Nulla mi da soddisfazione

Andrea

Sono un ragazzo di vent’anni, sono sempre stato un po’ malinconico, pessimista e negativo, ma fino a 3/4 anni fa riuscivo a risultare simpatico e divertente per i miei amici o chi avevo attorno, da circa 3 anni non riesco ad avere rapporti con le persone, continuo a frequentare i miei vecchi amici ma più per abitudine, sento che mi vogliono bene ma io non riesco a voler bene a nessuno, nemmeno a me stesso, non ho problemi di autostima, semplicemente non trovo interesse in nulla, ho provato a lavorare ma non riesco a stare più di due ore a contatto con le persone, odio i posti affollati e trovo del conforto solo nella totale solitudine, penso troppo spesso al suicidio ma non riesco a concludere l’atto perché mi salgono i sensi di colpa, verso la mia famiglia e le persone che dimostrano di volermi bene. La notte dormo solo se sono del tutto sfinito, passo del tempo nei social network ma non volentieri, solo quando non ho nulla da fare, prima mi piacevano i videogiochi ma ora non ho più interesse nemmeno in quelli, ho una costante voglia di cambiare ma non riesco, cambio troppo spesso umore, a 14 anni sono stato operato per un tumore maligno e l’esperienza non mi ha minimamente toccato, come se nulla fosse. passo ogni giornata sperando che sia l’ultima e su quest’ultimo pensiero, la notte sto male perché vorrei fare qualcosa ma non credo abbastanza in me stesso. Non ho idea di come sia nato tutto ciò e soprattutto non ho la minima idea di come porre fine a tutto, il suicidio, mi sembra una scelta da vigliacco, debole e allo stesso tempo un atto che richiede troppo coraggio, cosa che io non ho in quanto non ho nemmeno il coraggio di vivere.. (chiudendomi in me stesso)
(Soffro di ansia e attacchi di panico, non so se sono depresso perché non so precisamente cosa sia la depressione)

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Andrea, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL