Attacchi di panico

Gabriella

Soffro da molti anni di attacchi di panico, dopo un periodo di miglioramento sono tornati sempre più forti. Ad oggi non esco di casa se non accompagnata, non ho più una vita ma avrei tanta voglia di vivere anche per la mia famiglia che amo tanto. Prendo antidepressivi e ansiolitici ma con scarsi risultati ho paura di impazzire ho bisogno di aiuto.. Grazie

4 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Gabriella,

le informazioni che fornisce su di se' sono davvero poche (che età ha? di cosa si occupa nella vita?)

Riferisce di soffrire di attacchi di panico da molti anni (quanti?) e di avere avuto un periodo di miglioramento. Si è fatta aiutare da qualche specialista? Psichiatra o psicologo/psicoterapeuta  visto gli effetti invalidanti sulla sua vita personale?

Salve Gabriella, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere che la terapia migliore sia quella combinata ossia costituita da farmaco più psicoterapia dunque credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Gabriella, 

il disturbo d'ansia come quello che lei dichiara di avere, porta inevitabilmente a comportamenti evitanti come quelli che descrive ( non esce più di casa se non accompagnata).Evitare le situazioni temute se a breve termine apporta una riduzione dell'ansia, a lungo termine mantiene il disturbo. A questo riguardo, in parallelo ad una cura farmacologica, è consigliabile una psicoterapia, in particolare cognitivo comportamentale, che miri, con gradualità e nel rispetto dei suoi tempi, a rompere i circoli viziozi comportamentali ( non uscire di casa ) e cognitivi (  paura di impazzire) che possono protrarre oltremodo il disagio.

Qualora abbia bisogno di un approfondimento a riguardo non esiti a chiamarmi, un caro saluto,

Dott.ssa Barbara Valente

Buongiorno Gabriella. Al percorso farmacologico che sta seguendo le consiglio di affiancarci anche un percorso psicoterapico in grado di contenere ed approfondire i sintomi che riporta. Una volta compresa la natura e la funzione secondaria dei sintomi, sarà anche più semplice andare a lenire il disturbo che le impedisce di uscire di casa e di vivere la sua vita come vorrebbe. L’unione delle due terapie può portare a risultati soddisfacenti.
Mi rendo disponibile anche online nel caso in cui decidesse di intraprendere questo genere di percorso.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.