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Tendo ad autolesionarmi e ultimamente ho avuto un forte calo di autostima

Barbara

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Salve, non so bene da cosa cominciare poiché credo di avere un bel po'di problemi che mi hanno portato all'isolamento e alla perdita di quasi tutti i miei amici e nonostante questa cosa mi faccia soffrire molto noto che comunque tendo a commettere gli stessi errori come se ci fosse una forza dentro di me che mi spinge ad agire male. Per farla breve sono una persona abbastanza aggressiva delle volte, nel senso che tendo molto a urlare, minacciare e dire cose brutte in alcuni momenti della mia vita dove perdo davvero le staffe. Ciò non accade sempre o almeno “senza motivi“ anche se di solito anche piccolezze o cose che magari mi immagino mi fanno reagire male (come pensare che qualcuno faccia una determinata cosa per andarmi contro quando invece magari non è così) ma fin da quand'ero piccola mi sono sempre comportata così e l'imbarazzo delle mie azioni comunque non hanno portato a nessun miglioramento a quanto pare. Inoltre spesso tendo a autolesionarmi e ultimamente ho avuto un forte calo  infatti è da luglio circa che ho iniziato una “dieta“ che mi ha portato all'amenorrea...non so più con chi parlare perché i miei atteggiamenti mi hanno sempre tenuta in disparte da tutti, sia perché vengo ovviamente allontanata perché nessuno vuole avere a che fare con una pazza, sia perché io per paura che in giorno possa “esplodere“ tendo a passare la mia vita chiusa in casa e senza contatti con la gente. Non ho mai avuto neanche un vero e peopeio fidanzato perchè i miei coetanei scappano da me e con quei pochi con cui sono finita in una relazione più fondata ho avuto problemi a instaurare un rappirto sessuale, la mia ginecologa mi ha informata che probabilmente tutto è legato da stress e ansia e non da problemi fisiologici ma davvero spesso non so cosa mi faccia reagire così...Cercando vari dei miei sintomi online mi sono imbattuta su questo sito dove aveva anche una sezione domande e mi sono detta “perché non provarci? Magari qualcuno potrebbe aiutarmi, magari non al 100% ma magari riconoscere anche solo il 2% del mio “me“ potrebbe portarmi a motivarmi o a migliorarmi“. So che magari avrei bisogno di un consulto medico ben preciso ma ho tantissima vergogna anche perché non voglio che la mia pazzia venga sottolineata dagli altri a causa del fatto che sono sottoposta a consulti psicologici o addirittura psichiatrici. Spero che qualcuno legga e mi risponda, ripeto non voglio un'analisi psicologica completa di me perché so che è altamente difficile tramite un sito online ma magari se qualcuno ha dei consigli da darmi che lo faccia perché sono disperata e spesso penso che il suicidio sia forse l'unica spiaggia rimastami...

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara barbara scusa il ritardo nella risposta. Ho letto la tua richiesta e mi fa piacere che hai trovato una ginecologa che non ha girato intorno al problema.  Trovare medici onesti è una fortuna per tutti. A me piacerebbe sapere come ti vedi perché a volte siamo aggressivi perché lo siamo verso noi stessi e non verso gli altri. Infatti mi dici di essere autolesionista e di avere problemi sessuali.

La sessualità è un bisogno primario , quindi vuol dire che fa parte di noi , non è altro da noi, ma se non abbiamo un buon rapporto col nostro corpo, tutto ci riesce difficile e faticoso, dall'avere una carezza fino a provare un orgasmo,  che non è peccato. 

A volte si rimane da soli perché ci mettiamo noi stessi in questa situazione , e nemmeno questo è naturale perchél'uomo e un essere sociale, quindi sbloccati , curati e pensa che se ti vuoi bene e magari ti curi un po di più , puoi porti meglio di fronte a te stessa ed al prossimo.

Solo dopo potrai avere amici che ti apprezzano perché tu ti apprezzi , e potrai avere un uomo o una donna, perchél'amore non ha sesso, che ti fa provare piacere con un semplice abbraccio perché apprezzi il tuo corpo e gli dai la possibilità di darti il meglio.

Un abbraccio

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve per definirsi pazza come lei più volte scrive di sè stessa, ci vuole che le sia fatta una diagnosi ben precisa da uno specialista del settore, ma anche in questo caso la diagnosi di pazzia non esiste! Non esiste il pazzo in quanto tale puro e semplice, perchè la pazzia in realtà è un disagio è un problema della vita da affrontare e risolvere, da gestire e capire, ma questo non vuol dire essere pazzi! Quello che erroneamente viene chiamato pazzia è una modalità originale e distaccata dalla realtà di affrontare i propri disagi e problemi esistenziali del quotidiano. Recarsi dallo psicologo o dallo psichiatra non vuol dire essere pazzi, vuol dire aver bisogno di qualcuno che ci aiuti a conoscerci, come lei scrive conoscere il 2% di sè stessa può aiutarla a capire il suo problema e a trovare un modo di affrontarlo. La psicoterapia è un percorso di crescita e di cambiamento e prendere psicofarmaci non vuol dire essere pazzo, ma aver bisogno in quel periodo della nostra vita di un farmaco come per le altre malattie fisiche. Perciò il coraggio per scrivere su questo sito non le è mancato, ed è il primo passo questo per rivolgersi ad un collega della sua città e contattarlo per avere un colloquio. Tenga presente che andare dallo psicologo o psichiatra in Italia è ancora un Tabù di cui vergognarsi, all'estero è ovvio, e naturale, anzi per un periodo storico è stato di gran moda, tanto che ci andavano tutti solo per dire di avere un'analista che li consigliava! Forza e coraggio! Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti. 

Salve Barbara,

da come scrive sembra che tutto quello che lei fa o pensa non vada bene. E' sempre lei che non è ok per cui è meglio stare in disparte, non farsi vedere per paura di essere scoperta e giudicata.

Ha paura anche di esplodere da un momento all'altro, si sente come una bomba ad orologeria anche se è consapevole che quello che gli altri dicono o fanno non sempre è rivolto contro di lei. Si sente incapace di cambiare comportamento e atteggiamento.

Afferma di vergognarsi di come è e anche, quindi, di chiedere aiuto: ha paura di essere giudicata.

Provi a prendere in considerazione che chiedere aiuto ad un professionista vuol dire essere supportati e accompagnati per imparare a prendersi cura di sè. 

Le suggerisco di provare, anche se si vergogna, a rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta, che, essendo un professionista iscritto al proprio Albo di appartenenza, ha l'obbligo del segreto professionale e di osservare il proprio codice deontologico.

Faccia un tentativo anche solo parlare e sentirsi ascoltati può farla star meglio.

La saluto 

Salve Barbara certo lei ha bisogno di aiuto. I suoi genitori cosa pensano?

io penso che non servano dei consigli qui ma aiutarla vuol dire pregarla di rivolgersi al uno psicoterapeuta. non un medico o uno psichiatra, medico dei pazzi ma uno psicologo. E' più normale rivolgersi ad uno psicologo nell'età giovanile quando si attaversano vari problemi.

Se non vuole nel suo paese magari a Napoli città oppure a Salerno così può fare una terapia lontana dagli occhi dei suoi conoscenti. Mi faccia sapere. sono disponibile anche ad un contatto telefonico o fornirle il numero del consultorio della sua zona, se lei abbandonasse i suoi timori

Dott. Luigi Ferraro Napoli (NA)

Salve Barabara,

come ha già anticipato lei stessa, on line è difficile ricevere delle risposte alle tue domande.

Ma "perchè non provarci" a chiedere un consulto dove sicuramente lì potrai iniziare ad avere qualche risposte alle tue domande e iniziare a ricevere quell'aiuto che in qualche modo sta chiedendo.

L'aver posto una domanda qui sicuramente è un primo passo per lei ma non è sufficiente, non si senta spaventata anzi con un incontro dal vivo con uno psicologo potrà darsi qualche possibilità in più per aiutarsi.

Ciao Barbara, 

come hai sottolineato anche tu è difficile con poche informazioni offrire una valutazione del tuo disagio. 

Possiamo partire dai sintomi che descrivi tra cui noto l'isolamento sociale, impulsività, tendenza a pensare che gli altri ti remano contro, autolesionismo, alterazione del peso, amenorrea, difficoltà relazionali, paura di perdere il controllo, difficoltà sessuali, stress, ansia, timore del giudizio altrui e ideazione suicidiaria. Si potrebbero ipotizzare alcune diagnosi, tuttavia le informazioni sono comunque insufficienti e inoltre non ti servirebbe a molto essere categorizzata in un disturbo. 

Quello che possiamo intravedere da quello che ci racconti è un funzionamento disfunzionale basato su schemi interpersonali rigidi, perseveranti e prevalenti (reagisci alle situazioni, come tu stesso affermi, commettendo sempre gli stessi errori, e ciò succede da sempre sin da bambina). Uno di questi schemi è quello di regire con aggressività quando interpreti qualche parola o comportamento degli altri come qualcosa che ti danneggia ottenendo come risultato l'allontanamento di tutti. Purtroppo non ci dai informazioni per delineare il perchè di questo schema, e sarebbe azzardato fare ipotesi. E' proprio questo che ti invito ad esplorare per conoscerne la base e provare a modificare questo funzionamento. Sappiamo solo che senti una forza interna, di cui non sei consapevole, che ti spinge ad agire male. Ciò ci dice che hai difficoltà a riconoscere i tuoi stati interni ed è principalmente su questo che dovresti lavorare. 

Il consiglio è di iniziare un percorso psicoterapeutico, sarebbe importante anche per iniziare a scardinare l'altro schema "se vado dallo psicologo gli altri penseranno che sono pazza, tenuto in piedi dalla vergogna".

Spero di averti dato almeno quel 2% che cercavi. 

Resto a disposizione

Buongiorno Barbara 

Come ben hai detto non è molto semplice poterti essere di aiuto solo online ! Ma capisco bene che è il tuo primo tentativo di chiedere aiuto perché ti senti meno esposta e più protetta! Spesso situazioni come quella che tu descrivi possono essere il sintomo di bassa autostima e di carenze affettive! Ma ti ripeto è impossibile poter fare una valutazione seria online! Una cosa però posso dirti : il primo passo che hai fatto a scriverci è già molto importante e rivela una volontà di stare bene e di "uscire dal tunnel" della solitudine e del dolore! Il passo successivo che ti consiglio ( e credo che tu ne possa avere la forza) e rivolgerti al consultorio o alla tua Asl di riferimento per un primo colloquio psicologico ! Non temere le opinioni degli altri che possano stigmatizzarti come " pazza"! A volte attribuiamo agli altri pensieri che in realtà non sono reali e sono solo frutto dei nostri timori e così facendo non facciamo altro che continuare a nuocere noi stessi!

Credo tu possa riuscirci ! Se vuoi scrivici ancora e aggiornaci

Cordiali saluti

Buongiorno Barbara, 

Partirei proprio da questa sua difficoltà ad accettare un aiuto esterno, si pensa sempre di poter riuscire a risolvere tutto da soli è questa stessa idea che talvolta ci porta a sentirsi con un peso enorme sulle spalle da non poter più sopportare, le consiglio di chiedere un aiuto ed avere il coraggio di un cambiamento, se vuole mi scriva una mail in privato ,

Saluti 

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