Ansia

Soffro di continui stati ansiosi

stefania

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Buonasera, sono una ragazza di 28 anni e da diverso tempo, direi qualche mese, soffro di continui stati ansiosi che mi tolgono il respiro e mi fanno stare un continuo stato di agitazione, in come se da un momento all'altro dovesse succedere qualcosa di brutto. Risento molto dello stress sul lavoro, il lavoro che svolgo e l'ambiente in cui lo svolgo mi sottomette spesso a continue tensioni, e il cervello mi ripete che quello che ho fatto è sbagliato, qualsiasi sia la cosa che faccio vengo poi afflitta da mille dubbi e dal terrore di aver sbagliato e di dover affrontare l'errore. Pur rendendomi conto a mente lucida che spesso e volentieri anche se ci fosse un errore non è nulla di vitale importanza non riesco a controllare questi stati d'allarmismo che mi colpiscono in qualsiasi momento, mentre sono a pranzo mi si interrompe il respiro e mi viene da piangere, o mi sveglio in piena notte e non riesco più a prendere sonno. Spesso mi accompagnano fitte al petto, come se avessi un peso e ho tosse da nausea. Riesco ad avere queste sensazioni anche per un giorno interno. E' diventata una situazione ingestibile per la mia incapacità di controllarla. L'unico aiuto che mi sono data in questo periodo sono le compresse di Valeriana e in casi estremi come la necessità di prendere sonno il Lexotan. Non so se questo è il miglior modo per affrontare la cosa. La ringrazio. Stefania

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Stefania


 


È così sotto pressione che le manca l’aria!!


Le sue parole mi hanno fatto pensare a un pesce che vive in un acquario, ma ad un certo punto gli manca l’ossigeno disciolto nell’ acqua che estrae con le branche. L’ambiente forse è saturo di molecole di acqua e inoltre il pesce può avere qualche difficoltà nella funzionalità delle branche.


Il suo ambiente di lavoro è saturo di richieste; da quello che scrive non si comprende se sono richieste che vengono da lei, con una preoccupazione di fare tutto bene o come secondo lei andrebbe fatto o intorno a lei c’è una richiesta implicita di prestazione che l’ attiva a corrispondere a queste aspettative.


Questo ambiente/acquario saturo è espresso anche dalla sua mente che non procede più con naturalezza e fisiologicità, ma è assalita da tanti dubbi, dalla paura di sbagliare, di fare errori e la risposta che lei tende ad adottare è la tendenza a controllare ….  Ma controllare cosa? Un po’ tutto … i suoi stati fisiologici, la sua ansia interna e l’ambiente che l’ attiva e la preoccupa.


Sembra poi che la mancanza d’aria in questo ambiente/acquario, dentro e fuori di lei, ceda il passo alle lacrime, come se un qualcosa di doloroso finalmente possa emergere, attraverso l’ espressione del corpo. Un dolore o una tristezza, non consapevole e non accompagnata dalle parole. Sensazioni corporee, segni del corpo, ma non pensieri e non emozioni.


Il controllo a questo punto si inceppa totalmente, perché controllare certe volte significa reprimere e non conoscere o entrare in contatto, come certe volte permettono di fare le lacrime anticipatorie di una dimensione interiore della persona.


Allora rimane l’azione. La tisana o la pastiglia che la fanno dormire e così riesce a trovare pace per questa intensa dimensione conflittuale senza parole, pensieri ed emozioni che sente con il corpo ….. ma al risveglio tutto potrebbe ripresentarsi.


Forse potrebbe essere utile per soffrire meno iniziare a dare parole ai pensieri e alle emozioni che la preoccupano oltre le dinamiche lavorative.


Un cordiale saluto

Salve Stefania, il malessere che lei presenta è probabilmente collegato alla situazione stressante che lei affronta quotidianamente. Il suo corpo le sta dando dei messaggi che le impongono di fermarsi, e per questo li deve ascoltare. Cerchi di capire cosa non va nella sua vita, e se il lavoro è l'unico aspetto che la fa star male. Se da sola non riesce a dare un senso ai suoi perché, cerchi l'aiuto di un professionista che la possa aiutare ad affrontare questo difficile momento. La Valeriana e il Lexotan possono tamponare momentaneamente il suo malessere, ma non sono risolutivi, per questo c'è bisogno di capire più a fondo cosa le sta succedendo. Le auguro di star meglio, cordialmente,
a mio parere sia valeriana che lexotan sono inefficaci, consiglirei la scelta di un dirizzo terapeutico: se vuoi curarti con i farmaci rivolgiti ad un neurologo, se vuoi curarti con la psicoterapia rivolgiti ad una psicoterapeuta. In ogni caso non aspettare: non è problema che possa esseretrattato qui: hai bisogno di un intervento diretto.
Buonasera, Stefania rispondo all'ultima tua frase "non so se questo é il miglior modo per affrontare la cosa" e ti dico subito di NO!! Se é già qualche mese che avverti tali disturbi é meglio che ti rivolgi al tuo medico di base per chiedergli una prescrizione per un approccio psicoterapeutico (se pur breve) poiché ritengo che le tue 'ansie' e le tue 'sensazioni angoscianti' abbiano bisogno di approfondimento e di essere elaborate insieme ad un professionista esperto. Nello stesso tempo ti dico che sono problematiche oggi molto diffuse (specialmente nei giovani come te) e di facile soluzione ma difficilmente si risolvono senza un valido aiuto di un professionista specializzato. Abbi fiducia in te stessa e nel professionista a cui spero ti affiderai e vedrai che tutto si supererà!!
Gentile Stefania, capisco la sua condizione psicologica e immagino quanta sofferenza le stia procurando. E' un po' come se il sovraccarico a cui è sottoposta da tempo le abbia creato una sorta di stato di allarme nel quale sovrastima in termini di intensità e gravità ciò che le succede, a cui il suo organismo reagisce di conseguenza attivandosi psicofisicamente. E' solo in un secondo momento, quando recupera la razionalità, che riesce a rendersi conto che le sue reazioni nono sproporzionate rispetto agli stimoli che le hanno provocate. Sicuramente la valeriana può aiutarla a rilassarsi, ma credo che possa essere opportuno che valuti l'idea di iniziare un percorso con uno/a psicoterapeuta in modo da diventare consapevole di alcuni aspetti della sua vita che stanno contribuendo alla situazione psicofisica in cui si trova, andarli a "guardare" e così farci i conti in modo che comincino ad avere un nuovo "peso" dentro di lei. Saluti.

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