Ansia

Sento l'esigenza di capire e affrontare la mia ansia/insonnia

Ava

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Buonasera, Non so se io faccia bene a scrivere o se sia stupida, ma sento l'esigenza di capire e affrontare la mia ansia/insonnia. Ho problemi di questo tipo oramai da poco più di 2 anni, la sera non riesco a prendere sonno e soltanto verso la mattina gli occhi cedono alla stanchezza. Il più delle volte, sento il battito del cuore echeggiare nel letto...! Tutto questo non mi permette di concentrarmi come dovrei e affrontare gli esami che mi restano. Questa situazione è più o meno costante, ma si accentua in periodi di esami, portandomi spesso a gettare la spugna . é iniziato con un trasferimento in un'altra città per il corso di laurea specialistica. Lontana da casa e non conoscendo nessuno mi sono chiusa in me; il primo anno l'integrazione è stata dura e mi sono sentita smarrita, spesso a disagio e di livello “inferiore“ in termini di formazione e preparazione. Da studente modello a procrastinatrice cronaca...cosa che accentua il mio malumore, il mio disagio e la tachicardia che spesso mi assale! é come se non riuscissi a prendere in mano le redine della situazione...mi sento in un limbo. Inizio a pensare che sia il caso di parlarne con qualcuno! Insomma qualsiasi aiuto sarebbe ben gradito..:)

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Ava,

come già esposto da altri colleghi i cambiamento che ha dovuto affrontare con il trasferimento hanno portato alla manifestazione dello stato d'ansia. Oltre ai cambiamenti pratici (città, amici ...) credo che, come lei stessa dice, il cambiamento più significativo sia stato sentirsi trasformata da studentessa modello a procrastinatrice cronica. Questo che cosa significa realmente per lei? Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista della sua zona, per trovare insieme il modo di uscire da questo momento che dura già da 2 anni; affrontare la sua ansia porterà sicuramente benefici anche sul versante dell'insonnia, per la quale può anche apprendere le tecniche del training autogeno, sempre con l'aiuto di uno specialista.

Cordiali saluti

Cara Ava

Ti sono venuti a mancare i punti riferimento più importanti, probabilmente la tua famiglia, i tuoi amici di sempre e l'ambiente che ti circondava, ma ti è venuta a mancare anche la cultura di riferimento, il modo di pensare, di agire, di colloquiare che ti faceva sentire a casa tua, protetta o in grado di affrontare la realtà che crescendo dovevi scoprire. Il percorso che stai affrontando è un duro cammino di crescita, ma hai necessità immediata di essere affiancata altrimenti rischi di vedere snaturata la tua personalità e di rinchiuderti dentro te stessa per paura di ciò che non conosci. Affidati ad uno psicologo della città in cui studi, sarà più semplice cercare una strada per liberarti dall'ansia e dall'insonnia. Talvolta riconoscere di aver bisogno di una persona che ci aiuti è il primo passo verso la guarigione. Nel frattempo se credi possa esserti d'aiuto scrivimi ancora. Ti auguro una buona giornata.

                                                       

Gentile Ava,

sarebbe molto importante rivolgersi ad uno psicologo di persona. Sembra, da ciò che scrive, essere entrata in un circolo vizioso di ansia paralizzante. Più è ansiosa più ha difficoltà a studiare, più ha difficoltà più rimane indietro e l'ansia aumenta. Non ci sono semplici strategie che possiamo suggerire on line che risultino risolutive. Tenga presente che il "fai da te" con i problemi ansiosi e' controproducente. Spesso le soluzioni si trasformano in problemi.

Restiamo in ascolto

Salve Ada, mi sembra di capire che la sua ansia si sia manifestata in un momento di cambiamento nella sua vita, come se avesse perso delle certezze e il trafrerimento avesse attivato in lei delle insicurezze, come mai? E' la prima volta che va lontana da casa? L'ansia di per se dovrebbe essere un meccanismo naturale che ci permette di attivarci nelle situazioni in cui è necessario mantenere uno stato d'allerta, nel suo caso diventa eccessiva, come se non si sentisse mai sicura. Provi a ragionare e capire se in questo momento della sua vita, sta facendo qualcosa che non vorrebbe fare e perchè, se da sola non riesce  a capire l'origine di questo malessere, provi a chiedere aiuto ad un terapeuta, insieme potreste trovare un senso in ciò che sta accadendo e trovare un modo per star meglio. Buon tutto

Buonasera,

Il trasferimento a un’altra città sembra aver innescato (o esasperato) una sensazione di inadeguatezza e una forte ansia che sta sempre più ostacolando il raggiungimento dei suoi obiettivi. Da ormai due anni, l’ansia genera insonnia che a sua volta produce stanchezza, diminuzione della capacità di concentrazione e una conseguente diminuzione progressiva nell’autostima e nella sensazione di “potercela fare”. La risposta a tutto questo stress è la procrastinazione “cronica” e un “chiudersi in sé stessi”. Questa strategia, se da una parte la protegge dalle situazioni che potrebbero esporla al giudizio degli altri, dall’altra va a riconfermare la sua sensazione di inadeguatezza e l’abbassamento dell’autostima che, di conseguenza, alimenta ulteriormente ansia e malumore.

Da quello che scrive, immagino che se fossi al suo posto inizierei con il cercarmi un aiuto professionale, counseling o psicoterapia individuale, con un professionista esperto in autostima e autoefficacia che possa aiutarmi a costruire, anche nella “nuova” città, una “base sicura” da cui partire per iniziare a smettere di procrastinare e ritrovare quella fiducia in me stessa che mi permetta di aprirmi agli altri e di riprendere le redini della situazione, per poter fare nuovi incontri e nuove esperienze che vadano a riconfermare l’autostima e l’autoefficacia.

Un caro saluto,

Gentile Ava, l'ansia spesso si presenta in concomitanza di eventi simili a quelli da lei descritti. Lontani da casa, dagli affetti familiari ci si può sentire soli e sperduti, senza protezione, in pericolo. L'ansia infatti segnala di solito proprio la presenza di un pericolo: di fronte ad un leone noi abbiamo paura, entriamo in ansia ma proprio grazie a quest'ansia riusciamo ad attivarci e scappare. Può succedere che anche di fronte ad un pericolo immaginato entriamo in ansia, come se dovessimo difendercene attivando la fuga. L'ansia è dunque un'emozione amica che ci segnala che c'è qualcosa che ci turba...  nel suo caso potrebbe essere connessa alla paura di aver perso il controllo della sua vita. Forse attraverso una serie di colloqui psicoterapeutici potrebbe imparare ad ascoltare la sua ansia, capirla, gestirla e utilizzarla al meglio (in dose minima è un'ottimo stimolante) per affrontare la sfida in cui è impegnata da 2 anni. In bocca al lupo!

Gentile Ava,

da quello che racconta il cambiamento nella sua vita ha avuto un'influenza rilevante nelle sue abitudini e certezze quotidiane. I sintomi di cui parla fanno appunto pensare ad un periodo di smarrimento e di ricerca di nuovi punti di riferimento, forse più interiori che esterni.

Aggiungerei però che tali sintomi non si sviluppano dall'oggi al domani ma che forse già prima aveva delle insicurezze e delle fragilità che si portava dentro ma che forse erano più silenziose visto l'ambiente familiare nel quale è vissuta. Sarebbe utile conoscersi meglio e capire quali dinamiche sono in gioco per poter affrontare al meglio questo delicato periodo ed uscirà rafforzata per le sfide future.

Per ulteriori delucidazioni non esiti a contattarmi in privato,

cordiali saluti

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