Attacchi di panico

La mia vita è cambiata radicalmente dopo un lutto

sabrina

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Buonasera soono una ragazza di 22 ann... L ottobre dell anno scorso ho perso mio nonno per un tumore al cervello. la mia vita è cambiata radicalmente , ero molto legata a lui..abbiamo sempre abitato vicino, lui sotto e io sopra casa sua..prima avevo una bella vita..ero molto indipendente.Prima andavo in palestra facevo anche danza . uscivo ogni sera con la macchina..da premettere che ho un fidanzato da circa 2 anni ormai.. che fa gare di body boulding. e quando è morto mio nonno non posso dire che lui mi sia stato molto vicino.. sono rimasta a piedi con l auto perciò non guidavo più non uscivo più cn la macchina.. in palestra non sono più andata, a danza nemmeno.. e ho cominciato a stare a casa dalla mattina alla sera a deprimermi per la morte di mio nonno e perchè mi sentivo sola! sono stata chiusa in casa da novembre fino a marzo aprile circa.. da li mi rendevo conto che quelle poche volte in cui potevo uscire (perchè quando è il mio ragazzo è in gara non esce mai ce da dire! ) sentivo di soffrire avevo sempre come la sensazione che mi mancasse l aria. cosa che già avevo provato perchè quando ero piccola avevo già sofferto di questi attacchi di panico per altri motivi che poi però dopo essere andata da una psicologa mi passarono ma solo perchè pensai che fosse incompetente per quello che mi avesse detto!. comunque, un giorno mi prese una crisi di nervi mi sali la pressione a 190 , il giorno prima avevo litigato di brutto col mio ragazzo.. la mattina successiva quando mi sveglia il mio ragazzo mi aveva detto di uscire con lui..ma quando mi stavo preparando mi prese un attacco di panico. la paura prese il sopravvento e io nn vosi più uscire ..per tanto tempo dopo quel giorno.. circa 1 mese intero l ho passato a letto sola, mangiavo poco e piangevo sempre. non riuscivo nemmeno più a scendere nel cortile di casa mia o portare a passeggio il cane sotto casa mia perchè avevo paura di sentirmi male. che mi potessero prendere sempre attacchi di panico. il mio fidanzato non mi ha mai capita. anzi se gli dicevo che non volevo uscire perchè avevo paura mi diceva che lui usciva lo stesso. durante questo periodo dopo la sua gara lui mi disse che se io non gli fossi stata vicino come ho sempre fatto lui mi avrebbe lasciata. e che saremmo dovuti andare a farci una vacanza a Lipari con altri amici e se non fossi andata non lo avrei piu rivisto! Io cominciai a prendere delle gocce per l ansia a base di erba. e così solo andai a Lipari.. stesimo 3 giorni dove comunque c era anche un amica mia psicologa,da poco laureata...e questo mi trasmetteva più sicurezza . Tornati da la l ansia non mi passò per niente.. però ripresi a uscire sempre in compagnia però mai sola.. avevo paura di tutto dei posti affollati di sentirmi male in qualsiasi posto non volevo stare a casa da sola pechè avevo paura che se mi sentivo male nessuno poteva aiutarmi. Quindi da maggio 2014 a me sono iniziati tutti questi problemi.. ed io ancora oggi marzo 2015 non mi sento più la ragazza che ero una volta. Adesso riesco ad uscire con molta più tranquillità..riesco a stare da sola a casa anche se nella testa ho sempre pensieri negativi di sentirmi male.. riesco a scendere sotto casa sola, andare a fare una ricarica ..ho meno paura della confusione.. ma non dormo più al buio perchè la notte se mi sveglio e sono al buio non riesco a capire dove sono..e ho paura di guidare da sola perchè ho sempre paura di sentirmi male da sola.. ho paura di allontanarmi da casa mia.. di andare in un posto lontano da casa mia ..senza la mia famiglia. sola col mio ragazzo pechè forse lui non mi capisce. mi dice che sono solo stupidaggini e che prima facevo le stesse cose che gg ho paura. si infastidisce se gli parlo di questo problema e questa è una cosa che mi fa male perchè vorrei essere capita da lui .. Io non so cosa devo fare per tornare ad essere la ragazza forte e sicura che non aveva bisogno di nessuno per andare avanti!!! ero serena e coraggiosa.. ma ora nn lo sono più..per il momento non guido non sto facendo niente.. non lavoro non vado in palestra non faccio nulla.. sono sempre a casa!!!! Aiutatemi per favore.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentilissima, la sua storia necessità di essere ascoltata e rivisitata con l'aiuto di un esperto. Le consiglio di rivolgersi, quanto prima, ad uno psicologo al fine di affrontare e risolvere tale situazione. Cordiali saluti

Gentile ragazza, 

da quello che descrivi sembrerebbe che il tuo problema principale attualmente siano gli attacchi di panico, che se non ho capito male, sono iniziati prima della morte del nonno, mentre quest'ultimo evento li avrebbe solo peggiorati. Così oltre all'agorafofia (paura di uscire) con attacchi di panico, potrebbe esserci anche un lutto non elaborato. Guarda, il mio consiglio è quello di chiedere aiuto ad una figura professionale, magari qualcuno che conosca la terapia strategica breve, questa tecnica utilizza delle prescrizioni comportamentali adattate alla persona secondo un protocollo previsto specificatamente per problemi come il tuo. E se hai difficoltà ad uscire puoi richiedere delle consulenze on-line, anche via chat su FB, ci sono dei profili specializzati come "  Psicologia Benessere On Line  " curati da psicologi i quali forniscono intanto un pronto intervento e poi il giusto orientamento riguardo al problema specifico. 

Cordiali saluti 

Gentile utente,


il lutto ha evidentemente innescato un disturbo d'ansia che probabilmente riconosce anche dei fattori predisponenti, dal momento che ne ha già sofferto in passato. Sarebbe consigliabile pertanto affrontare sia i meccanismi psicologici conseguenti all'evento luttuoso abbastanza recente, sia quelli invece che sostengono la predisposizione.


I disturbi d'ansia e gli attacchi di panico rispondono molto bene alla terapia psicologica, soprattutto di orientamento cognitivo e simili come ad es. la Terapia strategica Breve.

Le segnalo anche due miei articoli sugli attacchi di panico che può trovare sul mio sito professionale e che illustrano meglio il funzionamento della psicoterapia.

Cordiali saluti

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in merito alla sua richiesta le consiglio di contattare un collega nella sua città e di approfondire le sue difficoltà privatamente, un percorso terapeutico può aiutarla ad uscire di casa per recarsi alla seduta e a capire in profondità come mai ha queste difficoltà. Adesso che ha 22 anni, rispetto a quando era una bambina, ha una maturità diversa e diverse competenze da giovane adulta, quindi un percorso terapeutiche può esserle di aiuto. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Cara Sabrina,

la morte di tuo nonno è stata un trauma. Ogni trauma rappresenta una situazione che il nostro cervello non riesce ad elaborare adeguatamente; tuttavia, le cause profonde del tuo disagio sono più lontane nel tempo, probabilmente da ricondurre al periodo degli antichi attacchi di panico o ancor prima. La dinamica del legame affettivo con il fidanzato evidenzia una rilevante difficoltà ad affrontare i conflitti di coppia, probabilmente per paura di essere abbandonata. I tratti di dipendenza affettiva, la solitudine e le paure abbandoniche, si sono evidenziati alla morte del nonno, ma erano presenti già prima. I tuoi attuali sintomi agorafobici (in particolare, il bisogno di avere persone accanto che ti diano sicurezza, soprattutto quando devi uscire di casa) sono anch'essi sicuramente collegati al trauma della morte del nonno, ma dal mio punto di vista, essi sono molto amplificati dalla paura di prendere coscienza del tipo di legame che hai con il tuo fidanzato e dal fatto che, probabilmente, hai molta rabbia nei suoi confronti. Valuta bene se questa relazione è ancora il caso di mantenerla. In che modo questo ragazzo rappresenta per te un partner adeguato, con il quale può dialogare con tranquillità e che senti pronto a sostenerti e capirti nei momenti di difficoltà? Questo non significa che tu debba sempre appoggiarti a lui, ma l'empatia nella coppia è indispensabile. In sua assenza ci si sente soli e tristi. Comunque, ti consiglio di farti di nuovo aiutare a livello professionale, perchè è necessario che tu sviluppi una maggiore indipendenza e sicurezza in te stessa. Tanti auguri per tutto.

Buongiorno, scusi il ritardo ma le ho potuto rispondere solo adesso, la sua è una situazione difficile e complessa come quella di chiunque si sia trovato a vivere un lutto familiare, per di più nel suo caso sembra che questo nonno fosse un punto di riferimento particolarmente significativo, darle qualsiasi consiglio via mail purtroppo sarebbe inutile e forse deleterio, quindi le consiglio, se se la sente, di contattarmi telefonicamente per fissare un incontro o tramite email vincenzo.messineo@hotmail.it o tramite il modulo contatti può richiedere un appuntamento.

Gentile ragazza,

la perdita di una persona cara non può che colpirci nel profondo: elaborarne il lutto è un percorso molto doloroso ma necessario per poter ritornare a vivere con serenità malgrado quell'assenza.

Da quello che scrive, è possibile che la perdita di suo nonno abbia riattivato il lei un malessere già presente, reso ancora più forte e insopportabile dal dolore legato al lutto.

Il suggerimento che posso darle è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua città, privatamente o anche attraverso l'ASL, per un consulto.

Un caro saluto

Dott. Fabio Digrandi Catania (CT)

Buongiorno,

premesso l'ovvio dispiacere per una perdita tanto importante, vorrei tranquillizzarla sul fatto che tutto ciò che le sta accadendo segue una sua logica di sviluppo, e come ha avuto un inizio, avrà una fine. Il consiglio più logico è quello di rivolgersi di persona ad uno psicologo, perchè determinate sfaccettature non sono possibili da cogliere attraverso lo schermo, e oltretutto, con un setting face-to-face, il suo problema potrebbe essere affrontato e risolto in molto meno tempo. Come lei stessa ha identificato, il disagio è comparso in forma relativamente lieve, per poi aggravarsi pian piano: questo significa che deve assolutamente interromperne l'evoluzione, per tornare il prima possibile ad una vita serena e non peggiorare ulteriormente la situazione.

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