Ansia

Soffro di disturbi affettivi

Debora

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Mi chiamo debora e ho 26 anni soffro di disturbi affettivi..ogni volta che m'innamoro mi vengono disturbi d'ansia crisi di pianto..e va a finire che lascio il mio fidanzato perchè l'ansia diventa insostenibile..ho paura di farlo soffrire e piu' lui e' carino con me piu' l'ansia aumenta..ora sto prendendo la sertralina..sono al 18 esimo giorno e vedo tutto sempre piu' nero..vorrei mollare tutto..ho voglia di morire per non stare piu' cosi' male..il mio psichiatra mi ha detto di aspettare di avere pazienza ma ogni giorno e' sempre peggio..ora prendo 50g di sertralina..sono sempre agitata e al mattino mi sveglio con una forte tachicardia..sto impazzendo non c'è la faccio piu' vi prego aiutatemi.

13 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Debora,

è necessario affiancare alla terapia farmacologia una percorso psicologico in quanto potrebbero essere utili alcune domande che ora non hanno risposta nella sua storia di vita. Perchè proprio adesso? Come ma non mi merito di essere felice? In che momento della vita sono? Che scelte devo prendere? E' possibile ricostruire la sua storia che adesso appare tutta "gestita" dall'ansia. E' necessario affiancarsi ad uno psicologa/psicoterapeuta che preferibilmente utilizzi anche la tecnica EMDR che permette, in poco tempo, di fare diminuire l'ansia.

Gentile ragazza,

per i disturbi d'ansia, il trattamento farmacologico può essere necessario, ma non è mai sufficiente ed è importante associarlo alla psicoterapia. Ha, infatti, l'effetto di zittire i sintomi, ma non permette di risalire alle cause del suo malessere, nè di lavorarci sù.

Purtroppo, difficilmente l'ansia si risolve spontaneamente; al contrario, tende a peggiorare con gli anni e a cronicizzarsi, per questo le suggerisco di rivolgersi subito ad uno psicoterapeuta della sua città.

Un caro saluto

Prof. Marco Vettori Parma (PR)

Gentile Debora, io credo che la prima ad darsi aiuto possa essere Lei stessa rendendosi conto che ha bisogno dell'aiuto di uno specialista. I  farmaci sono come le scarpe adatte a non scivolare su un terreno viscido, ma non sono le scarpe che ci fanno camminare ...Siamo "noi" che muoviamo le gambe per camminare! Pertanto si affidi ad uno Psicoterapeuta di Parma, specialista della psicologia del profondo, che interpretando i suoi sogni, in seduta individuale, l'aiuterà a mettere in equilibrio la sua parte razionale con quella inconscia . Se Lei avrà l'umiltà di farsi aiutare dall'inconscio, attraverso un valido psicoterapeuta, si sentirà sicuramente meglio.

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in merito a quanto da lei raccontato se assume sertalina ed è seguita da uno psichiatra, segua i consigli che le stà dando, se le ha detto di aspettare lo faccia, i farmaci hanno effetti a lungo termine e ci vuole tempo prima che la loro azione sia quella aspettata. Se ha difficoltà con il medico che la segue chieda di cambiare e si rivolga ad un altro psichiatra oppure ad uno psicologo psicoterapeuta. Le sue difficoltà vanno approfondite in uno spazio terapeutico privato, nel quale può elaborarle ed affrontarle. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile Debora, 

il suo psichiatra avrebbe dovuto dirle di associare una terapia psicologica all'assunzione del farmaco.

I disturbi d’ansia infatti, rispondono molto bene alla psicoterapia; essi solitamente riconoscono dei fattori psicologici inconsci sia relativi ad esperienze di vita recenti, sia risalenti a periodi anche molto lontani che vanno a costituire una sorta di predisosizione al disturbo. Nel suo caso l'innamoramento sembra essere l'evento recente scatenante, ma sicuramente sono in gioco altri fattori più antichi e ambedue  vanno presi in considerazione.

Le segnalo il seguente link http://www.psicologi-italia.it/psicologia/attacchi-di-panico/1254/attacchi-di-panico-cura.html e un altro articolo sul mio sito professionale sul trattamento degli attacchi di panico, poichè la cura di altri disturbi d'ansia è molto simile.  ll trattamento dei disturbi d'ansia si giova sia di Psicoterapie Brevi, come la Strategica Breve, sia di altri approcci come ad es. la Terapia della Gestalt efficace nel far superare difficoltà legate ad esperienze di vita molto lontane nel tempo. Le consiglio pertanto di contattare uno psicologo/a psicoterapeuta che sappia neutralizzare tutti i fattori in gioco nella sua sintomatologia. 

Buongiorno Debora, da quanto scrivi si riesce a leggere la forte preoccupazione per quanto ti sta accadendo e questo anche rispetto all'apporto farmacologico nel quale avevi risposto tante speranze, evidentemente. Come prima cosa, importante rimanere in costante filo diretto rispetto ai sintomi lamentati, con lo psichiatra che ti segue, questo in ragione della variabilità soggettiva riguardante la risposta che si può avere riguardo ad un farmaco, piuttosto che ad un altro. Per agire, bisogna sapere che trattandosi di un farmaco antidepressivo, la sertralina ha bisogno di un po' di tempo perchè si vedano gli effetti benefici e per questo sarebbe molto importante, affiancare al discorso farmacologico anche un percorso psicoterapeutico volto al sostegno, che possa non farti sentire da sola a portare queste "valigie pesanti". Se lo desideri puoi contattarmi.

Per ora un grande "in bocca al lupo" e mi raccomando, tieni duro! Nessun inverno dura per sempre!!!

Cara Debora,

oltre al supporto farmacologico ti consiglierei una terapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale che posso aiutarti a risolvere il tuo problema d'ansia, perchè da solo, il farmaco, non risolve il problema, ma allevia la sofferenza e nel tuo caso, forse, neanche.

Centrale è capire che schemi si attivano nel momento in cui ti leghi a una persona, che da come racconti, credo di intuire si tratti di timore dell'abbandono, sicuramente risalente a problemi con le figure genitoriale nel tuo passato.

Fondamentale è capire le dinamiche che attivano alcuni schemi e intervenire per modificare i comportamenti che le mantengono.

Un abbraccio

Salve Debora,

purtroppo non è possibile fornire una risposta pienamente esaustiva alla sua richiesta di aiuto.La situazione di sofferenza che descrive necessita di essere approfondita, per questo motivo, sarebbe importante affiancare al percorso farmacologico che sta seguendo, una psicoterapia al fine di indagare le emozioni, i pensieri e i significati profondi che la situazione sentimentale e relazionale ha per lei.

Un caro saluto

Cara Debora,

certo, è molto plausibile che Lei soffra di problemi affettivi. Lasciare qualcuno di cui si è innamorate e che corrisponde l'amore, è davvero un grande peccato contro la vita. Il suo problema, più che essere legato ad un disturbo dell'umore,sembrerebbe vertere su un disturbo d'ansia , che ha finito nel tempo per incidere anche sull'umore a causa del grande livello di stress da disagio, che ha fin'ora vissuto nelle circostanze legate alle relazioni amorose.Da dove proviene questo impulso a negare e ad allontanarsi attraverso il sintomo ansioso, dalla forza vitale dell'amore? E'  possibile che dentro di Lei, abbia preso piede e sostanza una sorta di "sabotatore interno", che utilizza ogni mezzo per distoglierLa dal piacere di vivere, sentimento che ogni ragazza della sua età dovrebbe sperimentare con pieno legittimo diritto.I farmaci contro la depressione, vengono utilizzati per alzare il tono dell'umore e qualche volta sortiscono un buon effetto temporaneo, ma non vanno certo a risolvere le cause del problema, che si annidano per lo più, nel personalissimo "romanzo di vita" della persona portatrice del disagio. Dare spazio e parola ai suoi trascorsi e cercare di cogliere i nessi che legano il Suo passato , al presente così carico di angoscia , all'interno di una relazione terapeutica sicura, può consentirle di arrivare con pò  di impegno, pazienza e salda motivazione nell'affrontare il percorso della  scoperta di sè, a comprendere che cosa vuole da Lei ques'ansia,dove la vuole portare, cosa sta cercando di farLe capire e infine, permetterLe di trovare una risposta adeguata per  superare il Suo dolore.

Può se lo desidera, contattarmi per approfondire il significato del mio messaggio di risposta.

Un caloroso saluto

Dott.ssa Irene Desimoni Reggio Emilia (RE)

Cara Debora, da come scrive si percepisce molto bene quanto il suo disagio e' ormai diventato un "enorme macigno". Da quello che scrive attualmente ha un problema"primario" che la porta a sperimentare il vissuto dell' ansia, e un problema"secondario" ossia il problema sul problema primario, questo la porta a provare emozioni quali tristezza e senso di colpa. Per quanto riguarda il problema primario, potrebbe essere che lei, partendo da un'idea di se' di inadeguatezza (io non capace/non all'altezza) auto-sabotta le sue relazioni prima che l'altro si accorga della sua inadeguatezza e l'abbandoni. Questa potrebbe essere una strategia protettiva per non arrivare a contatto con il suo tema doloroso di "io inadeguato/incapace". Oppure potrebbe essere che lei parte da un'idea di se' di "non essere degno di essere amato/ non meritevole di amore" e quindi quando percepisce che l'altro "la ama" lo allontana, proprio per l'idea di fondo di "non valore/non degno". In riferimento al problema "secondario", può essere rappresentato con un circolo vizioso: Provo un'ansia che per me è insopportabile, più la valuto insopportabile più sto male, più sto male più penso che non ci sia speranza, più penso che non ci sia speranza più divento triste, ma questo mio essere triste mi riporta a provare ansia. Le consiglio di rivolgersi a un terapeuta che la può aiutare a spezzare quei meccanismi che tengono in vita questi suoi problemi. Se dovesse avere bisogno io ho lo studio a Reggio Emilia, mi può contattate per e-mail: irene_desimoni@virgilio.it. Rimango comunque a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Buona giornata.

Cara Debora,

l'aiuto che chiedi può esserti dato da uno psicologo che operi nella città in cui risiedi.

Domanda allo Psichiatra che ti ha prescritto la cura se è consigliabile il sostegno psicologico.

In caso affermativo non esitare ad iniziare i colloqui che ti permetteranno di superare i disturbi d'ansia

che al momento manifesti.

Ti auguro una serena giornata.

Buongiorno Debora, dalla sua domanda si evince una sofferenza davvero molto intensa. Mi chiedevo se, oltre alla farmacoterapia, stia svolgendo anche un percorso psicoterapeutico. Se non fosse così, credo sarebbe opportuno che Lei valutasse questa possibilità. La sofferenza che porta nelle sue relazioni affettive avrà delle ragioni profonde, da esplorare e prendere in debita considerazione.

L'ansia e le crisi di pianto credo siano un segnale di qualche cosa che chiede di essere preso in considerazione con attenzione e delicatezza. Forse l'essersi rivolta a Psicologi-italia parla di una necessità che sta diventando più consapevole in Lei.

Io Le consiglio vivamente, se non le stesse già facendo, di rivolgersi ad un psicologo per iniziare un percorso personale che possa aiutarLa a vivere più serenamente la sua vita di coppia e non solo.

Buongiorno gentile Debora,

lo stato di agitazione in cui versa sembra evidenziare che l’elaborazione del motivo di fondo per cui lei nella relazione vive come pericolo l’interessamento dell’altro non è compiuta. I farmaci sicuramente aiutano ma non risolvono i conflitti irrisolti che rimangono celati e pronti a riemergere nei momenti in cui le richieste si fanno più pressanti. Le suggerisco di valutare di intraprendere anche un percorso psicoterapeutico nel quale potrà esprimere, e con calma elaborare, perché avviene questo rifiuto relazionale in lei. Molto dipende da lei e lei, con l’aiuto di uno/a psicologo/a psicoterapeuta in presenza, potrà riuscire a superare la sua paura profonda e tornare ad amare liberamente e con soddisfazione.

Cordiali saluti

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