Fecondazione

Daniela

Salve, sono una donna di 38 anni e dal 2018 la mia vita è cambiata. In seguito ad un'extrauterina, che ha comportato l'asportazione di tuba ed embrione, ho scoperto di avere l'adenomiosi e, di conseguenza, l'altra tuba chiusa dalla aderenze (tuba che toglierò a breve, dopo cinque tentativi di fecondazione con metodo icsi, andati male). Non voglio dilungarmi sull'aspetto tecnico, ma su quello psicologico e sulla mia percezione del tempo che passa. Ho sempre vissuto questo percorso con tanta grinta, cercando di focalizzarmi anche su altro, sostenendo sempre che un figlio sia una gioia immensa ma che se non arriverà, pazienza. Negli ultimi anni, però, il tempo che passa, la paura di non poter provare mai questa felicità, unita al desiderio materno, mi fanno venire l'ansia. Quest'ansia si calma quando respiro, riportandomi al momento presente, all'azione che sto compiendo ma, a volte, provo una sorta di disperazione dell'anima che vorrei piangere e far sentire al mondo questa sofferenza che, invece, implode, silente, e si concentra tutta sulla mia zona cervicale e spalle, che da anni non trovano pace. Come posso vivere meglio la paura del tempo che passa e quella di invecchiare troppo in fretta, senza poter godere del regalo più naturale per una donna?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Daniela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL