Depressione

Combatto da sempre con una profonda insicurezza

Elis

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Ho 26 anni, due lauree a pieni voti e un lavoro ben retribuito che mi piace e che mi permette di essere finanziariamente autonoma. Purtroppo però combatto da sempre con una profonda insicurezza e dall'età di 19anni con fasi di disordini alimentari che, sebbene non abbiano mai costituito un vero pericolo per la mia salute, condizionano la mia vita e sono un pensiero ricorrente. Tutto questo mi causa spesso attacchi d'ansia e mi ha portato ad isolarmi e porre un distacco tra me e gli altri...ad oggi non ho amicizie se non molto superificiali (colleghi, con i quali mantengo una sorta di facciata nascondendo i miei pensieri di panico e ansia)e non ho mai avuto una relazione stabile. Passo il mio tempo libero da sola e spesso non trovo la forza nemmeno di uscire di casa o alzarmi dal letto. Da quando sono adolescente penso di togliermi la vita, ancora adesso penso che non riuscirò ad essere forte abbastanza da resistere ancora degli anni. L unico motivo per cui non l ho ancora fatto è che non vorrei recare dolore ai miei genitori - anche se ormai l unico modo per andare avanti per me è decidere una data, ma quando la raggiungo penso che cmq i miei genitori non sopporterebbero questo gesto e mi convinco di nuovo a sacririficarmi per un altro periodo...ma ora sta arrivando il momento in cui non ho piu la forza di farlo.

21 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Elis, l'insicurezza come lei evidenzia è all'orogine dei suoi disagi. 

Ma cosa è che ci rende insicuri?

E' soprattutto durante i primi 3 anni di vita che si pongono le basi per lo sviluppo della sicurezza e di un atteggiamento fiducioso verso il mondo, la famiglia è la matrice di tutte le future relazioni, in famiglia il bambino apprende le informazioni di come stare al mondo e comportarsi con gli altri.

un bambino che ha fatto l'esperienza di essere amato e accettato per quello che è e non per ciò che fa sviluppa un'amorevolezza interiore che da grande gli consente di avere relazioni sane e durature.

un bambino che ha ricevuto il messaggio ti amo quando sei o fai cosi... sviluppa un senso di insicurezza costante perchè non sa mai se quello che fa andrà bene, da grande il rapporto con gli altri creerà molta ansia perchè farà dipendere il suo valore dalla reazione dell'altro.

Mi colpisce molto la sua espressione "sacrificarmi per i miei genitori", credo che sarebbe molto utile per lei approfondire le dinamiche familiari.

Se vuole sono a disposizione per un incontro gratuito di approfondimento.

Cordiali Saluti

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in merito a quanto scrive, i pensieri suicidari riccorrenti se la isolano dal resto del mondo sono un problema. Le consiglio di rivolgersi ad un collega della sua città che può seguirla in un percorso terapeutico che può aiutarla a gestire i suoi pensieri ed a trovare un modo per vivere la vita con gioia. La psicoterapia è un valido e concreto aiuto e sotegno. Spero di esserle stata di aiuto. Cordiali Saluti.

Dott.ssa Francesca Fontana Monza e Brianza (MB)

Buongiorno Elis.

Quando una condizione di sofferenza si protrae, mi pare, inascoltata, per così lunghi anni, può sembrare impossibile trovare una via di uscita e si desidera solo che questa sofferenza finisca. Il suo stato attuale, alla luce di quanto racconta, è quindi assolutamente comprensibile. Non è però detto che non esistano soluzioni differenti dalla morte per uscire dalla sofferenza. Lei ha sicuramente almeno tre cose, dalla sua parte, che  sembrano poterla condurre ad un esito diverso dalla fine della vita stessa: l'intelligenza, dei legami significativi e la capacità di rivolgersi a qualcuno, attraverso il suo messaggio, per esporre la sua situazione, comunicarla e in un certo senso chiedere aiuto. Ciò significa che la speranza, oltre che la preoccupazione di far soffrire i suoi cari, è un elemento che non l'ha abbandonata. Quello che le manca è un professionista che la possa guidare in un percorso di risalita dalla sua difficile condizione. Se vuole sono a disposizione. Io ricevo a Monza. Se non fosse una distanza per lei affrontabile mi può contattare attraverso l'apposito modulo di questo sito o cercarmi sul sito dell'ordine degli psicologi della Lombardia. Cercherò di aiutarla nel contattare un collega della sua zona.

Dott.ssa Simona Tambornino Alessandria (AL)

Prima di fare un gesto estremo che non risolve ma evita definitivamente ogni possibile evoluzione, pur capendo la sua sofferenza, provi a farsi aiutare da un terapeuta e da un bravo psichiatra per il trattamento farmacologico della depressione. Stare meglio è possibile, almeno provi, e lo faccia per se stessa. Sono convinta che possa farcela ma con un aiuto mirato, smettendo di fingere di stare bene. Tutti hanno parti fragili, il punto a cui è arrivata è grave ma pian piano potrà risalire, ma non da sola. Auguri

Dott. Cosimo Fremiot Milano (MI)

Gentile Elis, il suo scritto troppo sintetico non mi permette di intendere e comprendere il contesto di vita che ha dato origine (al) e incrementato il suo stato d'ansia e di angoscia e il successivo dirturbo alimentare. Quest'ultimo poi l'ha costretta a ritrarsi dalle relazioni affettive e amicali e a concentrare la sua attenzione e le sue tensioni nello studio. Studio che le ha procurato soddisfazione temporanea con il successo delle due lauree. La sua comunicazione pur breve esplicita però chiaramente lo stato attuale di disperazione che l'attanaglia e il conseguente drammatico pensiero di porre fine alla sua sofferenza. Credo che il pensiero di non potercela fare scaturisca dal suo profondo desiderio di cambiamento.(conquista di un assetto ed equilibrio mentale e fisico che non ostacolino il sentirsi accettata ed esistenzialmente realizzata) impedito da quel senso di impotenza che occlude la speranza e la proiezione e progettazione del futuro. Le assicuro che si può, in casi come il suo, evolvere positivamente cercando di dare senso profondo alla paura sovradeterminata che le impedisce di avere fiducia in sè e in chi le sta vicino. Lei forse è dominata da una costellazione di emozioni che non hanno ancora nome perchè troppo confuse e nascoste nella sua storia ambientale e interiore. Le consiglio, sulla base della mia esperienza, di cercare di non aver paura di parlare in famiglia o con qualche sua amica più sensibile. Lei si sente assolutamente sola nei suoi vissuti. Abbia presente che le ansie sono umanamente diffuse anche in coloro che la circondano e che lei intende assolutamente sicure di sé. Quindi aggiri un pò la sua vergogna e si disponga anche a prendere in considerazione di affidarsi all'aiuto di un professionista che l'aiuti a svelare ciò ch'è ancora ignoto alle sue indubbie capacità riflessive. e che si nasconde nella storia delle sue relazioni affettive. Cordiali saluti .

Dott. Carlo Plaino Bergamo (BG)

Buongiorno, gli elementi che lei riporta sembrano riconducibili ad un quadro dove, l'eccessivo pensare a ciò che la circonda induce stati ossessivi che talvolta riguardano il cibo, tal altra i colleghi. A questo si aggiunge l'isolamento sociale che non fa altro che mantenere le modalità ossessive di pensiero poiché non la espone alle situazioni reali di vita. In un contesto come questo l'umore sembra risentirne e, da qui, si originano i suoi pensieri di morte. Credo sia opportuno rivolgersi almeno al suo medico di assistenza primaria (medico di base) ed iniziare comunque un percorso di psicoterapia con lo specifico obiettivo di contrastare, in primis, le modalità ossessive di pensiero per migliorare la sua qualità di vita.

Cara Elis, la tua lettera dice due cose in modo chiaro e inequivocabile. La prima è che hai tutto ciò che serve per essere una giovane donna felice e realizzata. La seconda, in totale contraddizione con la prima, è che pensi di non voler più vivere. Lo dici in un modo asciutto, che spaventa. Si coglie il tuo riserbo e la difficoltà a far partecipe altri di questi pensieri di morte; la stessa cosa trapela quando affermi che non riesci ad avere rapporti umani e relazioni sentimentali in cui metterti in gioco e, per così dire, allo scoperto. Anche se va contro la tua natura, o almeno alla natura che ti riconosci avere in questo momento, perchè in realtà sei molto più di questo, ti invito a fare uno sforzo volontario per condividere questi pensieri di morte con qualcuno. Fallo con una persona che senti fidata, oppure con un professionista che possa aiutarti. Però fallo! C'è sempre una soluzione, solo che a volte, da soli, non la sappiamo vedere. Scrivere a questo sito è già stato un primo passo, sei stata coraggiosa a farlo. Ora completa l'opera e fai come ti suggerisco. La depressione non è che un tappo messo sopra la voglia di vivere e gioire. Più grande è il tappo e la chiusura, più grande la vitalità e l'energia che si nasconde sotto.

Non temere quindi, nessuno ti giudicherà, a chiunque tu parlerai saprà trovare il modo di aiutarti, direttamente o indirettamente. Mi auguro che tu ascolti questo appello. E' sincero e interessato a te, proprio a te, benchè non ti conosca.

Se vuoi non esitare a chiamarmi o a scrivermi ancora. I miei riferimenti sono sul sito. Ricevo a Milano e Torino.

Un caro saluto

 

Dott.ssa Barbara De Luca Catanzaro (CZ)

Cara amica sembrerebbe da ciò che scrive, che la vita le paia un peso, un peso insostenibile. Questo peso è dovuto ad una semplice inasicurezza che, tra l'altro non è la prima e non sarà l'ultima a provare, o si tratta di un ben più complesso disagio? Qualcosa che non la fa sentire adeguata, più che insicura. Mi può descrivere meglio questo aspetto? Aspetto un maggior chiarimento se ne ha voglia. Io comunque sono a sua disposizione. Cari saluti. 

Cara Elis, ti faccio i miei complimenti per le lauree, il lavoro e l'autonomia che hai conquistato, hai delle ottime capacità e risorse intellettive e una grande determinazione. Mi dispiace molto per la sofferenza che stai sperimentando, posso immaginare quanto sia dura.. Ti invito a prenderti cura di te, della tua storia, dei motivi della tua ansia ed insicurezza in modo tale che tu possa prendere per mano la tua vita e ricominciare a vivere. Una vita dove tu sia protagonista. Te lo meriti, hai già fatto un primo passo, questa richiesta d'aiuto e sei stata molto coraggiosa. Puoi fare anche il secondo passo, se vuoi ci sono, ricevo a Milano in zona Loreto. Un caro saluto e un augurio di felicità 

Gentile Elis, la storia che lei riporta sembra essere molto complessa, sarebbe opportuno poterla raccontare con tutti i dettagli necessari per poter comprendere al meglio questo difficile momento. I disordini alimentari sono spesso il sintomo di relazioni poco funzionali che meriterebbero di essere comprese. In altri termini il disordine alimentare diventa il modo per "dare voce" alla difficoltà che si sta attraversando o che ci attraversa. Penso sia importante rivolgersi ad uno specialista che possa aiutarla a "mettere in parole" le difficoltà e che la "guidi" nella rilettura funzionale di quegli eventi di vita sfavorevoli che hanno contribuito a generare i sintomi. Capisco che sia molto difficile riuscire a chiedere  aiuto ma penso anche sia molto importante.

Buonasera Elis, Grazie per aver condiviso la sua pena. È importante che lei si occupi del suo disagio facendosi aiutare ed accompagnare in un percorso che le possa mostrare delle strade verso il suo benessere. Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta per potersi affidare ad un professionista esperto nella conduzione di questo viaggio verso la vita. Resto a disposizione. Cordialità 

Cara Elis,

da quanto scrivi emerge la tua profonda sofferenza nonostante, in base a quanto dici, nonostante la tua  giovane età hai raggiunto ottimi risultati. Ansia e insicurezza rappresentano per te delle costanti e andrebbero affrontate e superate.Ti consiglio di iniziare un percorso con un professionista, che possa darti la possibilità di vivere in modo più sereno.

In bocca al lupo!

Gentile Elis, leggo che lei ha un lavoro ben retribuito...ma allora come mai non ha mai pensato di iniziare una psicoterapia? Lei è giovane e ci sono buone possibilità di fare un ottimo lavoro e riuscire a vivere una una vita piena. In questo momento sembra anche molto depressa e ci può esser bisogno anche di assumere dei farmaci, per lo meno per un periodo di tempo. Si rivolga con fiducia ad uno psicoterapeuta e ne trarrà giovamento. Sempre che lei ne voglia uscire. Buona fortuna 

Dott.ssa Federica Corbetta Monza e Brianza (MB)

Buongiorno Elis,

una lunga ed estenuante battaglia la sua! Se da tanto tempo impugna le armi, possiamo pensare che abbia tutte le ragioni per farlo e tutte le ragioni per non avere ancora ceduto; possiamo anche pensare che, forse, ora si è stancata di stare in guerra? Se ha scritto qui è perchè sa che, per fortuna, ci sono delle soluzioni alternative a quelle tanto pericolose che ha in mente...ha mai pensato di fare un percorso con un professionista? Può decidere di rivoglersi al servizio pubblico o, se vuole, può contattarmi. Le faccio un grossissimo in bocca al lupo!

Gentile Elis,

il consiglio migliore che mi sento di darti in questo momento è di rivolgerti ad uno psicoterapeuta con cui parlare del tuo profondo sconforto e della fatica che provi nel continuare la tua vita. Potrebbe essere un buon obiettivo quello di fissare una data per un primo colloquio anziché per compiere gesti estremi, come scrivi.

Dott. Paolo Quaranta Milano (MI)

Buongiorno Elis, comprendo la sua sofferenza e credo debba essere molto difficile vivere una esistenza in maniera così traumatica. Considerata la complessità di questa situazione, credo sia evidente anche a lei che non si possa procedere per consigli o con una 'dritta' data in modo evasivo, che anzi rischia di risultare controproducente. Pertanto la invito a voler prendere in considerazione l'idea di iniziare una psicoterapia individuale con l'obiettivo di analizzare le fonti del disagio e del malessere e provare a stabilire un nuovo contatto con se stessa che la faccia vivere più serenamente. Se desidera iniziarla con me, io mi rendo disponibile. Un cordiale saluto. 

Dott.ssa Valentina Roberta Morandi Monza e Brianza (MB)

Buongiorno Elis. Prima di tutto volevo dirle che sono molto contenta del fatto che sia riuscita a scrivere del suo dolore. Da come scrive temo che nessuno sappia di quello che sente dentro, forse neache i suoi genitori.

Il primo passo l'ha fatto; sta chiedendo aiuto. Continui a farlo, la prego. Scelga uno specialista che possa seguirla, ascoltarla ed aiutarla.

Un forte abbraccio. Ci terrei a sapere se dovesse decidere di seguire il mio consiglio.

Dott.ssa Greta Melli Cremona (CR)

Gentile Elis, credo che l'argomento vada approfondito a quattr'occhi perchè non è una tematica da affrontare in modo sbrigativo o nei massimi sistemi, è invece molto intima e personale. Consiglio di trovare uno psicoterapeuta o un servizio pubblico in cui poter portare il problema (importante già dirlo e parlarne). Io se vuole ricevo anche a Milano

Grazie

Cara Elis, La sua richiesta di aiuto per scegliere la vita trapela dalle sue parole gonfie di un dolore troppo forte che teme sfugge al contenimento. Tra le righe dolorose io sento, però, la forza di chiedere ancora aiuto o forse aiuto per la prima volta. Una legittimazione alla difficoltà che non riesce più a reggere se non col pensiero del 'mal che vada posso uccidermi'. Di certo il suo dolore ha radici profonde come la sfiducia che questa possa cambiare o che qno possa aiutarla a trovare un senso. Forse però la data che ora può decidere non è quella della scelta di morte e, dunque, di sospensione del dolore, ma quella del giorno in cui può decidere di vedere che senso ha per lei questo Male infernale che le toglie la voglia di essere e di esistere e forse, a questo punto, potrà cominciare a pensare a un futuro vitale. Non esiste un interruttore per accendere la luce una volta per tutte dove lei vede solo nero, ma con l'aiuto di un professionista valido capace di accogliere e condividere e soffrire con lei, questa sua sofferenza, potrà cercare una strana o delle strade dove la luce possa entrare... Le faccio i miei migliori auguri fiduciosa che una psicoterapia valida saprà disegnare con lei quella strada da percorrere. 

Dott. Fabio Fagnani Milano (MI)

Cara Elis, in genere i disordini alimentari sono anche sintomo di un disordine mentale, un disordine interno. E lo stato di insicurezza che lamenta potrebbe essere esso stesso una conseguenza di questa sorta di confusione interna. Mi sembra probabile che da anni stia vivendo una sofferenza più o meno indefinita, senza nome, cioè senza che sia riferibile con precisione all’oggetto che la causa. E naturalmente i pensieri suicidari appaiono come apparente rimedio a tale sofferenza.

Ma… non ha mai pensato di farsi aiutare seriamente, cioè di rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

E’ giovane, e dunque con enormi possibilità di miglioramento. Sarebbe un vero delitto lasciarsi andare a questa che sembra una deriva distruttiva.

Un caro saluto.

Elis, la cosa da fare ora è prendere il telefono è fissare un appuntamento con lo psicologo che hai scelto. Oppure sceglilo cercando su internet gli psicologi presenti nella tua zona o contattando il consultorio familiare della tua zona. Ora che sei riuscito a scrivere qui è indice di un buon momento per te, ti dice che sei in grado di direzionale la tua energia per raggiungere uno scopo: chiedere aiuto. Sfrutta questo momento e fissa un appuntamento al più presto. Al consultorio e' gratis. Sfrutta questo slancio adesso. Vedrai che lo trovi un altro modo di risolvere la situazione. Il tuo messaggio lo dimostra. Credi in te e fissa un appuntamento al più presto. Ciao Elis, sono con te.

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