Mi ritrovo a non sapermi difendere

Monica

Salve a tutti, ho un dubbio che vorrei chiarire, quando ero piu piccola ero vittima di bullismo, i 3 anni di scuola media, i 3 anni peggiori che ricordo lucidamente, eppure cercavo e provavo in tutti i modi di difendermi dagli insulti, botte ecc.. Oggi ho 22 anni, penso di aver superato quel trauma eppure mi ritrovo a non sapermi difendere, è successo che avendo qualche screzio con delle persone, conoscenti e non, non mi sia difesa per niente, in quel momento sento rabbia certo ma anche indifferenza e quindi sto zitta perchè appunto non so come difendermi, non so cosa dire. Spero non sia indifferenza nei confronti di me stessa, non soffro di bassa autostima anzi mi conosco abbastanza e mi reputo forte, comunque gira la frittata quando si tratta di persone a cui tengo. Un episodio che mi ha fatto riflettere è successo poco tempo fa: una serata tra amici al bar, durante il quale si aggiunge un ragazzo che non conoscevo e neanche la mia migliore amica, questo “essere“ si mise a parlare di Mussolini e del fascismo tirando fuori una serie di frasi razziste. Lui sapeva gia che la mia migliore amica è Albanese e cercando di ignorarlo il piu possibile, questo “coso a forma di maschio“ la offende direttamente, gli sono saltata alla gola spaventando i miei amici, che mi hanno strappata di dosso da quel “coso“ e dopo vari insulti mi hanno trascinata via e ce ne siamo andati. Questo episodio è l'ultimo, mi era gia successo di diventare aggressiva, ma sempre per difendere qualcuno, mai per difesa personale. So che non ne vale la pena perchè questo era solo un ignorante, ma ancora penso a come avrei potuto dargliele di santa ragione. Non capisco perchè non riesco a difendere me stessa, forse mi sfogo a discapito di altri con la scusa di difenderli? Non so cosa pensare di me stessa.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Monica,

dalla tua mail mi arriva molta rabbia e frustrazione, ma anche indignazione e un senso di giustizia, ti ho percepita come una persona che, appunto, difende anche con i denti le cose  che ritiene giuste, le persone importanti o che vede in difficoltà.  D'altronde tu sai come ci si sente ad essere aggrediti e a non potersi difendere, puoi capire come può sentirsi l'altro e, magari hai ragione, in quei momenti è come se ti prendessi cura per gli altri di qualcosa che ancora non riesci a fare per te stessa. Questo è molto bello ed è sicuramente qualcosa che sarà importante per te coltivare in modo equilibrato. Nell'esempio di cui parli è come se ci fosse appunto questa enorme energia, questa voglia di giustizia (e forse di riscatto) che rischia di esplodere in modo da te incontrollato. Io credo che tu ti sia fatta una domanda molto importante "forse mi sfogo a discapito di altri con la scusa di difenderli?", e a questa  domanda sarebbe importante che tu riuscissi a trovare una risposta, magari con l'aiuto di qualcuno. Qualcuno che ti aiuti a distinguere tra la sana rabbia e indignazione e l'aggressività e violenza sfogata. Io credo che tu abbia un grande potenziale di sensibilità e possibilità di cambiamento, se tu avessi bisogno di aiuto la mia porta è aperta.

Un caro saluto

Cara Monica,

Gli eposodi di bullismo lasciano sempre delle tracce in noi e spesso si manifestano nelle modalità in cui ci relazioniamo con gli altri. Pertanto le tue modalità di rispondere e comportarti con gli altri sono il frutto in gran parte dell'esperienza di bullismo che hai vissuto. L'episodio di aggressione che hai descritto e di cui sei stata protagonista può essere spiegato dal voler difendere la tua amica, dato che sai come ci si sente ad essere "offesi" e ad essere un bersaglio. Le emozioni che hai sperimentato in questo episodio al bar probabilmente sono state così forti dall'essere passata subito all'agito, sapendo come ci si sente ad essere "presi di mira gratuitamente".Invece, quello che tu hai riferito rispetto al non saperti difendere, risulta poco chiaro, mancano degli elementi per capire meglio. Sarebbe interessante approfondire per capire meglio quali pensieri ci siano alla base  e che ti portano a non controbattere ma non necessariamente le cause devono essere ricercate nell'autostima. Un percorso con uno psicologo ti può essere d'aiuto per far luce a queste tue modalità di interazione con gli altri e a fornirti delle risorse per affrontare al meglio queste tue difficoltà.  Mi sento di consigliarti un approccio cognitivo comportamentale dove dedicare spazio anche all'assertività, la quale può darti delle risorse in più per riuscire a comunicare e reagire in modo più adeguato. Resto a disposizione per eventuali dubbi. Un saluto.

Probabilmente il trauma subito da ragazzina, sotto forma di vessazioni angherie e derisioni, protratte nel tempo, pur superato in gran parte, si riattiva nelle situazioni in cui vede e percepisce una condizione di ingiustizia, sopruso, prevaricazione, in particolare tra soggetti spavaldi e soggetti “deboli“, per cui scatta il bisogno urgente e impulsivo di difendere e aggredire, proiettando i suoi vissuti antichi e cercando così di risarcirli. Potrebbe servire un ciclo di sedute psicologiche per rielaborare il passato e archiviarlo del tutto. Auguri

Gentile Monica,

le consiglio di consultare uno psicologo, e psicoterapeuta, se vuole cambiare questo lato della sua personalità, perchè mi sembra possibile che esso nasca da fattori antichi del suo sviluppo psicologico che potrebbero influenzare, se non l'autostima, la concezione di sé.

D'altra parte la reazione che mi sembra sproporzionata in difesa della sua amica imporrebbe di approfondire il tema, le sue origini e specificazioni.

Cordiali saluti

Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

La Dott.ssa Valentina Sciubba offre supporto psicologico anche online