Non so che fare

Alessandro

Salve, sono un ragazzo di nome Alessandro, e sono qui perché non capisco cosa mi prende.
Sono sempre stato un ragazzo che porta problemi, ad esempio tra gli 11 e i 15 anni sono stato autolesionista e ho seguito un percorso con una neuropsichiatra infantile e una psicologa, però nonostante non attui piú quei comportamenti ho sempre qualcosa che mi destabilizza.
Non riesco a non notare che le mie giornate sembrano fatte a piccoli pezzi, e a volte mi capita di ripensare a determinate cose e rendermi conto di non essere me stesso.
Da poco, ad esempio, ho notato che ho lasciato dei lividi a una ragazza dopo un rapporto sessuale, ma io non ricordavo assolutamente di aver stretto con le mani o essere stato "violento", (anche se lei continua a gioire rinfacciandomelo) ho come un vuoto..
Inoltre non riesco a tenere relazioni stabili con le persone, che siano di amicizia o altro. Sono tutte come dei fiammiferi, bruciano un sacco all'inizio e finiscono subito..
Tutte queste cose mi appaiono chiare solo in alcuni rari momenti di lucidità in cui mi rendo conto di essere sbagliato.
Grazie per l'attenzione. Buona giornata.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Alessandro, mi spiace moltissimo per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio sperimentato. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare meglio la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un percorso psicologico cognitivo comportamentale possa esserle utile al fine di identificare i pensieri rigidi, disfunzionali e negativi che mantengono in atto la sintomatologia e le impediscono il cambiamento desiderato.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Salve, lavorare su di sé è il punto di partenza per riuscire a comprendere perché si attua un determinato comportamento, perché si hanno o no determinati pensieri.

Chiedersi, ad esempio, a quale punto della relazione di amicizia o altro interrompo in rapporto? Cosa si innesta? Quali pensieri, convinzioni, mi pervadono? Come mi allontano o quali comportamenti metto in atto affinché gli altri si allontanino? Nella sfera sessuale, a cosa penso quando sono durante il rapporto, cosa mi porta lontano da ciò che sto facendo nel presente?

Sono solo alcune delle domande che mi vengono in mente in questo momento leggendo il post. Lavorando in consulenza (anche on line) si potrebbero approfondire questi e altri aspetti per riuscire a farle trovare un equilibrio personale e relazionale.

Cordiali saluti.

Buonasera Alessandro, sono la Dott.ssa Giulia Lanaro, psicologa specialista in psicologia forense e neuropsicologia. Ho letto il tuo messaggio, voglio dirti che sono disponibile ad approfondire con te questo disagio quotidiano che senti e ad affrontarlo insieme. Se vuoi possiamo sentirci telefonicamente domani e magari fissare un incontro via Skype. Puoi contattarmi quando vuoi. Ti auguro intanto una buona serata.

A presto

Buongiorno Alessandro. Potrebbe essere utile per lei approfondire la sensazione di frammentarietà e di distacco che caratterizza le sue giornate, osservando anche a fondo quei momenti in cui dice di non essere se stesso. In questo modo si potrebbe capire la natura del “distacco” e si potrebbe pensare ad un percorso volto al supporto emotivo e all’attenuazione d queste situazioni, cercando di capire in quali situazioni specifiche si verificano e i significati che lei attribuisce a quelle circostanze.
Mi rendo disponibile anche online per un lavoro di questo genere, se lo ritenesse utile.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.