scuola materna

francesca

Buon giorno,

mio figlio di 3 anni ogni giorno, sin da subito, si lamenta che non vuole andare a scuola perchè non ci sono mamma e papà. Inizia a lamentarsi già la sera e la mattina prima di entrare piange e si aggrappa. Quando lo vado a prendere il pomeriggio però è sereno e mi racconta la sua giornata. Da qualche giorno mi dice che fa dei giochi (da solo), mentre prima sosteneva di gironzolare e basta. Al momento, dice di non aver legato con nessun bambino (credo sia una specie di "contestazione"). Per quanto riguarda noi genitori cerchiamo sempre di parlare in maniera positiva della scuola come di un ambiente che lo aiuterà a diventare un bimbo grande, con tanti giochi ecc.. Inoltre spesso gli lascio una mia fototessera da tenere in tasca, oppure gli dico che tra di noi c'è un lungo filo trasparente che ci tiene sempre insieme anche se siamo lontani.
Nonostante siano passati molti mesi le cose non migliorano. Anzi ultimamente, forse anche a causa delle vacanze di natale e della quarantena è un po' peggiorato.
Come possiamo aiutarlo a vivere con meno ansia il distacco e a godersi la giornata? grazie

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile mamma,

ha già avuto delle ottime idee! Complimenti!

Chi lo accompagna al mattino? Seguite una routine particolare? Cosa le dice al saluto? Le maestre cosa riferiscono invece come giochi, socializzazione, momento del pranzo o della merenda, ecc.?

Le linko degli articoli scritti da me sperando di far cosa gradita:

  • https://www.psicoterapiacioccatorino.it/lutto-separazione-e-abbandono-nei-bambini/
  • https://www.psicoterapiacioccatorino.it/consulenza-psicoterapia-famigliare/
  • https://www.psicoterapiacioccatorino.it/i-disturbi-dansia/

Se le difficoltà persistono potreste anche valutare un supporto psicologico da parte di un professionista per essere voi genitori in primis accolti nei vari dubbi e conoscendo in modo approfondito la storia di vita e famigliare potervi dare consigli e farvi soffermare a riflettere a livello emotivo ed educativo. 

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Buongiorno cara Francesca

Le pongo una domanda. Lei come vive il distacco? Credo che sia importante riflettere come entrambi (lei è il suo piccolo), vivete il momento della separazione.

Detto questo, credo che ciò che state facendo lei ed il suo compagno, vada bene. Cercate di spronare il vostro piccolo a svolgere esperienze nuove dicendo che, alla fine della giornata, vi rivedrete e starete insieme. Azzardo nel dirle che, credo, sia un momento di passaggio, un momento in cui, come scrive lei, il suo bimbo è maggiormente affaticato. Quando vi ricongiungete al pomeriggio, provate a trovare un momento per fare qualcosa insieme di bello, in modo da poterglielo ricordare al mattino quando vi lasciate.

Accolga la sua fatica e la comprenda. Si ricordi che ha 3 anni ed è il primo vero momento, quello dell'ingresso alla materna, di separazione prolungata dalle figure di riferimento.

Se dovesse continuare ad avere gli stessi comportamenti ancora per lungo tempo, provi a sentire le maestre e fare un incontro con loro per capire come sta a scuola e cosa potete fare insieme per aiutarlo.

Auguro con tutto il cuore buona fortuna

Gentile Francesca,

i bambini hanno tempi differenti per adattarsi ai cambiamenti, come del resto gli adulti, quindi è bene evitare di preoccuparsi eccessivamente, soprattutto perché, da quanto racconta, suo figlio, pur così piccolo e non abituato alla scuola, dimostra poi di sapersi lasciare coinvolgere nelle attività e nelle relazioni con gli altri.

Tuttavia ogni storia è a sè e si può provare a capire, approfondendo la vostra, il perché delle sue (e delle vostre) ansie e paure.

Si possono anche trovare strategie per rendere il momento del distacco meno traumatico. Se non bastassero colloqui con la coordinatrice e le insegnanti della scuola, potreste valutare una consulenza psicologica. Una professionista esperta ha infatti competenze differenti rispetto a quelle pedagogiche del personale scolastico, che si possono integrare in un intervento comune, volto a supportare il bambino e la famiglia.

Lavoro da anni in questo settore. Se desidera ulteriori informazioni, resto disponibile attraverso il modulo dei contatti.

Cordiali saluti e molti auguri

Dott.ssa Francesca Fontana

Cara Francesca,

le sue parole raccontano una relazione in cui la mamma riesce a sintonizzarsi con capacità con il suo bambino, è una cosa molto bella.  

Il contesto della scuola è un terreno di gioco e di scambio molto importante per i bambini, in cui hanno a che fare con i loro pari, ovvero altri "piccoli" con sensazioni, bisogni, paure e necessità peculiari e uniche.
Proprio lo stare in contatto con loro e l'assenza di un adulto di riferimento per ognuno può rendere il compito quotidiano della scuola più impegnativo, ma è grazie a questo limite che i bambini possono sperimentarsi nel trovare le proprie strategie di soluzione dei problemi.

Nell'ambito di un rapporto di fiducia e affetto come il vostro, è possibile che suo figlio senta effettivamente la paura di allontanarsi dai genitori, ma il gruppo dei pari può davvero esserne la soluzione, essendo il contesto in cui suo figlio scopre di essere capace di "fare da sè", di potersi divertire costruendo un pezzettino di mondo tutto suo, rassicurandolo dalla paura di stare lontano da mamma e papà... che comunque a fine giornata sono sempre lì per lui!

In questa cornice è importante che voi genitori riusciate ad ascoltare i timori e le insicurezze che si fanno strada dentro di voi in questo momento di crisi, cercando di digerirle ed elaborarle, in modo tale che non impattino nella relazione con vostro figlio e che possa sentirsi genuinamente confortato dalla vostra stabilità e sicurezza (che gli volete bene, che non rimarrà solo, che la scuola ha una funzione di crescita importante per lui).

Solo lei e il papà potete trovare "il giusto modo" di affrontare questa fisiologica crisi, a patto che manteniante la disponibilità alla riflessione e alla comunicazione con vostro figlio.

Buona fortuna e buona crescita!