Famiglia e bambini

Cosa devo fare

emanuel

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Salve, volevo esporvi la mia situazione:
È già qualche anno che sono sposato, ho una bimba di 3 anni, ma da quando è arrivata lei mia moglie ha cominciato a maltrattarmi sia fisicamente che psicologicamente, dato che lavoro mi dà pure del genitore assente e dice che non mi importa niente di nostra figlia, vengo insultato in continuazione, ormai non abbiamo più rapporti perchè le faccio schifo, pur provando a parlarle non riesco ad ottenere alcun risultato. Io cerco di non reagire per preservare la felicità di mia figlia, però non è facile, ha pure cominciato a vietare ai nonni dalla mia parte di vederla.
Non mi dà alcun diritto di scelta per la bimba neppure parlando riusciamo a raggiungere qualche accordo. Difatti da più ascolto ai suoi genitori che a me.
Io sinceramente non ce la faccio più, ormai non riesco più nemmeno a piangere, tanto che ho pure optato al suicidio, ma poi ripensando alla bimba desisto sempre.
Mi viene dato dell insensibile ma dentro io piango e mi sento male, a volte mi sembra di avere un infarto da quanto sono triste.
Vorrei un opinione per sapere se ho qualcosa di sbagliato io, cosa dovrei fare, io ormai non lo so più.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Emanuel,


TI trovi in una situazione complessa... Innanzitutto riformulerei la tua domanda da"cosa devo fare" a "cosa posso fare", poi ti chiederei cosa e come vuoi cambiare? Credo che queste domande siano indispensabili per aiutarti a trovare possibili strade da intraprendere...penso anche che siano domande che richiedano uno spazio più ampio di una risposta a questo post, pertanto ipotizzando che la tua domanda sia connessa ad una forma di cmabiamento che riguardi la tua condizione familiare mi sento di suggerirti due opzioni che puoi considerare:


- contattare un centro specializzato per uomini vittima di violenza e chiedere aiuto a loro;


- rivolgerti ad un professionista per comprendere cosa e come puoi cambiare tu per cambiare la situazione familiare. 


Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. 


Saluti. 

Può succedere che una donna converta tutte le sue attenzioni sul figlio/figlia. Può dipendere da molti motivi


che andrebbero analizzati con l'aiuto di uno psicologo. Accade anche che contemporaneamente si verifichi una svalutazione del partner. Questa svalutazione sovente è esagerata, amplificata, sproporzionata. Io le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo per evitare che questa situazione le alteri l'immagine di se stesso, l'autostima, la voglia di vivere. Lei è anche un padre e anche questo ruolo va salvaguardato. La situazione al momento è un pò intricata ma lei è giovane ed è giusto che lei si riprenda obiettivamente i suoi ruoli di uomo, di marito (se è realisticamente possibile, ma non dipende solo da lei, e di padre. Ha da fare un cammino di recupero di vari aspetti della sua vita. Non rimandi. Cominci appena possibile e non abbia ritrosie a farsi aiutare. Le auguro ogni bene.


Gianna Maria Tavoschi, Udine

Provi a farsi aiutare da un psicologo in terapia perchè il suo dolore sembra essere molto grande e ha descritto troppo poco per dare delle indicazioni specifiche.


Ogni relazione di coppia è diversa. Niente nasce per caso, e non abbiamo la descrizione delle dinamiche di coppia. Ha provato a confidarsi con i suoi suoceri, con i suoi genitori, con degli amici comuni per far capire a loro che lei è in difficoltà, che si sente così male? Se entrando in casa sua percepisce un clima di guerra, di ostilità, può cambiare registro lei (per questo deve fare un lavoro interno, che implica sforzo, di abilità nella gestione emotiva). Ad esempio, un intervento paradossale è quello di rispondere ad un attacco verbale tipo "Non capisci mai niente" rispondere con un tono dolcissimo "Ho capito che ho bisogno di te, della tua guida". Rafforzi la tenerezza verso sua figlia e anche verso sua moglie non tanto a parole ma con gesti. Non si dia per vinto ma giochi la battaglia con armi inconsuete. Si può leggere qualche libro di Nardone

Gentile Emanuel,


sei molto giovane ed è normale che sei impegnato con il lavoro. Non è tanto la quantità di ore che dedichi a tua moglie il problema, ma la qualità. Cerca di essere affettuoso con tua moglie, riconquistala e parla con lei, cerca di comprendere in cosa lei si è sentita tradita da te e dai tuoi atteggiamenti. Tua moglie è arrabbiata con te di qualcosa. Servirà Riattivare un dialogo armonioso, partendo da te stesso, chiedile scusa di qualche tuo comportamento non adeguato e chiedile di aiutarti a fare chiarezza su cosa hai sbagliato. E' normale nessuno è perfetto, ma l'altro ti può aiutare a vedere quegli aspetti di te che non vedi tu stesso. Ascoltala! Non partire dal presupposto che abbia torto, Ascoltala! Se così le cose non andassero bene allora iniziate un percorso di psicoterapia in modo da farvi aiutare insieme. Rispetto al suo appoggiarsi molto ai suoi genitori potrebbe essere relativo al percepirti poco presente in casa. Possibilmente tua moglie si sente sola e prende le decisioni con la famiglia di origine. Non giudicarla, Ascoltala! si più presente nella sua vita e nei suoi bisogni. E' brutto sentirsi soli anche quando si è in coppia. Quando è cosi ... Qualcosa non sta funzionando?


Vi auguro di trovare tutte le risposte per voi e che possiate rinnamorarvi


Dr.ssa Iolanda Lo Bue

Buongiorno Emanuel,


spesso succede che quando arriva un bambino all’interno della coppia, anche se fortemente desiderato e voluto, l’equilibrio e i bisogni che i partner mettono in campo cambiano. La sua situazione però non sembra essere solo un momento di passaggio, bensì si sta trasformando in un senso di stagnazione personale.


Parlarne con sua moglie, come ha già fatto, è sicuramente molto importante, ma se ha pensato addirittura ad un atto estremo come il suicidio, mi verrebbe da dirle che forse il suo malessere ha bisogno di uscire e di trovare uno spazio dove poter essere compreso.


Se avesse bisogno di informazioni mi può scrivere alla mail: martinaearle@gmail.com

Buongiorno Emanuel


Dalle sue parole si deduce chiaramente la sua sofferenza. All'arrivo di un figlio, le dinamiche di coppia cambiano e a volte vengono stravolte. Detto questo, ciò che lei descrive è una situazione estremamente delicata. Dovreste essere genitori che svolgono il "loro ruolo" coesi e non in contrasto. In più, ancora prima, nella coppia è necessario rispetto e ascolto. Sarebbe interessante comprendere come fosse la relazione tra di voi prima dell'arrivo della vostra bimba. In qualunque caso, comunque, credo abbiate necessità di un supporto di coppia, come prima ipotesi, per cercare di capire cosa sta accadendo tra di voi. Se ciò non fosse possibile perché sua moglie si oppone, le consiglierei un percorso psicoterapico individuale, per poter comprendere e dare un significato a ciò che sta succedendo. Dovrebbe riuscire a comprendere per quali ragioni rimane in una relazione dove non viene valorizzato o semplicemente ascoltato. La sua bimba dovrebbe avere come esempio una coppia "sufficientemente sana", che si ascolta, si comprende e non si mortifica. Rifletta su questi aspetti e si faccia aiutare. Ne trarrà beneficio lei, e forse anche tutta la sua famiglia.


Auguro buona fortuna

Gentile Emanuel,


la prima cosa che deve fare, a mio parere, è cercare un aiuto per se stesso: cerchi un professionista nella sua zona e gli/le racconti quello che ha raccontato qui. La situazione che lei descrive è degna di attenzione perché vi è una situazione familiare molto critica che, per il bene di tutti -ma soprattutto per la sua bimba- deve essere affrontata nel più breve tempo possibile. 


Può rivolgersi anche al consultorio pubblico o a servizi analoghi della sua città che, nonostante il periodo che stiamo attraversando, dovrebbe garantire il supporto psicologico ai cittadini. 


Non si perda d'animo ma si faccia aiutare.


Molti auguri e ci riscriva se ha bisogno. 

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