Famiglia e bambini

Il mio bimbo ha 4 anni e nn ha mai conosciuto il padre. Mi chiede di lui

livia

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buongiorno, sono una mamma sola, perchè suo padre era sposato cn due figli. il mio bimbo ha 4 anni e nn ha mai conosciuto il padre. mi chiede di lui.ogni tanto, ne parliamo.. fin da quando era piccolo, ho cercato di essere piu trasparente possibile… raccontandogli che quando sono rimasta in cinta il suo papà nn poteva stare con me e comunque nn andavamo d'accordo e nonpotevamo stare insieme e perche aveva già un'altra casa dove stare, accennandogli il fatto che ha anche una sorella ed un fratello… mi rendo conto che per lui questa è diventata un frustrazione e non so come risolvere questa cosa… ogni tanto ne parlavamo… magari della possibilità di trovare un (altro) papà cn cui finalmete poter fare un sacco di cose insieme………ho pura che si senta rifiutato, ho paura che nn abbia stima di lui e cha abbia sensi di inferirità rispetto agli altri bimbi che ahnno il papà…. io vedo che lui cerca e vorrebbe cosi' tanto chiamare “Papà“!!… mi fa soffrire terribilmente. come posso lenire quest afrustrazione dell'assenza di un padre!!!!?? aiuto… grazie mille

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

buona sera 

cara mamma le racconti come vi siete incontrati come vi siete innamorati, il fatto che il suo ex compagno abbia un altra famiglia e giusto che lo sappia è la realta ma per un bimbo di 4 anni è come dire papa a scelto un altra famiglia perchè io non sono ... 

provi a contattre questo signore dirgli che il figlio ha necessita di dare una voce un volto ad un padre .. cercare un padre non è come comprare un regalo suo figlio ha un padre , cerchi di parlargli , poi eventualmente si rivolga ad un avvocato nel momento che le ha provate tutte per far conoscere queste due persone ed uno psicologo a suo figlio nel momento in cui vede dei cambiamenti nel suo comportamento.

mi raccomando non si colpevolizzi non aiuta cosi suo figlio ..

Cara Livia, è molto positivo che parli con Suo figlio sinceramente, gli dica come stanno le cose senza connotazioni rancorose. E’ già un buon passo. Sono d’accordo con gli altri colleghi che il dolore sia più in Lei che in Suo figlio, un dolore per una storia che non è andata in porto o per non avere un compagno, dolore comprensibilissimo. Se Lei è serena trasmette positività alla Sua vita e alla vita di Suo figlio che elaborereà il fatto di non avere un papà. Non è una cosa così inusuale: ci sono moltissime mamme single per non parlare delle famiglie dove le mamme sono due e non ci sono uomini. Le consiglio una consultazione per un lavoro su di lei, sulle Sue emozioni

Un caro saluto,

Gentile utente, 

credo che suo figlio abbia il diritto di vedere il padre e tra l'altro anche di esserne mantenuto, così come il padre ha il dovere di occuparsi del figlio. Nascondere la verità non la cambia e anzi quaisi sicuramente aggraverà la situazione.

La invito perciò ad utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per ristabilire un più corretto rapporto padre/figlio.

Uno psicologo può aiutarla e sostenerla in questo percorso in cui potrebbe avere spazio anche il rafforzamento e/o la modificazione di aspetti della sua personalità.

Cordiali saluti

Gentile Livia,

non è possibile che suo figlio non soffra un po' di questa mancanza, se non altro per la differenza che può percepire rispetto agli altri bambini. È anche vero però, che la situazione di madri single sono abbastanza comuni nella nostra società (le percentuali sono in ascesa) e vari studi dimostrano come molti figli in queste circostanze possono avere uno sviluppo ottimale. Quindi non esageri con la preoccupazione. È più importante che lei sia serena con suo figlio piuttosto che ci sia una figura maschile. 

Restiamo in ascolto

Gentile Livia,

credo sia sempre bene rassicurrare il bambino sul fatto che la lontananza dal padre non dipenda dalla mancanza d'amore per lui; è molto importante che il bambino non faccia la fantasia di essere causa di questa assenza. Ma da ciò che scrive mi pare di capire che è stata molto brava a raccontare a suo figlio la sua storia...usando certamente metafore e frasi adatte e comprensibili ad un bambino di 4 anni. Credo peraltro sia difficile crescere un figlio da sole e mi domando se le sue paure e la sua sofferenza abbiano mai trovato uno spazio di accoglienza. A volte rivedere insieme ad un esperto alcuni aspetti di se e alcuni vissuti emotivi permette di poterli affrontare e vivere diversamente.

Un  caro saluto

Cara signora,

ognuno di noi cerca le sue radici; è normale che suo figlio voglia sapere. La figura del padre è fondamentale soprattutto per la costruzione dell’Identità. Ecco perché io insisto sempre nel dire che non si deve squalificare l’altro genitore perché parlare male del papà significa ferire profondamente il figlio. A volte però è complicato e allora è bene sottolineare che il papà era in grande difficoltà, che il contesto ha ostacolato il naturale svolgersi delle cose. In sintesi mai far passare il concetto che il bambino è stato rifiutato! Mi chiedo se la situazione sia veramente irrecuperabile? Non ci sono margini? Il papà naturale può essere ricontattato? Non è disponibile in nessun modo? E’ già padre ufficialmente di altri bambini, mi sembra impossibile che lui non abbia alcun desiderio….

Poi comunque i figli sono di chi li cresce e si prende cura di loro e per quanto ciò che ho scritto, sia una frase un po’ fatta, non è sufficiente mettere un seme nella terra, bisogna poi coltivarla affinché quella pianta cresca forte…

A volte i bambini mi dicono: “spero che mia madre trovi un uomo che le voglia bene, ma che voglia bene anche a me”

Attualmente seguo una ragazza di vent’anni adottata alla nascita; a questa mia giovane paziente non è possibile risalire alle sue origini e ciò la tormenta perché si chiede mille cose, alcune di queste anche semplici del tipo “da chi ho preso la forma delle mani?” e poi fondamentalmente vorrebbe sapere se viene mai pensata e questa domanda se la pone in modo fortissimo soprattutto il giorno del suo compleanno.

Gentile Livia, l'argomento che deve chiarire con suo figlio è molto delicato sia per la tematica che per l'età del suo bimbo. La prima cosa da chiarire è se questo papà ha riconosciuto o meno il figlio. Se così non fosse (come forse si intuisce dalle sue righe), forse è stato un po' azzardato accennargli di avere dei fratelli (proprio perchè non ha ancora chiaro chi sia suo padre e perchè è ancora troppo piccolo e concentrato su se stesso). Un altro elemento da chiarire è capire in che rapporti è rimasta con questo padre e se ha la possibilità di poter parlare con lui su come affrontare l'la questione con il figlio. Forse quello che può fare in questo momento è far capire al suo bambino che è stato voluto da entrambi e con amore. Risponda sinceramente alle domande del piccolo senza aggiungere particolari dettagli non richiesti, cercando di limitare per quello che le è possibile, l'ansia e la frustrazione di non trovare una spiegazione adeguata alla mancanza di una figura paterna per suo figlio. Quello che traspare dalle sue righe è la sua profonda sofferenza (di madre) e inquietudine nel gestire la situazione più che una sofferenza reale di suo figlio. Le domande che le fa sono più che normali e va bene che si ponga questi interrogativi.  Il fatto che suo figlio non cresca con il padre, non significa necessariamente che andrà a minare la sua autostima, che si possa sentire inferiore o rifiutato. Ha solo quattro anni ed è bene che le cose gli vengano chiarite gradatamente con il tempo e con un certo grado di maturità. Cerchi di dare valore al suo ruolo di mamma e di sostenerlo nella sua richiesta di voler sapere. Ma le risposte dovranno essere semplici e chiare. Un caro saluto.

Gent.ma Signora,

ai bambini occorre dare risposte certe, che diano sicurezze. O il papà c'è o non c'è. In questo caso non c'è. Se capisco bene. Quindi non deve dare al bambino informazioni (un altro figlio e figlia, ecc.) rispetto a una persona che non vede,e quindi, per lui non esistente. Le consiglio di farsi seguire da uno/a psicologo/a in questo percorso di vita che Lei sta facendo con Suo figlio. Il quale deve accogliere la propria situazione, e non pensare che le altrui situazioni siano migliori della propria. Suo figlio deve imparare a vedere che, anche se diversa rispetto ai propri compagni, la propria vita è bella. E Lei può/deve trasmettergli questa visione. Avere un padre è sicuramente la norma e statisticamente rappresenta la maggioranza dei casi. Non è automaticamente vero, però, che la "diversità" debba essere brutta. le dico cose che probabilmente Lei sa già, ma è importante sapere che questa è la strada. L'ipotesi di un altro papà renderebbe ovviamente tutto più semplice, ma non è detto né scontato, perché è imprevedibile la dinamica che si creerebbe in questa famiglia ipotetica. le cose, oggi, stanno come stanno e questa è la realtà da offrire al bambino.

Molte cordialità,

Gentile mamma sola, il primo quesito che viene leggendo la tua domanda: siamo sicuri che sia un problma autonomo del bimbo e non un problema che si riflette su di lui? Le famiglie monogenitoriali, nella società contemporanea, sono una realtà riconosciuta, e se la relazione con i figli è gestita senza ansie non creano nessun problema. Ci si potrebbe domandare se non sia forse una proiezione del tuo senso di colpa, o di incompletezza a farti sentire, e a sentire riflessa in tuo figlio, l'esigenza di cui parli. A un bambino non manca una persona che non ha mai visto, e non c'è una carenza di funzioni, se tutto quel che occorre per l'educazione e la crescita è ben svolto dalla stessa persona.

Un saluto

Marco Focchi

PS. Allego il link di una lettura che può essere utile

http://www.marcofocchi.com/2/post/2014/01/le-nuove-famiglie-e-il-padre-postmoderno.html

Gentile signora Livia,

la sua preoccupazione e il suo dolore per suo figlio sono assolutamente comprensibili. i bambini ci pongono costantemente di fronte ad interrogativi, dubbi, sensi di colpa. Deve essere estremamente complesso crescere da sola un figlio e assumersene da sola tutta la responsabilità. Accade che i bambini "respirino" tutte le nostre emozioni, siano esse positive o negative. pertanto mi permetto di chiederLe quanto lei abbia elaborato il dolore per la perdita del compagno con cui non ha potuto crescere suo figlio condividendo gioie e dolori; quanto senta l'assenza di un uomo al suo fianco; quanto senta Lei stessa il bisogno di reinterpretare i significati di questo specifico momento della sua vita. Forse quando tali quesiti riceveranno un'adeguata risposta prima di tutto per se stessa, riuscirà a parlare con suo figlio, in merito all'assenza del padre, in modo meno doloroso. 

Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di contattarmi

Distinti Saluti

Cara signora, non mi è dato capire dal suo scritto come si sia evoluta la sua relazione con il padre del bambino e se lo stesso lo abbia o meno riconosciuto. In caso positivo la sollecito a mettere in atto qualsiasi tentativo per imbastire un inizio di partecipazione attiva del suo ex alla vita di suo figlio. Cosa positiva il fatto che lei da sempre abbia cercato di spiegare al bambino come stanno le cose. Le consiglio di sottolineare come l'assenza del padre non sia dovuta a "cattiveria" del piccolo, ma che il suo papà gli vuole bene seppur da lontano. I bambini, nel loro modo di esperire certe situazioni, facilmente fanno l'equazione: "il papà se ne è andato perchè io sono cattivo o non mi voleva". Se esistono nella vostra famiglia altre figure maschili per il bambino signigìficative, uno zio, un nonno, solleciti questa relazione, che sarà di gran nutrimento per il piccolo, in attesa che il suo vero padre possa (mi auguro di sì) un giorno iniziare a esserlo veramente. Cari saluti,

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