Attacchi di panico

Questo mio problema può essere associato al fatto di essere diventato padre in tarda età?

Alessandro

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Salve, dopo aver viaggiato per decenni in aereo, dopo la nascita di mio figlio che ora ha 7 anni, nelle due/tre occasioni in cui ho dovuto volare, sono stato talmente male che, in una delle occasioni, ho preteso di farmi uscire dall'aereo, poco prima del decollo. Gli stessi sintomi di tachicardia, difficoltà a respirare e a deglutire li ho avuti in ascensore e in luoghi dove non e' prossima una finestra o una porta. Mi succede solo in questi casi, in luoghi chiusi, dove non ho sotto controllo la possibilità di prendere una boccata d'aria. Pensate che questo mio problema possa essere associato al fatto di essere diventato padre in tarda età (avevo 51anni)? Perchè solo in ascensore, aereo o altri posti chiusi e non in treno, auto, casa, per strada ecc.ecc? Come posso rimediare? Vi ringrazio anticipatamente per qualsivoglia risposta possiate darmi. Sandro

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Sandro, ciò che lei descrive sembrano attacchi di panico. Gli attacchi di panico, generalmente toccano le persone di base ansiose che cercano di gestire l' ansia con meccanismi di controllo. Sicuramente ci sono molti simboli inconsci da far emergere, oltre il suo senso e valore legato al significato "padre". Gli attacchi di panico e la sintomatologia che li accompagna svaniscono in 4- 6 incontri di psicoterapia breve strategica, chiaramente non basta eliminare esclusivamente i sintomi. La psicoterapia a volte spaventa, ma le assicuro che affrontare sè stessi sia l' unica forma di libertà che forse ci è concessa.

Le auguro di imparare ad abbracciare le sue paure

Salve Alessandro mi sembra che lei descriva sintomi di claustrofobia. E' difficile ricondurlo alla nascita di suo figlio anche se lei conosce se stesso meglio di ogni altra persona, quindi ciò che ipotizza ha un senso.

Purtroppo fare una valutazione con le poche cose che lei ha riportato è molto complicato e ancor più difficile suggerire una soluzione.

Se vuole mi può ricontattare per approfondimento. In bocca al lupo

Gentile Alessandro,

la sintomatologia che lei ha riferito è riconducibile ad uno stato agorafobico che si attiva in luoghi nei quali sente di non avere “vie di fuga” nei quali avverte una certa perdita di controllo sugli eventi , a volte questo può accadere in situazioni comuni e prevedibili altre volte in luoghi diversi dal comune. È interessante il fatto che Lei noti che talvolta ciò non accade quando esiste una prospettiva visiva “lunga” come il treno, l'auto ecc... Tuttavia che il fatto sia riconducibile o meno alla sua recente paternità non è in questo modo accertabile, tanto più non è credibile professionalmente una risposta in un senso o nell'altro. È importante invece che si rivolga ad un collega che sappia aiutarla nel suo bisogno di cercare le spiegazioni sottostanti il suo sintomo collegandole con la sua storia personale e che l'aiuti a superarle affinché non sia tormentato dal cruccio della sua attuale spiegazione,ovvero la sua paternità esperienza che potrà vivere appieno e con ogni soddisfazione. Le auguro buon anno.

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve non mi sento di dare un risposta alla sua domanda con un Si o con un No. Le rispondo che per quel poco che ha raccontato della sua situazione, le consiglio di rivolgersi privatamente ad un collega della su città con li quale può dare lei stesso una risposta a questa sua domanda. Io personalmente non ho la possibilità di dare una risposta certa alla sua domanda perchè non conosco la sua storia e non conosco lei. Ci vuole tempo e molte più informazioni per rispondere e questo lo potrà fare privatamente con un collega nella sua città, se deciderà di iniziare un percorso terapeutico. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Salve Alessandro, dai dati forniti potrei asserire che la sintomatologia presentata e da collocarsi in direzione di una forma di attacco di panico! È un segnale importante che il suo corpo le sta inviando, non sottovaluti questo arcano linguaggio e consulti uno psicologo psicoterapeuta! Mi sembrerebbe importante consigliarle di scoprire l'origine di questa manifestazione, purtroppo non è così immediata la decodifica del sintomo e non saprei se esiste un legame con la sua paternità, dovrebbe affrontare un percorso per scoprirlo! Le auguro un buon lavoro!

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