Non credo di stare bene

Giuseppina

Salve. Sono una ragazza di 25 anni, ormai alla fine della mia carriera accademica. Questo solitamente rende le persone felici. Io ne sono distrutta. Ho iniziato il percorso magistrale durante la fine della pandemia, settembre 2020, quindi ho svolto un anno di didattica a distanza che è stato abbastanza duro. Ho iniziato il secondo anno in presenza, ma non ho fatto alcuna amicizia. Niente di niente. Zero amici. Il secondo anno è finito e ora sono in procinto di laurearmi. Sola. Vivo con il mio ragazzo, anche lui studente. Credo di avergli fatto del male andando a vivere insieme, perché anche lui si è ritrovato a stringere poche, se non nessuna amicizia. Per colpa mia. Io mi sento spesso triste, ma di una strana tristezza. Non ho mai voglia di fare niente, mi annoia qualunque attività. Sono sempre stata brava negli esami, ma ora preparare gli ultimi due mi sembra un'impresa impossibile. Sento di non avere alcun obiettivo, di non essere in grado. Sento di non essere una persona interessante. Spesso mi viene da pensare che la mia vita non sia effettivamente degna di essere vissuta. Non penso al suicidio, questo no. Ma penso che ecco, io sia abbastanza inutile. Molte altre persone sono cento volte migliori di me, quindi effettivamente a cosa servo? Tutto ciò si ripercuote negativamente anche sul mio ragazzo, soprattutto sulla sfera sessuale. Non mi va, non ne ho voglia, mi annoia avere rapporti sessuali. Ciò non ha a che vedere con l'amore che provo per lui. È proprio questo sentimento che provo verso ogni cosa. Mi dispiace per i miei genitori. Spesso pensando a loro mi ritrovo a piangere. Sento che ripongono tante speranze in me, ma non le merito. Non andrò da nessuna parte. Il problema più grande è che so di aver bisogno di aiuto, ma non posso assolutamente permettermelo. Quindi ho scritto qui per avere la parvenza di averci perlomeno provato. Questo, su una scala da 1 a 10, fa salire il mio livello di benessere a 2. Scusate lo sfogo. Avevo veramente bisogno di metterlo per iscritto.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Giuseppina, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL