Buongiorno, Mi trovo in difficoltà a gestire il rapporto con la figlia del mio compagno, che a breve diventerà mio marito. Conviviamo ormai da 13 anni, ed io l'ho inclusa sempre volentieri nella nostra vita, essendo sempre presente, ma non invadente. Purtroppo, però non accetta la nostra decisione di sposarci, dice che non può vedere il padre con una donna che non sia sua madre! Premetto che ha 33 anni è sposata ed ha una bambina. Come dovrei comportarmi? Da parte mia la porta è sempre aperta, cerco di non imporle la mia presenza, ma allo stesso tempo cerco di farle capire che io ci sono cmq, per qualsiasi cosa. Ma, malgrado questo, lei non accetta che lui si risposi. Come devo comportarmi? Sto sbagliando? Grazie per l'attenzione. Patrizia
Buongiorno Patrizia,
da quello che descrive emerge una situazione emotivamente complessa, in cui la difficoltà della figlia del suo compagno non sembra legata a lei in modo diretto, ma alla fatica di accettare un cambiamento nella relazione con il padre e, probabilmente, a un legame di lealtà verso la figura materna. Il fatto che lei mantenga un atteggiamento rispettoso, presente ma non invadente, è già un aspetto molto positivo. Non sta “sbagliando” nel suo modo di porsi. In questi casi, forzare l’accettazione spesso aumenta la resistenza. Può essere più utile continuare a mantenere una presenza coerente e tranquilla, lasciando che sia il tempo a permettere una possibile elaborazione di questa nuova realtà, senza mettere pressione sul riconoscimento del suo ruolo. Se la situazione dovesse rimanere molto conflittuale o dolorosa, potrebbe essere utile anche un confronto di coppia su come sostenervi reciprocamente nella gestione di questo equilibrio familiare.
Un cordiale saluto.
Dottoressa Fioldisa Signorino Gelo
Torino
La Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo offre supporto psicologico anche online
Buongiorno Patrizia,
è comprensibile la sua preoccupazione per questa situazione.
Se, come dice, riesce a rimanere disponibile e aperta senza "invadere", questo è tutto ciò che può fare. Non abbiamo controllo sugli altri e su ciò che loro ritengono giusto o sbagliato, né sul loro vissuto emotivo rispetto alle varie situazioni della vita. Se la figlia del suo attuale compagno non accetta questa vostra decisione, non c'è molto che lei possa fare per cambiare la sua visione delle cose. Mi pare di capire che non dipenda da Lei o dal suo comportamento, ma semplicemente dal fatto che Lei non è sua madre. E questo di certo non lo può cambiare.
Quello che può fare è accettare che in questo momento la figlia del suo compagno abbia preso questa posizione e che un eventuale cambiamento di questo punto di vista non dipende da Lei, per quanto questo possa causarle dispiacere. Quindi sarebbe inutile tormentarsi al riguardo.
Qualora avesse necessità di ulteriore supporto, rimango disponibile.
Un caro saluto
Bologna
La Dott.ssa Laura Leonardi offre supporto psicologico anche online
Gentile Signora, quello che descrive appare una situazione molto complessa, in cui sembrano intrecciarsi dinamiche affettive profonde, probabilmente non del tutto elaborate, e un adinamica relazionale rigida. La reazione della figlia del suo compagno, anche se espressa in modo inflessibile, può riflettere una difficoltà a riorganizzare il proprio ruolo emotivo nei confronti del padre, anche oggi in età adulta.
Da parte sua sta già adottando un atteggiamento molto rispettoso e accogliente che rappresenta una base solida. È importante riconoscere però che non è una situazione che può si risolversi con i soli suoi sforzi. Se dovesse sentire che la situazione le genera fatica, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire emozioni, ricercare nuove strategie per relazionarsi con meno fatica e muoversi con maggiore chiarezza. Mi trova online per un confronto approfondito e dedicato.
Un caro saluto, dott.ssa Ursula Fortunato
Roma
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Buon pomeriggio Patrizia,
lei e il suo compagno convivete da 13 anni (da parecchio tempo) e a breve vi sposerete. La figlia del suo compagno (adulta, sposata e madre) non accetta l’idea che il padre si risposi con un’altra donna che non sia sua madre. Comprendo che questa situazione la preoccupi e l’addolori, ma lei non ne ha nessuna responsabilità. Da quello che riferisce si è sempre comportata in maniera corretta nei confronti di questa ragazza, l’ha sempre inclusa volentieri nella vostra vita, non ha mai imposto la sua presenza ed è sempre stata disponibile nei suoi confronti. Ha fatto quello che doveva fare, quindi non resta che accettare la situazione e viversi il più serenamente possibile questo momento significativo della sua vita.
Mi trova Online per qualsiasi necessità.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Samanta Buonocore
Bologna
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Gentile Patrizia,
la situazione che descrive è più comune di quanto si possa immaginare, ma non per questo meno dolorosa.
È importante che lei sappia, innanzitutto, che non sta sbagliando nulla. Spesso, anche in figli ormai adulti e realizzati come la figlia del suo compagno, permane un'idealizzazione della "coppia genitoriale" originale. La decisione di sposarvi, nonostante i 13 anni di convivenza, agisce come un catalizzatore che rompe definitivamente l'illusione simbolica di vedere i propri genitori uniti. Non è una questione che riguarda lei personalmente, ma una difficoltà della ragazza nel rielaborare la storia della sua famiglia d'origine.
Il mio consiglio è di continuare a mantenere la posizione che ha già assunto: sia centrata, gentile e disponibile, senza però permettere che questa resistenza esterna mini la serenità del vostro legame. Continuate a perseguire la scelta che avete fatto come coppia. Sviluppare e mantenere una certa imperturbabilità è fondamentale: mostrare che la vostra unione è solida e che la porta per lei resta aperta — ma senza forzature — è il modo più efficace per permetterle, con i suoi tempi, di accettare la realtà.
Queste dinamiche familiari possono essere emotivamente complesse a volte da gestire da soli ma ci si può riuscire. In ogni caso se dovesse sentire il bisogno di un supporto per affrontare questo passaggio o per gestire lo stress che ne deriva, non esiti a contattarmi. Un percorso di consulenza può aiutarla a proteggere il suo benessere e quello della nuova famiglia che state formalizzando.
Un cordiale saluto.
Dott. Gaetano Pujia
Roma
Il Dott. Gaetano Pujia offre supporto psicologico anche online