E se il mondo fosse migliore senza di me?

Mattia

Salve a tutti, Ho 23 anni ma è dall'età delle scuole medie che è entrato in me un pensiero e da allora non se ne è più andato: "senza di me il mondo sarebbe un posto migliore" Vi confesso che all'epoca avevo tentato anche il suicidio, anche se, ripensandoci, era un modo veramente goffo. Il tempo passa e la vita va avanti, tuttavia questo tarlo non se ne va; del resto... I miei dopo aver superato il lutto starebbero meglio: più affiatati tra di loro e con meno spese da sostenere. Tutti i vari lavoretti che faccio potrebbero tranquillamente essere fatti da chiunque altro, e non è una frase fatta in preda alla depressione ma è un dato certo, purtroppo questa è la gig economy... Tralaltro consideriamo pure che ho fatto e faccio dei lavori che di per se la gente non vuole (per esempio indagini sui consumi ecc.). Agli amici importerebbe poco, del resto i rapporti si stanno via via raffreddando sempre di più e forse per qualcuno di loro sarebbe come levarsi un peso. Tutto questo peggiorerà quando perderò un ragazzo con cui stiamo entrando in intimità; io lo definisco un miracolo, è stato con lui che qualche mese fa ho dato il primo bacio (si, a 23 anni) e nel corso del tempo credo di essermene innamorato, o meglio, di essere diventato dipendente dall'avere le sue attenzioni. Lui purtroppo ha detto chiaramente che non è interessato a una storia seria, semplicemente mi aspetto che prima o poi troverà qualcuno di più attraente (e purtroppo essendo io obeso non ci vuole molto a battermi) e andrò a finire in secondo piano... E così poi dovrei sperare in un secondo miracolo, sarà davvero un brutto colpo. Questo direi che è tutto, ogni tanto, direi almeno una volta alla settimana, scoppio in lacrime proprio pensando a tutto ciò

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Mattia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL