Ansia

Forte ansia quando il mio ragazzo esce

Beatrice

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Ho una relazione a distanza, che va davvero molto bene a parere mio
Grazie a lui sono riuscita a risolvere la maggior parte dei miei problemi con l'ansia, ma c'è questa cosa che non riesco a risolvere
Quando lui esce con gli amici, o prima addirittura quando andava ai pranzi con i parenti, sto male, malissimo

Cerco di non farglielo notare ma è quasi impossibile ed è una cosa che non riesco più a gestire.
Ho paura che per questo lui possa lasciarmi e io senza di lui sarei persa, non vivrei praticamente.

Mi rendo conto che questa mia ansia non ha senso, a volte ho pensato che forse se nel momento in cui lui esce io fossi a casa sua, quindi comunque più vicina a lui anche se non con lui, starei più calma
Ma ovviamente non è possibile

Non so come gestire la cosa, la mia psicologa mi ha risposto "esci anche tu" ma dove vivo io non ho nessuno, tutti i miei amici sono fuori da questo paesino
Ho provato a distrarmi ma questo funziona solo se lo faccio PRIMA dell'attacco, se arriva non c'è modo di farlo passare

Non so come fare e sta diventando una cosa davvero debilitante, spero che qualcuno possa darmi un consiglio

Vi ringrazio in anticipo

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve giovane Beatrice,
l'attacco di panico è una comunicazione del corpo che la persona non sta bene e si sente in pericolo. Per superarlo è necessario trovare la sua origine cioè la prima volta che si è verificato. Trovata l'origine l’episodio si elabora nei nei contenuti emotivi e cognitivi, lasciandolo così nel passato liberando la sua interferenza con il presente. Chieda alla psicologa che la segue di intervento intervenire in questo modo.
Cordiali saluti.

Gentile utente, trovo interessante che una persona che si descrive come estremamente bisognosa della presenza rassicurante di un compagno abbia una storia a distanza..non ci aveva mai pensato? In ogni caso non c'è un consiglio pret a porter che le posso dare, o meglio non nella direzione in cui lei vorrebbe, in quanto equivarrebbe a dirle cosa deve fare, come se la soluzione fosse qualcosa di esterno da operare SULLA situazione ma il punto è la sua sofferenza non una situazione che vada cambiata nel suo caso. Un passo lo ha già fatto, ossia occuparsi di sé andando da una psicologa. Mi chiedo, però, a questo punto come mai scriva qui essendo già seguita da una collega; le suggerisco di provare a condividere i dubbi che ha portato qui circa quello che le avrebbe suggerito la sua psicologa con lei. Saluti

Gentile, so che la risposta potrebbe lasciarla perplessa ma probabilmente questo ha a che vedere con una sua necessità di dominare il suo ragazzo nel rapporto. Mi spiego: ciò che lei descrive è l'insopportabile consapevolezza che il suo ragazzo desidera qualcuno di diverso da lei, che può stare bene con qualcuno che non è lei stessa e persino non ricordarsi di lei per qualche tempo. Questo pare esserle difficile da tollerare. Ma non se la prenda troppo con sé stessa, analizzi bene le emozioni che vive e comprenda che esse non hanno ragione di essere. Una relazione non è fatta per dominare l'altro e nemmeno per essere sempre al centro dei suoi pensieri, può inizialmente sembrare doloroso ma è così. Il bambino piccolo teme che la madre lo abbandoni perché per il bambino la madre è un oggetto d'amore immensamente importante per la propria sopravvivenza. Lei nella sua ansietà non fa che rivivere quella stessa situazione; ma in un rapporto adulto non può esserci questa esclusività e non è nemmeno necessaria. Cerchi di comprendere che non ha bisogno di essere sempre nella mente del suo ragazzo per essere amata da lui.


Spero di esserle stato d'aiuto, cordialmente.


 

Gent Beatrice, da quanto scrive lei è seguita da una psicologa e il consiglio è di cercare di risolvere in primis il problema con la sua terapeuta,


analizzando col suo aiuto tutto il carico emotivo contenuto nello stato ansioso di cui soffre in maniera abbastanza importante, mi sembra. La sicurezza va implementata e ricercata in se stessi, rafforzando le proprie risorse personali, invece mi sembra che lei pensi di attingerla in contingenze esterne, sulle quali non potrà mai avere il controllo totale che a parere suo le potrebbe dare la tanto agognata SICUREZZA.


Ne parli in ogni caso con la sua terapeuta.


Un caro saluto

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