Ansia

Non riesco a stare bene

Veronica corsi

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Ho lasciato il mio ragazzo e il cane dopo 6 anni di convivenza.

Non riesco ad accettare o a spiegarmi cosa sia successo in questa storia.

Non so cosa voglio veramente e quindi soffro tutti i giorni senza capire dove sto andando e per cosa devo combattere.
Quando ero con lui mi sentivo in catene... come se non fossi libera di sognare o di essere me stessa.
Quando non sto con lui penso che il mio problema non era lui ma me.
Scappo da me in continuazione senza capirci niente.
Penso che forse la nostra storia sia iniziata sbagliata che lui non mi sia mai veramente piaciuto che non era quello che volevo veramente .
Ma mi chiedo allora come è perché io ci sia rimasta 6 anni.
Non so più niente e sto malissimo

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Veronica,


è probabile che la fine di questa relazione sia l'occasione buona per provare a guardare dentro se stessa, porsi domande e andare a caccia di risposte. Spesso abbiamo tutti un momento, nella vita, più favorevoli di altri per iniziare a cambiare qualcosa  


Le suggerisco di provare a intraprendere un percorso psicologico presso un/a professionista che possa guidarla in questo percorso. 


In bocca al lupo!


Annalisa Dotelli 

Cara Veronica,


mi dispiace per il disagio che sta vivendo. Sembra che sia in un periodo di crisi e confusione.


Quando si vive una relazione duratura e questa finisce è comune sentirsi disorientati circa il proprio posto nel mondo. Si rimescolano le carte e ci sono dei cambiamenti legati al “noi” di prima e alla “singola persona” del dopo. In più Lei riporta dubbi e perplessità già precedenti, con difficoltà connesse proprio alla relazione e al suo ex. In virtù di quanto riporta sarebbe indicato intraprendere un percorso mirato a ristabilire un nuovo equilibrio, così da esplorare in modo strutturato i suoi bisogni più profondi, le sue motivazioni e comprendere meglio se stessa e la direzione da prendere. La consapevolezza di sè è fondamentale in tal senso, non è semplice conquistarla da soli, ma è indispensabile per vivere una vita in linea con se stessi, dunque appagante e serena.


Le auguro di riuscire presto a schiarirsi le idee circa la sua identità ed individualità in modo da dirigere le scelte e le azioni concrete verso ciò che davvero desidera.


Resto a sua disposizione! Se vuole può scrivermi in privato.


Buona giornata,


Dr.ssa Annalisa Signorelli

Gentile Amica,


leggendo il suo messaggio ho avvertito lo stesso senso di spaesamento che credo stia vivendo lei ora: non sapere quale direzione prendere e sentirsi senza una "base", un punto a cui tornare e da cui ripartire nella vita, è una delle condizioni più difficili da sopportare.
Ma è anche una delle situazioni che più frequentemente si incontrano in terapia. Perché in rapporti possono essere contemporaneamente la nostra vera casa, e una prigione, tanto da spingerci a scappare, senza neppure riuscire a comprendere da dove derivi questo senso di costrizione?
Per fortuna, questa situazione, così diffusa e così umana, si può comprendere e si può superare, facendoci ritrovare il bene della vicinanza e della libertà.
Una buona terapia le sarà molto utile, e mi sento di consigliargliela di cuore.


Con i migliori auguri
dr. Ventura

Buonasera Veronica,


Le sue parole fanno riflettere proprio perché in maniera molto chiara spiega la sua sofferenza che e’data dal non comprendere quello che accade dentro noi stessi. 


Spesso cadiamo nell’”errore” di cercare l’altro, non poter fare a meno di lui perché senza ci sentiamo persi e così saltiamo un passaggio fondamentale: stare bene con noi stessi. Quando questo passaggio viene meno capita di cercare un’altra persona che ci definisca e di perdere di vista quelli che sono i nostri veri bisogni e così arrivano confusione e sofferenza.


Quello che posso consigliarle e’di non soffermarsi sui sensi di colpa perché probabilmente la farebbero tornare indietro ma, di imparare a conoscersi, accertarsi e volersi bene...solo così potrà tornare sui suoi passi o continuare ad andare avanti e stare bene.


Rimango a sua disposizioni per eventuali chiarimenti o domande.


Dott.ssa Giulia Marzolo


giuliamarzolo@libero.it

Ciao Veronica,


Le separazioni, soprattutto dopo molti anni di convivenza, sono come dei lutti, dolori incontenibili che, in quanti tali, inizialmente sembrano insormontabili. Il dolore deve decantare, ha bisogno di spazio in cui essere ascoltato per poi farlo defluire piano piano. Un percorso terapeutico ti permette, attraverso specifiche strategie, di metabolizzare il dolore per riprendere in mano la tua vita più forte di prima. Non posso dire che sia facile, ma posso dire che, con i giusti mezzi, ciò che ora ti appare una montagna insormontabile, diventerà il ricordo di un percorso di vita che ti avrà permesso di osservare la realtà da angolazioni diverse. Come per affrontare una scalata in montagna serve coraggio così nella vita: a volte bisogna avere il coraggio di soffrire per smettere di soffrire.


Buon cammino.


Dott.ssa Cristina De Magistra


www.cristinademagistra.it

Salve Veronica,


le sue parole trasmettono perfettamente lo stato di confusione e di sofferenza in cui si trova in questo momento.


Sembra che non abbia più punti di riferimento, che abbia perso il contatto con se stessa, con i suoi desideri, i suoi obiettivi.


Vedo che ci sono tante domande, relative a sé e alla sua storia appena conclusa, che rimangono senza risposta e questa incertezza la getta nello sconforto e nell'immobilismo. 


A mio avviso potrebbe esserle utile farsi aiutare da un professionista, che la aiuti a a rendere chiaro ciò che adesso le è oscuro e incomprensibile e a mettere in ordine i vari pezzi del puzzle. 


Cordiali saluti


 

Soffrire è normale, e non penso abbia molto senso dedicare troppo tempo a rimuginare su quanto è passato. Suggerisco di concentrarsi sul presente e cercare di ripartire da te stessa, dandoti tempo e cercando di avere un atteggiamento gentile con te stessa, non giudicarti troppo e non pretendere di risolvere tutto in poco tempo. Sicuramente potrebbe aiutarti un percorso con un collega sul tuo territorio.

Gentilissima Veronica,


noi entriamo in relazione con gli altri così come le varie parti di noi comunicano tra loro e chiudere un rapporto può creare delle rotture interiori, oltre ai cambiamenti nella quotidianità, alle quali è importanti dare significato.


Le emozioni non sono positive o negative, ma protettive e cercano di tutelarci dai pensieri negativi che abbiamo circa noi stessi.


Le indicherei di rivolgersi a un professionista per approfondire la sua situazione e comprendere quali risorse attivare per affrontarla.


Buona fortuna.


Dr. Cisternino  MDPAC (Ricevo a Torino e online).

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