ADHD e DSA

Convivere con disturbo dell'attenzione

celeste

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Carissimi, ho 25 anni e studio e lavoro nei Paesi Bassi da un paio d'anni. Da sei mesi a questa parte ho sofferto di un "burn out" che credo in Italiano sia comparabile ad un esaurimento. Ho stressato me stessa eccessivamente e ne ho pagato le conseguenze. Trovo che questo evento mi abbia fatto crescere estremamente e mi abbia aiutato ad amarmi molto di più.

In questi sei mesi ho fatto un primo test per l'adhd da uno psicologo e i sintomi sia in età infantile sia ad oggi sembrano portare a questo. Teoricamente dovrei fare un test con uno psichiatra per validare il disturbo, ma sono un po' insicura su quali benefici mi possa portare, per esempio non voglio prendere ne Ritalin ne adderall. Da quando ho iniziato a rallentare ho notato subito dei miglioramenti a livello emotivo, ma noto che non raggiungo più i risultati che raggiungevo prima.

Come posso bilanciare questi due aspetti importanti della mia vita senza ricorrere a medicine? Avrò la strada "segnata" per tutta la vita?

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Celeste,


Lei parla sia di “burnout” sia di pregressi disturbi dell’attenzione. A questo punto l’inquadramento diagnostico delle sue attuali difficoltà è sicuramente importante, proprio per valutare il come affrontarle. Se Lei ha già fatto esperienza dei medicinali che ha citato, è bene allora che Lei riferisca al medico psichiatra (se deciderà di chiederne una consulenza) le ragioni della sua reticenza, ovvero riferire gli effetti (positivi e negativi) che hanno avuto su di Lei. È importante che Lei si permetta di esprimere i suoi dubbi e la sua preoccupazione. Ritengo, infatti, che un dialogo franco con il medico potrà esserLe più d’aiuto piuttosto che evitare l’approfondimento delle suddette difficoltà tenendo per sé le sue incertezze sui farmaci.  


Quando una persona vive un periodo prolungato di stress, è chiaro che esso si manifesti con diversi campanelli d’allarme sia sul piano fisico che sul piano psicologico. Lei constata che il suo rendimento lavorativo è calato, quindi è necessario capire quali fattori lo abbiano determinato. Sicuramente un effetto dello stress prolungato è il calo dell’attenzione così come della qualità delle proprie prestazioni lavorative.  Non escluda perciò anche la possibilità, parallelamente ad un supporto farmacologico, di usufruire di un supporto psicologico: per approfondire sia le ripercussioni di tale stress sul suo stato emotivo sia per scoprire quali modalità cognitive, emotive e comportamentali possono essere più funzionali al suo benessere psicofisico.


Online è complicato fare di più, ma spero che queste indicazioni possano esserLe utili.


Saluti cordiali

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