Sento tutto il peso sulle mie spalle...ma lo è davvero??

Levin

Da sempre, ma in questo periodo più che mai, sento il peso della mia intera famiglia sulle mie spalle. Sono la figlia responsabile, che va bene a scuola, che non beve, non esce mai di casa, che non risponde, non si ribella, che non chiede mai nulla ecc.. praticamente la differenza tra me ed un soprammobile è che io respiro. Ho sempre cercato di rendere fieri i miei genitori, di non farli arrabbiare mai, in generale di fargli pesare la mia presenza il meno possibile perché, da quando ho memoria, mi sento di troppo nella mia stressa casa. Ho un fratello di due anni e mezzo più piccolo di me e siamo uno il completo opposto dell'altra, quindi, se io non oso neanche aprire bocca se c'è anche la più piccola probabilità di creare disagio ai miei genitori, lui non ha paura di nulla e nessuno. Da quando mio fratello ha iniziato a """comportarsi male""" (cioè come un qualsiasi adolescente) e a dare le prime "delusioni" ai miei genitori, quasi automaticamente ho iniziato a compensare per lui impegnandomi il doppio di prima in qualsiasi cosa. Ora, però, mi sento come questo mio impegno mi abbia completamente consumata e mi ritrovo in un fosso, che io stessa ho scavato, dal quale non so uscire. Non riesco a spiegare bene la situazione in cui mi trovo, o come mi sento...quindi faccio un esempio: Qualche mese fa mio fratello spiegava a me e mia madre come gli piacerebbe organizzare il suo matrimonio, scherzosamente (ma in realtà non troppo) ho risposto al suo discorso dicendo che anche a me piace fantasticare su queste cose, ma che cerco di non illudermi perché non mi sposerò mai e morirò da sola. Dopo questo commento mia madre, con un tono calmo e quasi amorevole, ha detto "Si, tu sarai il mio bastone della vecchiaia". In quel momento mi sono sentita sprofondare. Si dice che secondi prima di morire si riveda tutta la propria vita, anche a me e successo ma sono ancora viva. Ho visto così chiaramente il mio futuro da rabbrividire. Non che non voglia assistere mia madre da anziana o cose del genere...ma mi sono resa conto che ormai non sono più una persona ma solo qualcuno sul quale gli altri fanno costantemente affidamento...un bastone, appunto. Aiuto mia madre in qualsiasi cosa per non farla stancare troppo, le faccio sempre i complimenti o la aiuto a prepararsi quando deve uscire per farla sentire apprezzata, coccolata, amata... Supporto mio fratello in tutte le sue decisioni, faccio da ponte tra di lui e i nostri genitori nel tentativo di ammorbidirli e permettergli di fargli fare ciò che vuole, lo consolo dopo ogni rimprovero e cerco di fargli capire che ci sono per lui e lo capisco. Sento come se la serenità degli altri dipenda da me. E la mia serenità?! Inoltre, mi rendo sempre più conto che questa mia "sottomissione" sta avendo delle ripercussioni anche su altri aspetti della mia vita e mi sta lentamente distruggendo, sento come se a me non siano concessi passi falsi o errori e questo non fa altro che procurarmi ancora più ansia, preoccupazioni e paura. Onestamente non so se tutto questo è normale, continuo a ripetermi che ho quasi vent'anni e che che devo abituarmi a tutto ciò, perché essere adulti significa questo. Mi sento un'ingrata, un'egoista, una persona di merda perché mi lamento e mi pesa fare cose che tutti fanno senza problemi. In generale, penso che la mia domanda sia: Sono io? O sul serio mi trovo in una situazione scomoda? E se si, come diamine faccio ad uscirne? Non so se da queste parole che ho vomitato e messo insieme velocemente si capisce qualcosa o se magari suonano come le lamentele di una ragazzina melodrammatica che non sa fare altro che pensare a se se stessa, ma spero possiate aiutarmi in qualche modo. Onestamente avrei un milione di altre cose e problemi da aggiungere ma non voglio rubarvi troppo tempo. Grazie mille<3

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Levin, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL