particolare nelle interrogazioni mi agito molto

sofia

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Buongiorno, io frequento ancora le superiori e spesso quando sono interpellata, in particolare nelle interrogazioni mi agito molto: divento molto rossa in viso, tremo, insomma vado proprio nel panico. cosa potrei fare?

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara ragazza,

ciò che ti capita è una conseguenza della tua ansia, forse hai paura di sbagliare, forse hai paura di ciò che gli altri penseranno di te e di conseguenza quando ti chiedono qualcosa, sei talmente spaventata che il tuo corpo lo manifesta; non mi stupirebbe se ciò interferisse con la tua capacità di rispondere e si ripercuotesse sui tuoi risultati. Tutti noi quando siamo in situazioni che riteniamo pericolose ci attiviamo come fai tu. E’ una buona cosa essere pronti a scappare se siamo in pericolo!

A volte però possiamo accorgerci che sovrastimiamo il pericolo o perché pensiamo che avrà conseguenze catastrofiche, o perché pensiamo di non avere le capacità di affrontarlo o perché pensiamo che non ci sarà soluzione ad una eventuale conseguenza negativa. A volte può capitare che ci giudichiamo in base a quel risultato e quindi la posta in gioco diventa altissima ed è per questo che ci sentiamo così in pericolo.

Per questo vale la pena fermarsi a riflettere con un esperto, in modo da comprendere al meglio ciò che pensi e per gestire la tua ansia sia dal punto di vista somatico sia mettendo in discussione alcuni pensieri che ti fanno stare male. Buon lavoro!

Buongiorno, un suggerimento che mi viene da darle è di fare un lavoro di attenzione ed osservazione interna ed esterna, potrebbe focalizzarsi sul suo respiro e poi ricordare alla mente volte precedenti in cui è stata interpellata dando buone risposte.

Dott.ssa Nastinga Drei Ravenna (RA)

Ciao Sofia,

la paura rispetto alla performance che provoca uno stato di agitazione può essere ridotta attraverso la respirazione lenta e controllata con la pancia che permette di raggiungere una certa calma; si tratta di inspirare lentamente l'aria gonfiando la pancia e poi espirare lasciando andare fuori l'aria dal naso e sgonfiare la pancia.

Sperando di averti trasmesso uno strumento, ti saluto cordialmente

Forse hai poca autostima, potresti rivolgerti ad uno psicologo che ti aiuti in questo senso

usare delle tecniche di rilassamento in particolare il trining autogeno.

Dott.ssa Monica Felisi Verbano Cusio Ossola (VB)

buongiorno sofia,

la reazione della quale parla è una normale reazione psicosomatica di fronte ad evento stressante, infatti nel momento in cui viene interpellata durante un'interrogazione le viene chiesto di dare una dimostrazione delle sue competenze scolastiche e quindi di essere suscettibile di giudizio per tanto la situazione che la interessa crea uno stress.

 da un punto di vista psicologico bisognerebbe indagare il genere di pensieri che lei lega a questa precisa situazione ma da un punto di vista di intervento immediato quello che lei può fare non è tanto di pensare di poter fare sparire le reazioni fisiche che la interessano quanto cercare di spostare lìattenzione sul contenuto della domanda e sulle informazioni che riesce a scegliere tra quelle che possiede per rispondere al'interrogazione. questo spostamento di attenzone dovrebbe già diminuire il livello ansiogeno o almeno eviatere che si autoalimenti con la concentrazione sui sintomi fisici dell'agitazione percepita.

cordiali saluti 

Sofia,

ciò che descrivi sembra corrispondere alle risposte fisiologiche connesse ad una fobia sociale, tuttavia la prima cosa che mi viene da chiederti è se questi “blocchi” ti impediscono, per mettermi di darti del tu, di sostenere le interrogazioni o altre situazioni nelle quali tu sei “sotto gli occhi” di altre persone, ad esempio andare in bagno in un locale pubblico (il che in genere implica passare fra i tavoli), o mangiare insieme ad altre persone in occasioni conviviali, etc. Una certa timidezza può far parte dei tratti caratteriali di una persona e se essa non crea danno o limite ad un’esistenza comunque gratificante, direi che può essere bene iniziare a vivere con “fluida serenità” le soggettive differenze, soprattutto in una società come la nostra che spinge alla performance e spinge le persone ad essere sempre ottime e ottimali. Una dimensione che concretamente non esiste! Se tuttavia ti accorgi che questi sintomi ti creano danno o profondo disagio, val la pena analizzare l’ansia che ti pervade, in modo da imparare a gestirla e in parte (quella parte negativa) eliminarla. Una certa dose d’ansia può anche essere funzionale, sai?! So che in tante scuole superiori viene offerta uno spazio di ascolto psicologico che tu potresti utilizzare per raccontare in modo compiuto questi accadimenti che hai riportato qui in forma sintetica. Se poi la tua scuola non offrisse questo servizio, parlane con i tuoi genitori e chiedi di poter fare due chiacchiere, fosse solo per un solo incontro, con un professionista che ti potrebbe dare qualche dritta in modo che le tue buone e migliori risorse possano rimettersi in moto. Un caro saluto.

Dott. Antonio Vita Macerata (MC)

Gentile Ragazza,

Succede quasi a tutti, spesso alla tua età. Le emozioni ci prendono nel momento in cui siamo chiamati a dare prova delle nostre capacità e del nostro sapere.

Ti ci abituerai e quando sarai padrona degli argomenti che devi presentare e su cui sei interrogata, vedrai che non ti agiterai più. Quindi, per essere sicura di sé occorre essere preparata, e per essere preparata occorre studiare.

Ti suggerisco di ripetere a voce alta, a casa, le nozioni che impari. Vedrai che sarà un esercizio utile per ricordare meglio, per imparare ad esprimerti e per superare le emozioni del momento.

Tanti auguri per i tuoi studi.

Saluti cordiali.

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