Famiglia e bambini

Mio marito vuole andarsene di casa. Per il bene dei bambini ho patteggiato con lui

Alessandra

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Salve, mio marito vuole andarsene di casa.. Abbiamo due bambini uno di quasi 4 anni e la bambina di 16 mesi. Per il bene dei bambini ho patteggiato con lui che può fare quello che vuole fuori casa ( frequentare altre donne , uscire quando gli pare con gli amici..) purché la sera torni a cenare e a dormire a casa. le giuro che per il bene dei piccoli ce la faro' senza far trasparire nessun disagio .. Vorrei solo sapere a quale età eventualmente gli si fa meno male..grazie

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Alessandra,non sono così sicura che il bene dei bambini sia l'avere un padre che lo è di fatto solo a mezzo servizio e cioè la sera. Per di più francamente come pensa di riuscire a sostenere un tale clima familiare senza far trasparire nie te ai bambini' La stessa cosa per suo marito. non metto in dubbio che questa sia una decisione lunga e sofferta, ma non pensa che forse in una decisione di tal genere vi sia anche l'inconsapevole quanto umano desiderio di tenere accanto a sè l'uomo che le dato quei due bambini?
perchè questa simulazione? interrogati su qual è la ragione vera che ti spinge a inscenare questa farsa. I bambini devono conoscere, hanno il diritto di, conoscere la realtà. Sta a voi valutare se siete capaci di vivere una separazione senza isterismi e tragedie, i bambini, se vi vedono in pace con voi stessi, accetteranno la situazione proposta. Non c'è un momento giusto: il momento giusto è quello in cui le cose accadono. Mi piacerebbe poter approndire con te questo discorso.
Cara Alessandra, ci sono alcuni problemi. Innanzi tutto non dice di aver approfondito con suo marito i motivi della di lui decisione, e qs potrà pesare in futuro. Poi, in qs modo in realtà si sacrifica la sua vita, intendo quella del marito: se in futuro egli incontrerà un nuovo amore, come ci si potrà dedicare dovendo, dopo la giornata di lavoro, cenare e dormire con voi? (nel letto matrimoniale o in un'altra camera?). Inoltre, che sentimenti svilupperà nei confronti dei figli "colpevoli - può dire il suo inconscio - di averlo "legato" lì? Questa situazione in qualità di psicoterapeuti la vediamo solitamente presso il "Centro" di Rovereto (TN) nelle madri che si sacrificano per i figli e poi - quando sono grandi - "presentano il conto". Intendo dire che nessuna scelta - quando finisce un amore e ci sono figli - è senza dolore, grande, da tutte le parti. Solo il chiarimento sincero nella coppia permette una genitorialità serena, rimanendo separati in casa o uscendo fuori; quello che fa male ai bambini sono i conflitti sotterranei, che proprio perchè non espressi, non possono neppure essere detti, non se ne può parlare.. La consiglierei di far leggere qs risposta a suo marito e di invitarlo ad esprimersi liberamente su quanto pensa e sente.
Gentile Alessandra, il verbo che lei ha utilizzato "patteggiare" per spiegare la nuova realtà che si è creata nel suo rapporto di coppia è significativo! Presuppone che ci sia un "colpevole" e un "innocente" che ha subito un danno. Scrive che si imporrà di non far trasparire nulla della sofferenza che sta vivendo per il bene dei piccoli. Tutto ciò potrebbe essere estremamente faticoso per lei, per il marito e soprattutto per i bambini. Negare o "far finta" che nulla sia cambiato in un rapporto di coppia, salvaguardando le apparenze, bloccando i propri stati emotivi, potrebbe essere poco funzionale ed efficace. I figli, in caso di separazione dei genitori, hanno bisogno di sentire e vivere nella realtà quotidiana, che non perderanno il riferimento affettivo con entrambi i genitori. Non c'è un'età giusta per fargli "meno male" ; qualsiasi cambiamento presuppone uno sforzo adattativo che può determinare disagio. Sono i genitori che "devono" convivere con la nuova realtà, rielaborandola, cercando di creare un nuovo clima emotivo e rassicurante per i propri figli. Rispetto e leggittimazione reciproca sono gli ingredienti necessari. Potrebbe essere utile a entrambi, iniziare un percorso terapeutico di coppia, proprio per trovare le parole, gli atteggiamenti e gli atti più giusti e condivisi, per spiegare ai vostri bambini che la nuova realtà, non mette in discussione l'amore, la cura, la presenza emotiva e fisica di cui loro hanno bisogno. Un caro saluto.
Alessandra gentilissima, grazie, anzitutto, per avermi offerto di poter accedere ad una dimensione e ad una parte della Tua vita… grazie! Alessandra… soffri e sei molto preoccupata… per i Tuoi due “gioielli”… li immagino e li vedo sorridenti e splendidi…! Mi piacerebbe conoscere i loro nomi… e chiamarli per nome, mentre parlo con Te, Alessandra! Condivido la Tua premurosa, dolce e garbata ricerca per trovare le modalità “per fare loro il meno male possibile”! Proprio per questo, a proposito dei comportamenti da richiedere al tuo partner, hai già assunto delle decisioni… quelle che Tu ora senti più importanti per Te e per loro… i “Tuoi gioielli”… Mi chiedi, poi, “A quale età si fa loro meno male…”. Ebbene, Alessandra, Ti sono molto chiaro. I tre obiettivi di due genitori, che stanno separandosi e che sono e saranno per sempre i due “amorevoli” genitori dei loro “splendidi gioielli” sono: 1. Accordarsi insieme che il “bene dei figli/gioielli” viene prima di ogni altra cosa, per cui insieme operate per superare le difficoltà e le ansie dovute alla separazione… per ricostruire così i significati delle Vostre decisioni e del Vostro nuovo progetto di vita comune, non più come coppia, ma come genitori! 2. Accordarsi sul come comunicare ai “figli/gioielli” la separazione… per promuovere così nei “gioielli” la gioia di sentirsi sempre “figli amati ed accolti piacevolmente alla vita”! 3. Accordarsi sul come vivere al meglio la separazione… per proteggersi e per prendersi cura di sè! Il nodo, come vedi, Alessandra, non è quello della età dei “figli/gioielli”, ma il punto fondamentale è “nostro” come genitori, cioè, come genitori, insieme, riusciamo a porci ed a raggiungere i tre obiettivi sopra delineati! Alessandra, a mio avviso… accompagnando tante “Alessandre”, come Te, in questo cammino ed esperienza di vita, mi viene da ipotizzare per Te… questo: “Alessandra… valuta la possibilità di farTi e/o di farVi accompagnare in questo itinerario da un professionista di Tua/vostra fiducia.” Sento che per Te… per Voi… e soprattutto per i Tuoi/Vostri “figli/gioielli” è la strada più armoniosa e sicura! Con affetto! Dott. Nerino Arcangeli
Cara Alessandra, per qualsiasi motivo Suo marito vuole interrompere il rapporto coniugale ( o di convivenza) non ritengo che questo tipo di decisione sia la migliore! Potrebbe disorientare il bambino di 4 aa. Questo tipo di "convivenza solo serale" non so quanto tempo possa durare!!?? L'importante per i figli é che in famiglia ci siano regole chiare ma soprattutto una adeguata armonia affettivo/relazionale!! Non c'é un'età definita in cui i figli accettano di buon grado la separazione dei loro genitori: un figlio non l'accetta mai bene, piuttosto con il tempo trova un proprio e sano metodo di ADATTAMENTO al nuovo tipo di relazione con i genitori!! Sono i genitori che devono BEN SPIEGARE E FAR LORO CAPIRE perché viene decisa la gestione di un nuovo menage familiare diversa da quella finora adottata. Più le spiegazioni sono coerenti e sincere e più i bambini riesco a trovare il loro giusto adattamento!! Davvero non riesco a capire cosa intende quando dice "non farò trapelare nulla"? Per quanto tempo?? Non credo che Lei non soffra per questa situazione e che riesca a non trasmettere - anche inconsapevolmente - la Sua angoscia/sofferenza!! E Suo marito riuscirà anche lui a non fare trapelare nulla? -- ed anche lui per quanto tempo? Potete provare per un breve periodo ma se non riuscite a costruire un ambiente armonioso e affettivo intorno ai bambini ritengo che sia meglio che insieme prendiate una decisione più congrua. La bambina di 16 mesi potrebbe non risentirne molto della eventuale separazione basta che ci sia una buona frequentazione con il padre e per il bambino di 4 aa. vale la stessa cosa ma lui necessita di maggiori spiegazioni. Comunque Le consiglio che, anche se Lei deciderà di provare questo tipo di "convivenza patteggiata" piano, piano intanto prepari i due bimbi all'eventualità che i genitori possano vivere in case diverse/separate. Sperando di esserLe stata utile Le faccio i miei migliori auguri.
Cara Alessandra, quanto dolore nelle sue parole. Capisco molto bene il dolore che prova e il grande amore per i suoi figli che viene prima di ogni cosa. Non c e' un eta' in cui i bambini soffrono meno, e' sempre un momento traumatico per loro questo non si può evitare. Ma si può essere una coppia di genitori pur non essendo più coppia di fatto. Molto conta il messaggio che viene dato, come viene dato, il clima che respirano a casa, il rapporto dei genitori. Non sempre la scelta giusta per i bimbi e' quella di stare insieme per forza. Come sa bene i piccoli percepiscono tutto e si rendono conto che qualcosa non va. Quello che sento di dirle e' di non avere paura di chiedere aiuto e di farsi aiutare nella gestione dei bimbi oltre che per gestire il contrasto di emozioni che sta vivendo. Se lo desidera mi contatti pure, io ricevo a Verona e il primo colloquio e' gratuito. Un grande in bocca al lupo.
Signora Alessandra Ammiro la sua determinatezza nel portare avanti un patteggiamento così pesante, emotivamente è un vero macigno. Mi chiede quale possa essere l'età migliore per i suoi figli per vivere una separazione, sinceramente non c'è un'età per affrontare la disgregazione del proprio nucleo familiare, la cosa che mi sento di dirle di farlo nel massimo equilibrio e senza rivalese e rabbia, ma da persone che civilmente si endano conto che la loro storia è finita ma da questa storia ci sono due figli che hanno sempre un padre e una madre . In questo modo per i suoi figli sarà meno distruttivo. Cordialmente

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