ADHD e DSA

ADHD adulto in difficoltà

diamanda

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Avevo scritto precedentemente e visto che non si può rispondere direttamente alle risposta date mi tocca riscrivere di nuovo qui. Il mio amico, affetto da ADHD, è dislessico e non riesce a scrivere e quindi gli ho detto che avrei cercato e scritto io al posto suo.

Egli inoltre non è andato di sua spontanea volontà da uno psichiatra, ma è stato obbligato da sua madre che lo ha costretto. Quindi dopo averlo portato là, lui avrebbe dovuto fare delle tac neurologiche, ma il dottore non gli ha dato la ricetta e quindi lui non le ha più potute fare perchè dovrebbe pagarle in privato e lui non le può pagare.

I suoi familiari hanno una presenza sporadica nella sua vita. I genitori vivono lontani da lui e quindi egli è abbandonato a se stesso. Inoltre oltre all'ADHD egli soffre di Asperger ed episodi depressivi. Si rifiuta di prendere farmaci perchè è cresciuto in una famiglia dove si usano solo cure naturali. Inoltre si rifiuta di andare da uno psicologo per fare terapia perchè dice che è tutto inutile. Egli è in grave difficoltà interiore e fisica e non ha il supporto di nessuno. Ho cercato associazioni nella nostra zona (Treviso), ma non esiste nessun gruppo che possa dare supporto per questo disturbo in un adulto. Qui si trovano solo associazioni che danno supporto alle famiglie con bambini che hanno questo disturbo. Io sono l'unica che sta cercando di fare qualcosa per lui. Ho scritto anche a medici americani per sapere che tipo di sostanze naturali deve prendere e ho avuto qualche risposta ed ora lui ha comprato alcune di queste erbe naturali. Ma lui si sta anche rassegnando alla sua condizione e non riesco a convincerlo a farsi aiutare da uno psicologo. Gli ho anche detto che posso accompagnarlo, che possiamo andarci insieme, ma lui non ha alcuna fiducia nella psicologia e dice che lui deve soffrire e che non ha altra via d'uscita. Inoltre si sente abbandonato dalla famiglia, la quale non fa che dirgli che è un fallito e che non ha costruito niente, che non ha un lavoro, che non ha una vita decente ecc....Quindi lui si sente proprio non considerato dai suoi familiari, i quali ignorano la gravità del suo disturbo. Io non posso parlare con loro perchè non ho un contatto diretto e loro vengono da lui di rado e solo per rimproveralo della vita che fa. Lui si sente sotto pressione, ma invece di reagire si sta demoralizzando ancora di più. Qui non esistono gruppi di auto aiuto per questo tipo di persone con questo disturbo. Quindi non so cosa fare per aiutarlo. Non riesco a convincerlo e non posso obbligarlo in nessun modo. Lui ha difficoltà non solo interiori, ma anche economiche. Ha grandi difficoltà a trovare un lavoro. Vive con quello che gli concede sua nonna a cui fa dei lavoretti. Ma è una condizione che lo sta distruggendo e sono preoccupata per lui, perchè non riesce a vedere un modo per guarire e nemmeno per uscire dalla sua situazione.

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Diamanda,


la situazione che lei descrive è ancora più complessa dato l'atteggiamento oppositivo del suo amico.


Come amica di lui, comprendo lo spirito che la anima nei confronti di quest'uomo. Lei ha buona volontà ed anche slancio.


Le difficoltà del suo amico sarebbero affrontabili se lui decidesse di togliersi di dosso il ruolo di vittima (questa è l'idea che mi sono fatta leggendo la descrizione della situazione da lei descritta) e utilizzasse i mezzi a disposizione.


(...gli ho anche detto che posso accompagnarlo, che possiamo andarci insieme, ma lui non ha alcuna fiducia nella psicologia e dice che lui deve soffrire e che non ha altra via d'uscita). Probabilmente proprio questo atteggiamento che assume gli sta complicando la vita (il danno lo fa solo a lui stesso), creando il vuoto intorno su più fronti, sia su quello relazionale (ha solo lei come amica, mi pare di capire) ed anche quello lavorativo. 


Potrebbe usufruire dei servizi pubblici (ASL per chiedere un supporto psicologico, sia i centri per l'impiego per formarsi e per cercare lavoro). Quando le difficoltà economiche ci sono, le persone si attivano e si danno da fare. Utilizzano "al meglio" le opportunità che ci sono nell'ambiente. Lui per ora sfrutta solo quelle della nonna. Ma può benissimo ampliare le occasioni.


Il detto AIUTATI CHE DIO TI AIUTA in fondo è la sintesi di quello che ho provato a esprimerle. Per ora, il suo amico con il suo atteggiamento sembra preferisca ignorare il significato profondo di questo detto.


Lei Diamanda ha fatto quello che poteva. Ed è lodevole ed encomiabile. 


Mi auguro che il suo amico (per sé stesso) cambi idea.


Cordiali saluti


 


 


 


 


 


 

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