Stress

Sto perdendo le redini della mia vita

Floriana

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Salve, sono una ragazza di 25 anni e sto cercando di capire cosa voglio fare della mia vita, che ad oggi non mi soddisfa, anzi credo proprio che sia tutta sbagliata.

Ho dei genitori che si sono sempre fatti in quattro e anche in otto per me e mio fratello, ma abbiamo dei problemi di comunicazione che ci portiamo dietro da anni; come da anni ho la brutta abitudine di raccontargli a volte delle bugie, per non farli preoccupare o per non dare troppe spiegazioni.A

Abbiamo sempre tirato avanti rinunciando a tante cose, ma negli ultimi anni le pressioni economiche sono state forti e sono la causa di molte altre situazioni che si creano in casa.
Premesso ciò, subito dopo il liceo ho iniziato l'università, i primi anni andava tutto bene, avevo una borsa di studio con cui potevo permettermi una stanza in appartamento condiviso, lontano da casa, quasi completamente indipendente, tutto a meraviglia.

Dal terzo anno di università è cominciata una discesa che non sono più riuscita a fermare: ho cominciato a perdere interesse per ciò che facevo, a cercare lavoro per non essere totalmente un peso economico per la famiglia; sono andata fuori corso, ho interrotto due anni, senza mai essere completamente assente dall'università, ma il lavoro ha preso il sopravvento: l'indipendenza economica, l'imparare un "mestiere", ricevere gli apprezzamenti dei titolari, mi facevano stare bene; ma i miei genitori non erano contenti, per loro la realizzazione non poteva stare nel lavoro in un bar o in un ristorante, tutto quello che avevo fatto in tre anni non poteva essere certo buttato al vento.

Mi sono convinta che avessero ragione e mi sono re-iscritta un anno fa... è stato difficilissimo: ho lasciato il mio lavoro, a cui tenevo tantissimo, sono tornata a vivere a casa con la famiglia, in un anno sono riuscita a dare 3 esami con scarsi risultati, quando all'inizio ne davo 3 a sessione; sono distratta da mille altre cose che mi interessano, ci metto molto tempo per imparare e ricordare ciò che studio, vedo il traguardo come impossibile da raggiungere perché troppo difficile... ho visto molti ex compagni di scuola nonché amici più giovani di me raggiungere l'obiettivo "laurea" e mi sento una fallita. penso sempre più spesso di abbandonare tutto (casa, università, paese) e iniziare una nuova vita, magari lontano da qui, sfruttando le esperienze lavorative fatte finora, ma in questo caso non so se i miei mi aiuterebbero economicamente; l'alternativa è stringere i denti, continuare a studiare e cercare di rendere orgogliosi i miei genitori della loro figlia quasi perfetta, genitori che si indebiterebbero pur di farle continuare gli studi... l'unica cosa che so per certo è che vorrei parlare con loro, spiegargli cosa succede, ma ho come un blocco, so che non mi perdonerebbero mai se mandassi all'aria tutti i sacrifici che hanno fatto per me e per me deluderli ancora una volta sarebbe il vero fallimento.

Mi sono imposta di farli contenti mentre dentro di me sto impazzendo un po' alla volta, il tempo sta passando e io non riesco più a capire cosa fare di me stessa.

Ho delle crisi di pianto sempre più frequenti, problemi con il sonno, con il cibo, sento che mi sto perdendo ed è tutto una confusione.

Questa situazione mi porta a un continuo stato di nervosismo, frustrazione, insoddisfazione, insofferenza, soprattutto quando sono dentro casa, una volta fuori, con gli amici, riesco a rilassarmi perché non mi sento né osservata, né giudicata, i problemi per qualche ora non esistono... quando lavoro il weekend mi impegno al massimo e tutti gli altri giorni mi rimprovero per non metterci lo stesso impegno nello studio.
Mi sento una pazza che non sa più cosa sta facendo.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Floriana,


escluderei il termine “pazza” innanzi tutto. Mi sembra piuttosto che sia prigioniera della paura di deludere, ferire, non essere all’altezza. Mi spiego così le bugie dette per non ferire e per non risultare all’altezza delle aspettative altrui: o studentessa modello con borsa di studio o nulla. Mi sembra che sogni la possibilità di iniziare da capo chissà dove, come se ricercasse una dimensione senza macchie in cui sentirsi adeguata. Mi sembra, invece, che tre esami dati dopo aver abbandonato gli studi non sia poca cosa, considerando anche il dilemma che l’assilla in questo momento e che non rende chiaro se l’Università sia un sogno suo o un modo per far felice qualcun’altro. Al di là di quello che deciderà nella sua vita, consideri che quando scelse la facoltà da frequentare,da come racconta, la iniziò con passione. Credo che ci si dovrebbe interrogare su perché questo interesse sia andato scemando, prima di archiviarlo come desiderio della famiglia. Non so se possa centrare qualcosa con l’idea la necessità di sentirsi adeguata ma provo a fare questa ipotesi sperando le sia utile spunto di riflessione nell’interrogarsi su quale sia il  suo progetto di vita.


Un caro saluto

Cara,


colgo molto rammarico nelle tue parole e mi sembra di capire che le tue preoccupazioni siano legate, non tanto al non riuscire a sostenere i tuoi esami quanto piuttosto al non riuscire a comunicare con i tuoi genitori. Tuttavia, emerge tra le righe una descrizione di una famiglia equilibrata affettivamente, genitori disponibili a sostenere i propri figli e soprattutto pronti ad investire le loro forze per cercare di donare ai propri figli un futuro adeguato.


Mi sembra, inoltre, che tua sia pertanto, consapevole di ciò. Per cui, il mio consiglio sarebbe, prima di tutto, quello di non mollare e cercare di analizzare quali possono essere le tue aspirazioni e motivazioni. Dopodichè, provare a comunicare ai tuoi genitori con sincerità e schiettezza le tue preoccupazioni ed il tuo stato d'animo, giungendo magari a trovare insieme delle soluzioni.


E per il resto, ricorda che non sono le situazioni o gli eventi a generare frustrazione e malessere ma sono i pensieri spesso irrazionali che  noi attribuiamo agli eventi a sviluppare emozioni e azioni inadeguate ad esempio "mi sento una fallita". Per cui, il mio ultimo consiglio dettato dal cuore, è sii sempre propositiva e inizia a guardare gli eventi da una prospettiva diversa magari sostituendo ai tuoi attuali pensieri irrazionali, frasi incoraggianti del tipo " io posso", " non sarà facile ma riuscirò trovare in me la forza e la concentrazione sufficiente per raggiungere i piccoli traguardi prefissati".


Spero di esserti stata utile e per qualsiasi confronto non esitare a contattarmi.

Buongiorno Floriana,


vivere compiacendo gli altri a discapito dei propri bisogni non può che creare alla lunga un senso di insoddisfazione personale. Da quello che Lei descrive, Lei sa già cosa non vuole, ma fatica a distanziarsi dalle richieste e dalle aspettative dei suoi genitori che non vuole per se'.


Il nodo più difficile da sciogliere per Lei sembra proprio essere questo modo di essere in rapporto con i suoi genitori. A questo punto, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a spezzare questa modalità di stare in relazione che, come Lei ha già verificato, Le sta creando un notevole disagio.


A volte si fanno cose "non gradite" per non deludere gli altri, ma così facendo si finisce  con il danneggiare se stessi. 


Valuti, quindi, la possibilità di aiutarsi - con un buon percorso psicoterapico - a divenire autonoma.


 


Cordiali saluti

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