Ansia

Da qualche tempo ho timore ad uscire di casa

FRANCESCO

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Salve a tutti, mi chiamo Francesco e sono un ragazzo di Trani (in Puglia). Non sono mai stato un ragazzo molto socievole e mi sono sempre e solo aperto con persone che conoscevo da un po' di tempo. Da quando mi ricordi ho sempre sofferto di un'ipotetica ansia (non è diagnosticata quindi non me la auto diagnostico) per cui ho il tremore, diarrea, tensione addominale, dispnea da tensione muscolare, palpitazione, nausea e mal di testa in ogni singolo momento di stress (es. Primo giorno di scuola, gita, vacanze o anche solo uno spostamento dalla mia città o da casa mia). Da quando è finito il lockdown sono uscito con i miei amici solo 2 volte (da maggio) e queste due volte siamo rimasti a casa di una mia amica perché non riesco ad uscire per la città. Quando devo uscire per fare spese, per portare i cani a spasso o anche solo per scendere al piano di sotto del palazzo mi inizia a battere forte il cuore, mi viene la diarrea e il mal di pancia forte. Tutto ciò mi ha portato ad evitare di uscire di casa tant'è che esco di casa una volta ogni 2 giorni quando non c'è scuola e quando c'è scuola arrivo a casa tremando e quasi piangendo perché c'è tanta gente nel tragitto. So che dovrei andare da uno psicologo di persona ma siccome costicchiano vorrei solo sapere se sia un caso da fare vedere ad uno psicologo e quindi investire un po' di soldi.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Francesco.


Prima di ogni altra cosa bisognerebbe dirti che l'ansia e fisiologica fino a quando non intralcia la tua quotidianità.


Nel tuo caso specifico, stai vivendo delle limitazione tanto da portarti a scrivere e a chiedere aiuto.


Nessuno può dirti che sarebbe il caso di intervenire.


Solo tu puoi capirlo se non riesci più a condurre questa modalità di vita.


Dott.ssa Di Donato Maria Ilaria

Gentile Francesco,


dal suo racconto si evince preoccupazione ma anche voglia di ritrovare piena serenità e forza nell’agire quotidiano.


È una persona che sembrerebbe riversare le preoccupazioni a livello corporeo “scaricando” i pensieri negativi, le preoccupazioni e le varie emozioni sulla funzionalità intestinale e toracica (maggiormente). Sintomi spesso descritti durante una sensazione di ansia, paura ed attacchi di panico (aspetti questi ultimi, però forse non presenti nel suo vissuto).


La difficoltà nata dal periodo post lockdown può non essere strettamente correlabile alla sua problematica (ansia anticipatoria e generalizzata). È però un aspetto da osservare più nel dettaglio in un luogo protetto, neutro, senza giudizio e coperto da segreto professionale.


Dalla sua richiesta, infine, emerge una qualità di vita compressa da queste preoccupazioni, emozioni e stress.


Le consiglio, di conseguenza, di valutare un percorso di supporto psicologico o una psicoterapia individuale di tipo cognitivo costruttivista o comportamentale.


Il supporto psicologico ha come obiettivo per la persona: raggiungere un nuovo grado di consapevolezza riferito alle proprie abilità, riuscire pian piano a “riscoprirle” perché tutti gli essere umani hanno delle risorse interne e dare un senso ai vari eventi che si sta vivendo.


La terapia cognitiva comportamentale, invece, si pone come obiettivo generale aiutare la persona a individuare i pensieri e le emozioni ricorrenti/disfunzionali per sostituirli o integrarli con convinzioni maggiormente adeguate.


Le auguro di trovare presto una serenità merita.


Resto a disposizione per richieste o informazioni aggiuntive.


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo su Torino, provincia e online

Buonasera Francesco,


Parto dal presupposto che la la sua problematica è abbastanza diffusa ai tempi del Covid, anche se ogni caso è un caso a sè.


Da quanto lei ha descritto sopra, una delle sue tentate soluzione che sta mettendo in atto è il famoso "evitamento", in quanto, quando deve uscire si presentano una serie di sintomi che è abbastanza difficile gestire e quindi preferisce stare a casa, nella sua zona di comfort ove quella fastidiosa tachicardia non si fa sentire.


Nel suo caso più continuerà ad evitare, più la sua paura e ansia aumenteranno.


Sa come dicevano gli Antichi Sumeri: "La paura guardata in faccia diventa coraggio, la paura evitata diventa timor panico".


Sarebbe quindi opportuno un  percorso volto a trasformare la sua tentata soluzione disfunzionale, quale è l'evitamento, in tentata soluzione funzionale, facendo in modo di acquisire delle piccole strategie da mettere in atto per guardare in faccia la sua paura e tramutarla in  coraggio.



Le auguro una Buona serata


Dott.ssa Silvestri Giorgia


 

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