Stress

Le vacanze sono finite...e ora?

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Un articolo scientifico  recita la seguente frase, “Persone con un esperienza positiva delle vacanze mostrano meno disturbi fisici quando si trovano di nuovo ad affrontare alti carichi di lavoro, rispetto a soggetti che non avvertono la vacanza come riposo” Per quanto a prima vista, ed estrapolata dal contesto, questa frase possa sembrare ovvia, ci pone il problema di come strutturare le nostre vacanze, come sfruttarle al meglio e soprattutto di preservare il più a lungo possibile l’effetto tampone sullo stress da lavoro che la vacanza comporta, o almeno dovrebbe comportare.
Infatti si è visto in altre ricerche che, durante la prima settimana di ritorno al lavoro, il grado di tensione-rilassamento, di benessere ritornano a livelli analoghi a quelli di prima della vacanza

PERCHE’???? le ipotesi che si sono fatte e che potremmo fare anche noi sono molte,ma principalmente possiamo ritenere che le vacanze, intese come assenza dal lavoro, sono un interruzione passiva dei ritmi di vita (interruzione passiva of demand of job), non sempre e non per forza generano un apprendimento su se stessi, su  come bilanciare la propria aurousual, cioè il proprio equilibrio tra stati eccitazione e rilassamento provocati dagli stimoli dell’ambiente (del lavoro in questo caso). Infatti capita spesso di dire: “in vacanza sono me stesso”, ma cosa fare se in se stesso si sono generati degli squilibri? In effetti è lo stress quotidiano e lavorativo che può portare il nostro organismo a livelli di pressione tale da fargli perdere la capacità di recupero, che gli è insita. E’ A QUESTA CONDIZIONE CHE GLI ESPERTI ALLUDONO QUANDONO PARLANO DI STRESS,  in questo caso lo STRESS  è nocivo, altrimenti lo stress è una RISPOSTA VITALE FONDAMENTALE per affrontare le sfide della vita. Perché lo stress in senso di eustress sta ad indicare quel sistema di stimolo risposta che ci rende individui sociali. MA QUANDO QUESTO  sistema si sbilancia, ci sentiamo sempre stanchi e irritabili, e avvertiamo anche la voglia di starcene per conto nostro, oppure possiamo sviluppare disturbi fisici.

INOLTRE  le vacanze, essendo un interruzione brusca del lavoro, hanno anche l’effetto di disabituarci al livello di stimolazione usuale a cui siamo sottoposti per tutto l’anno, e in effetti alcuni studi che hanno testato anche il grado di benessere, soddisfazione umore e qualità del sonno al rientro delle vacanze hanno visto che il carico di lavoro non influisce negativamente su queste variabili della salute individuale nel periodo prima delle vacanze, ma ha un effetto peggiorativo sulle stesse dopo. MA SOPRATTUTTO si è visto che le vacanze non agiscono a fondo nel cambiamento del tono dell’umore e nel cambiamento nel livello di soddisfazione della propria vita e che anzi, il sottrarsi allo stress lavorativo può far emergere un altro strato.

CHE FARE ALLORA?  Non andare più in vacanza?  CERTAMENTE NO! Ma è opportuno non fantasticare questo tanto agognato periodo di necessario riposo, come la bacchetta magica che rimuoverà tutti i disagi e le insoddisfazioni della nostra vita. (Per quello c’è rimedio, ma bisogna lavorarci su… ).
  Piuttosto scegliere una vacanza adatta alla propria personalità e  a come sta il proprio organismo in quel momento, e infine soprattutto,  prepararsi alla vacanza  UN MESE PRIMA facendo, sia una più attenta programmazione del lavoro, sia UN CHECK UP DEI PROPRI BISOGNI FISICI ED EMOTIVI. Questo lo si può fare magari facendosi consigliare dal medico, o  FACENDO ALCUNI COLLOQUI DI COUNSELING PSICOLOGICO in modo da essere aiutati ad intercettare i propri bisogni, in modo da farsi fornire degli strumenti (tecniche di rilassamento autosomministrabili, arte terapia, scrittura creativa o altri esercizi) per riportare in equilibrio le proprie risorse, consumate da mesi di lavoro e corse frenetiche.

E AL RIENTRO? BEH! Non perdere le buone abitudini apprese in vacanza, continuare con le pratiche di rilassamento apprese, scandagliando, se possibile, il lavoro nelle varie giornate, senza pretendere di riprendere da subito al massimo  i propri ritmi, e magari ritornare a confrontarsi con l’esperto (la psicologia si occupa anche dei normali contesti di vita, come della programmazione e gestione del tempo dell’individuo e dei gruppi) che ci ha aiutato all’inizio della vacanza,. Per fare cosa? beh sia per un feedback, sia per pensare una gestione del tempo lavorativo e del tempo  libero diversa da quella di prima della vacanza, e innaugurare così un nuovo stile di vita in cui ci sia spazio per coltivare le proprie capacità e e dare spazio ai propri  momenti di ristoro e ai propri interessi durante tutto l'arco dell'anno

BUON RIENTRO A TUTTI
 

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