Tachicardia; come curarla?

marius

Salve volevo descrivere la mia situazione....tutto è iniziato un pomeriggio di metà maggio in cui ero molto impegnato e ho incominciato ad essere molto agitato e preoccupato e d notte non riuscivo a dormire ....inoltre avevo un solo pensiero in testa che continuava ad ossessionarmi ed era quello di dovermi controllare la respirazione e la paura di non riuscire a tornare a respirare autonomamente senza il mio controllo...questi disturbi non mi facevano dormire e mi creavano molte difficoltà durante le giornate ...questo è successo fino a fine giugno...poi con l'estate i sintomi si sono alleviati,ho ripreso a dormire ma il pensiero fisso di dovermi controllare la respirazione tornava durante il giorno e riprendevo a controllare per un certo periodo....ora 3 giorni i sintomi iniziali sono ricomparsi violentemente....sono molto agitato,tachicardia e non riesco più a rilassarmi e di notte non riesco più a dormire.....la mia domanda è come sarebbe possibile tornare alla normalità di prima senza soffrire più di questi problemi perché non riesco più a sopportare questa situazione e incomincio a pensare di dovermela portare dietro per sempre...(prima non avevo mai avuto un'esperienza del genere)...vi prego consigliatemi e spiegatemi cosa mi sta succedendo?

8 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Marius,

Lei ha sperimentato l'ANSIA.

"come sarebbe possibile tornare alla normalità?", Lei chiede.

Tenga conto che la Sua età facilita il superamento del problema e la guarigione.

Innanzi tutto recandosi dal medico, poi da un collega Psy che La aiiuti a leggere dentro questo sintomo.

Risolvere è possibile!

Dott.ssa Carla Maria Brunialti

Dott.ssa Carla Maria Brunialti

Trento

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Buonasera Marius,

da quello che riporta, sembra che tutto sia iniziato con un forte attacco di ansia che in qualche modo "ha scambiato" per un problema di respirazione facendo aumentare ancora di più la paura/ansia. Ora quello che la fa star male è quella che si chiama "paura della paura", cioè la paura di poter di nuovo sentire quelle sensazioni spiacevoli che generano ansia e quindi l'inizio di quei sintomi che la spaventano (perché sono tipici proprio dell'ansia intensa). In realtà, se non ci sono ostruzioni fisiche o danni gravi alle vie respiratorie, non è possibile morire soffocati perché è un'operazione automatica e autonoma che fa il nostro corpo senza bisogno di un intervento volontario e cosciente...basta pensare che respiriamo anche di notte quando dormiamo e che se prova a smettere di respirare volontariamente, ad un certo punto entrano in funzione dei meccanismi protettivi che la fanno respirare anche se non vuole.

Dott. Fabio Boccaletti

Dott. Fabio Boccaletti

Mantova

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Buonasera,


vedo che è anche molto giovane. I sintomi che lei descrive sono tra i più comuni in situazioni di forte stress; è ciò che succede quando non riusciamo a percepire che non ci troviamo a nostro agio in una situazione, quindi il corpo ci manda dei segnali in questo modo, come per "avvertirci" che qualcosa ci sta creando disagio, è ciò che viene chiamata Psicosomatica. Prima di tutto mi sento di chiederle se ha fatto visite mediche per escludere sintomi fisici; poi le consiglierei dei colloqui psicologici per capire l'entità di questi sintomi, analizzare se emergono in determinate situazioni e capirne l'origine, ad esempio se è successo qualcosa di grave prima dell'emergere dei sintomi, se ha vissuto dei cambiamenti significativi, se c'è qualcosa che la turba. Io sono operatrice di training autogeno ed è una tecnica che riporta ottimi benefici in casi come questi. Nel caso volesse contattarmi io sono di Carpenedolo, altrimenti le consiglio di cercare colleghi esperti in attacchi di panico e che utilizzino tecniche di rilassamento.

In bocca al lupo

Quello che sta succedendo, caro Marius, è che un accumulo di ansia e di stress ha iniziato a manifestarsi, "un pomeriggio di metà maggio", in una fastidiosissima sensazione di paura e di impotenza a eliminare il pensiero ossessivo di "controllare la respirazione"! Questo disturbo è diminuito spontaneamente durante l'estate, per poi riprendere in forma violenta da qualche giorno. L'unica soluzione per "tornare alla normalità di prima" passa attraverso un'accurata analisi dei motivi che hanno portato il suo vissuto personale a quell'accumulo di ansia e di stress che si è manifestato nel "pensiero fisso di controllare la respirazione"! In altre parole, dovrebbe iniziare una psicoterapia! Se mi vuole contattare, mi trova tra gli Psicologi Mantova!

Cordiali saluti.

Dott. Roberto Barbiani

Dott. Roberto Barbiani

Mantova

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Buongiorno, pur con i limiti di informazione che un testo può trasmettere, la situazione descritta fa pensare a degli attacchi di panico, attacchi che apparentemente non presentano alcuna correlazione con eventi della vita reale; cioè il soggetto che ne soffre non riporta di eventi reali che hanno provocato l'ansia. Ovviamente, risulta sempre fondamentale una valutazione approfondita e solo da questa può scaturire un'indicazione sugli obbiettivi raggiungibili e sul percorso terapeutico più adatto. Fatte queste premesse, personalmente, ritengo importante un approccio che non solo aiuti ad arginare o superare i momenti di ansia ma che aiuti anche a cogliere il senso profondo sottostante al malessere al fine di promuovere un riassetto  nella direzione di un benessere più solido. Il suggerimento, pertanto, è quello affidarsi ad un professionista competente ed andare a fondo della situazione. Augurando un esito positivo, mi rendo disponibile per una consultazione.

Salve Marius,

dalla sua lettera traspare preoccupazione e spavento per quanto le sta accadendo, in quanto i suoi sintomi sono cominciati improvvisamente e via via si sono aggravati tanto da non farla più dormire e causandole problemi nella respirazione. L'ansia si manifesta in diverse forme, e forse l'attacco che ha avuto è insorto in un periodo particolare. il mio consiglio è quello di fare una valutazione e di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di approfondire la situazione ed individuare le cause scatenanti. La situazione si può risolvere.

cordiali saluti

Buongiorno Marius, il tuo potrebbe essere un problema di natura ansiosa anche se, con così poche informazioni, non è possibile esserne certi. Ti consiglio di rivolgerti al tuo medico di fiducia, per escludere problemi di natura medica ed eventualmente, solo dopo, iniziare una psicoterapia. Bisognerebbe capire quale sia stato il fattore scatenante il tuo bisogno di controllare la respirazione per paura di non riuscire a farlo autonomamente e soprattutto cosa ti fa pensare di dover controllare la respirazione, attività in realtà automatica. Sarebbe opportuno capire perchè con l'estate questi sintomi siano migliorati. Hai forse avuto maggiori occasioni di distrazione?

Resto a tua disposizione per eventuali approfondimenti e, qualora tu lo volessi, puoi contattarmi per una consulenza.

Saluti.

Caro Marius,
la sua preoccupazione è comprensibile e legittimo comprendere cosa le succede. Da ciò che ci scrive credo che i suoi sintomi siano riconducibili ad uno stato ansioso, che in effetti è più acuto durante i periodi impegnativi o stressanti, mentre si allenta nel periodo di ferie e dunque di maggior relax. 
La paura di non liberarsi più di tali sintomi è molto comune. Sarebbe auspicabile parlarne vis a vis con uno psicologo e magari valutare con un medico psichiatra l'assunzione di farmaci blandi per un iniziale periodo. Rimango a Sua disposizione per ulteriori domande o chiarimenti.