Attacchi di panico

Mio nipote ha attacchi di panico e pensa al suicidio.

Diego

Condividi su:

Buonasera, vorrei esporre un problema che riguarda mio nipote di 17 anni. Ha smesso di andare a scuola per vari problemi, non pratica nessuno sport.
Circa 2 anni fa ha concluso un ciclo di un anno da una psicologa, dovuto da attacchi di panico dopo la separazione dei genitori, e fino a 2/3 mesi fa stava bene. Ora ha iniziato di nuovo a sentirsi come prima, non bene. Da qualche giorno dice di sentirsi di nuovo “male” seriamente. Mio nipote dice che, secondo il suo parere, il tutto è da ricolegare al fatto che circa un mese fa ha lasciato la sua fidanzatina. Si pente subito di tale scelta e ritornano insieme ma dice di avere ancora dei sensi di colpa. Preciso che mio nipote dice di aver lasciato la fidanzata perché si sentiva strano ed inadeguato ed ogni volta che andava da lei gli veniva l’ansia. Questa ansia, però, con un po’ di coccole passava. Dopo solo poche ore averla lasciata si pente di questa decisione e si sentiva male. Dice che ha provato un’emozione molto forte e brutta dopo tantissimo tempo.
Come 2 anni fa, all’improvviso, anche nei momenti “morti” quando ha tanto tempo per pensare si agita, gli viene una leggera tachicardia, molta ansia e tantissimi brutti pensieri, tutti collegati alla morte e soprattutto al suicidio.

Ha dei veri e propri attacchi di panico. (Al momento so che assume delle pastiglie d’erboristeria chiamate “relaxina panic” che gli stronca sul nascere questi attacchi). Mio nipote chiarisce che non è sua assolutamente sua intenzione suicidarsi ma dice di pensare al suicidio in generale. Mio nipote dice che il suicidio appartiene a tutti e che quindi, in astratto, anche lui potrebbe farlo. Tale “teoria” gli mette paura ed ansia. Mio nipote dice che quando pensa al suicidio gli viene paura di qualsiasi cosa, persino delle finestre perché ha paura di buttarsi giù.

Ha paura di andare in motorino, cosa che ama fare, perché ha paura di lanciarsi in un fosso o contro un’auto. Praticamente ha paura di qualsiasi cosa ma poi se fa tale cosa è tranquillo e si rende conto che la paura che aveva era. Quando pensa al “suicidio in generale”, mio dice di aver paura che le persone che gli sono intorno possano essere dei potenziali suicida o omicida, iniziando così ad agitarsi.

Un ultimo aspetto. Mio nipote dice che quando a pensare intensamente “al suicidio” la sua testa comincia a pensare a migliaia di cose contemporaneamente e gli dà fastidio, perché si confonde, provando talvolta “dolore” durante la confusione.
Per sentirsi meglio molto spesso dorme con la madre (mia sorella).
Come posso dare una mano a mio nipote?
Grazie.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Lei non può fare molto se non aiutarlo a trovare un bravo/a psicoterapeuta che se ne prenda cura. I disturbi psichici non passano da soli e se non presi in tempo tendono ad aumentare per un semplice meccanismo cerebrale che sarebbe troppo complesso spiegare. Se gli attacchi di panico, che si strutturano sempre su una forte base ansiosa, sono insostenibili è utile utilizzare per un breve periodo uno psicofarmaco che deve essere prescritto da persona competente (psichiatra). In alcuni casi è utile anche lavorare terapeuticamente sul contesto familiare. Non so che tipo di psicoterapia abbia fatto suo nipote. Magari potrebbe essere utile un altro approccio. Sarebbe anche utile contattare la psicoterapeuta che lo ha avuto in cura. Ma comunque è difficile giudicare a distanza e senza avere la person di fronte. L'adolescenza ha un "metabolismo" psichico molto veloce e instabile. Non starei a perdere tempo.


 

Buongiorno Diego,


è molto bello che lei si preoccupi per suo nipote e visti i sintomi e i pensieri autodistruttivi che riporta le posso dire che ha ragione a chiedere aiuto.


L'adolescenza è un periodo della vita davvero molto complesso e delicato, dove le fragilità caratteriali si presentano in modo amplificato e molto spesso generano sintomi e problematiche davvero importanti e invalidanti. La cosa fondamentale è non trascurarli o pensare che siano solo di passaggio, perchè sicuramente suo nipote, come già lei ci riporta, soffre molto e sta vivendo un periodo di grande confusione e dolore.


Detto questo, l'unico modo di aiutarlo è permettergli di affrontare queste sue difficoltà e rinforzare la sua personalità facendosi aiutare e sostenere da un terapeuta specializzato nei disturbi dell'adolescenza.


Rimango quindi a sua disposizione per eventuali domande o richieste.


Un caro saluto a lei e nipote.


 

Gentile D.,


Suo nipote sta vivendo una grande sofferenza, abbinata ad un periodo della vita molto sfidante e di cambiamento, qual è l'adolescenza.


Sembra che il suo disagio, in questi eventi per lui difficili, si esprima principlamente con episodi d'ansia, panico, così com'è successo nel passato.


Anche se ha già concluso un percorso, nulla vieta di riprenderne uno, e questo è il consiglio che le do. Ogni momento della vita merita ascolto. 


 

Buongiorno Diego,


suo nipote sta mostrando di non star bene in vari modi ed evidentemente in questo momento fa fatica a venirne fuori da solo o con il solo supporto dei familiari. Credo che la cosa migliore potrebbe essere ritornare a fare una terapia psicologica, se si è trovato bene ed ha voglia, anche dalla stessa psicologa precedente. Se sente che invece vuole cambiare per qualche motivo, può decidere di intraprendere un percorso diverso.


La mano più grande che può dare a suo nipote in questo momento credo possa essere proprio accompagnarlo nel fare una terapia che possa aiutarlo a trovare un migliore equilibrio in questo complicato momento. A volte, quando siamo immersi in questa "confusione" facciamo fatica ad accorgerci noi stessi che abbiamo bisogno di supporto..e per questo il consiglio e la vicinanza di uno zio può essere fondamentale.


Vi ricordo che, essendo minorenne, ha bisogno del consenso scritto di entrambi i genitori. Nel caso almeno uno dei due non volesse, oppure suo nipote non volesse condividere con i suoi genitori questa decisione, può rivolgersi senza necessità del consenso, al consultorio giovani della sua zona.


Un grande augurio!

Gentile Signor Diego,


ho letto la storia di suo nipote con attenzione. Deve essere molto preoccupato e rammaricato per quello che sta vivendo da tutto questo tempo. Credo che la maniera più utile per dargli una mano come zio, sia ascoltarlo e comprenderlo senza giudizi, e valutare con lui l'opportunità di riprendere un percorso terapeutico che vada un po' più nel profondo e che possa permettergli di elaborare questo forte senso di inadeguatezza, forse alla base degli attacchi di panico.


Vi faccio i miei migliori auguri.


 

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Attacchi di panico"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

Che cosa mi succede.

Ogni volta che mi trovo in una determinata situazione,vale a dire, all'interno di una struttura, ...

4 risposte
Come superare la paura di parlare con gli altri?

Buongiorno, da diversi anni soffro di un disturbo che vorrei risolvere o quanto meno capire che ...

2 risposte
Continua tristezza, come fare?

Sono una ragazza di 19 anni, da più di un anno sono fidanzata con un ragazzo conosciuto a ...

2 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.