Ansia

Figlia adolescente ansiosa

Roberta

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Salve sono Roberta mamma di Valentina ragazza di 17 anni frequenta il liceo classico nella nostra città è una ragazza intelligente responsabile che soffre di ansia che somatizza con dolori addominali e scariche diarroiche, vorrei consigli per non peggiorare la situazione la psicologa a cui ci siamo rivolti l’anno scorso ha consigliato degli ansiolitici che tamponano in modo momentaneo il disturbo. Cosa fare.Grazie

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Roberta,


come Lei giustamente sottolinea, il farmaco ansiolitico ha funzione sintomatica e agisce tamponando la fase acuta del problema, senza tuttavia agire alla base e di conseguenza difficilmente da solo risulta risolutivo. In questo senso, più che cercare di non peggiorare la situazione, mi attiverei piuttosto per risolverla. La modalità elettiva per eliminare una sofferenza ansiosa come quella che descrive è una psicoterapia. Se la collega cui vi siete rivolte non l'ha prospettata, consiglio di cercare qualcuno che invece lo faccia. La domanda naturalmente deve venire direttamente da Sua figlia ma Lei può accompagnarla nella presa di consapevolezza di questa necessità, e tranquillizzarla rispetto al fatto che andare da un professionista per un percorso non significa assolutamente nulla dal punto di vista della sanità mentale ma semplicemente è indicativo di un momento delicato, verosimilmente scolastico, che merita di essere supportato al meglio. Sua figlia può liberarsi senza dubbio di queste difficoltà se comincia un percorso con motivazione e con voglia di stare meglio. Una modalità attendista volta solo a tamponare e non peggiorare il problema può avere conseguenze spiacevoli nel lungo termine - banalmente, la cronicizzazione delle difficoltà o l'eventuale peggioramento delle stesse. In bocca al lupo! Cordialità. DMP

Cara Roberta,


Il liceo classico è molto impegnativo e spesso può capitare, nei ragazzi volenterosi di studiare come sua figlia, di soffrire di crisi d’ansia che spesso viene somatizzata. Esistono dei percorsi psicologici brevi che possono aiutare sua figlia a risolvere le crisi d’ansia capendo il nocciolo del problema e adottare diverse strategie che possono aiutarla a studiare in modo più tranquillo scaricando l’ansia e diminuendo le somatizzazioni, e successivamente eliminarle. Nel frattempo suggerisco di organizzare lo studio compilando un’agenda o un diario inserendo giorno per giorno le materie da studiare in giornata dedicandosi prima di tutto allo studio delle materie più importanti o più urgenti, e successivamente a quelle meno impegnative o meno urgenti. Cercare in quest’ottica di crearsi un piano settimanale, in modo da non sovraccaricare troppo i giorni singoli. Utile magari è ipotizzare le tempistiche e cercare di rispettarle. Questo potrebbe aiutarla a visualizzare una panoramica generale, aiutarla ad organizzarsi e diminuire un po’ l’ansia Suggerirei, qualora non praticasse nulla, uno sport (anche solo un oretta di allenamento in palestra), poiché il movimento è sempre un fattore amico della concentrazione e può aiutare molto a scaricare l’ansia in eccesso.

Buongiorno signora,


un percorso psicoterapeutico potrebbe essere un primo passo per affrontare le problematiche da lei esposte e vedere l'evoluzione della sintomatologia. L' eventuale integrazione con farmaci va valutata con molta attenzione e con la prescrizione e collaborazione di un neuropsichiatra infantile (visto che la ragazza è ancora minorenne). Le auguro di riuscire a trovare la giusta via...


Cordiali saluti.

Gentile Roberta, 


mi chiedo come una collega psicologa abbia potuto prescrivere dei farmaci: forse era un medico? Oppure ha "consigliato" dei rimedi di altro tipo con ipotetico effetto ansiolitico? 


Mi stupisce che non sia stato tentato alcun altro tipo di approccio con una ragazza così giovane. Sua figlia come vive la situazione? È motivata ad un eventuale trattamento di tipo psicologico? 


Certamente il liceo classico è molto impegnativo e le ragazze "responsabili" soffrono di frequente di disturbi di questo genere, però è davvero un peccato che le somatizzazioni condizionino la sua vita.


Le suggerisco di cercare un altro specialista che possa aiutare sua figlia a rafforzare le sue risorse psicologiche per arginare i sintomi. Molti auguri 

Buongiorno,


Esistono dei percorsi mirati e brevi che possono aiutare la figlia a gestire le sue problematiche senza l'utilizzo di farmaci. Si può rivolgere ad uno psicoterapeuta privato, nel pubblico oppure allo psicologo della scuola (se ha questo servizio). 


Mi permetta una domanda però : la figlia vuole uscire da questo problema o lo è più per voi genitori? 


Cordiali saluti


 

Gent.le Sig.ra Roberta,


gli ansiolitici hanno un effetto temporaneo e. sostanzialmente, “tamponano” il sintomo senza individuarne - né, tanto meno, rimuoverne - le cause.


Suppongo che la collega a cui vi siete rivolti, essendo psicologa, spero psicoterapeuta,  abbia intrapreso un lavoro di psicoterapia con Valentina.


Essendo molto giovane, ha ottime possibilità di migliorare in breve tempo la sua condizione. In assenza di elementi relativi alla storia di Valentina e alla comparsa del sintomo, non è possibile fare alcun tipo di commento, se non che in licei impegnativi e competitivi le manifestazioni di difficoltà e di paura sono frequenti anche negli studenti più dotati.


Quello che conta adesso è che si affidi a un/a bravo/a terapeuta che goda della stima e della fiducia di tutta la famiglia.


Con i miei migliori auguri di buon lavoro

Cara Roberta,


Cerchi una ottima omeopata unicista (intorno a Bergamo ci son valide professioniste) che troverà per sua figlia il rimedio adatto.


Il rimedio omeopatico unicista consente anche di comprendere quale è la causa emotiva o mentale di un disturbo. In seguito, potrete stabilire se sarà necessario anche un supporto psicologico.


Essendo la figliola così giovane, questa è la via più diretta.


Cari auguri.

Buongiorno Roberta, ho letto la sua richiesta. Le consiglio di valutare con sua figlia la possibilità di rivolgersi a uno psicoterapeuta per l’avvio di una terapia. Potrà così trovare uno spazio protetto per capirsi e aiutarsi. In alcuni casi i farmaci sono necessari ma affiancare una psicoterapia é, spesso, più efficace. Se ritiene io sono disponibile ad Albino (Bg). Saluti 


 

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