Credo di essere in fase depressiva

francy

Buongiorno e grazie per l'attenzione.. Credo di essere in fase depressiva segnata da periodi di umore altissimi e poi bassissimi, ho notato che se un giorno sono euforica il giorno successivo devo fare i conti con un umore nero e intollerabile anche per me, oltre per chi mi sta a fianco. I periodi di malessere oramai,sono di gran lunga superiori a quelli di benessere, La notte non dormo e l'ultima volta anche dopo aver assunto un ipnotizzante sono rimasta sveglia quasi tutta notte, Mi accorgo che reagisco in modo eccessivo sopratutto in ambito sentimentale, i dubbi mi torturano la mente, in pratica non mi fido più del mio uomo, e questo non mi permette di vivere serenamente il mio rapporto, tanto chè ogni settimana ho questo mio forte desiderio di controllare e di capire. Vivo giorno e notte con i sospett, mi sento impotente. Il giorno non riesco a concentrarmi in ufficio, e il pensiero ossessivo che si presenta dalla mattina appena apro gli occhi e lo porto con me fino alla sera quando riesco a chiudere gli occhi. Ho pensato di ricorre ai farmaci, ma sono combattuta. francy

19 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Francesca, la situazione di malessere che riporti merita attenzione e cura. Da quanto tempo dura? Mi sembra una buona opportunità prendertene cura iniziando una psicoterapia, se non c'è una remissione dei sintomi entro un tempo definito o se i sintomi peggiorano potrebbe essere necessario anche un supporto farmacologico. Se vuoi contattarmi ricevo in zona Loreto-Buenos Aires il Martedì ed il Sabato. Un caro saluto

Buongiorno Francy,

ho letto con attenzione quello che scrive rispetto al suo stato di malessere e comprendo la sua sofferenza e la sua difficoltà ad affrontare la situazione.

Da quello che scrive, più che essere in fase depressiva mi pare che soffra di un umore ciclotimico (cioè proprio con le oscillazioni tra momenti di euforia e di tristezza come da lei descritto), con l'aggiunta dei pensieri ossessivi e di sospettosità che non la fanno dormire, peggiorando di conseguenza il suo stato durante il giorno.

In questa situazione, gli psicofarmaci potrebbero anche aiutarla per esempio a dormire meglio, ma senz'altro non sono sufficienti per farla uscire dalla situazione complessiva. E' consigliabile contattare un professionista che la può aiutare ad affrontare con cura la sua situazione. Se volesse, io sono disponibile ad incontrarla per parlarne di persona ed eventualmente pensare insieme ad un percorso mirato. Mi può scrivere all'indirizzo e-mail: dott.enricocatalano@gmail.com

Intanto la saluto cordialmente.

Gentile Francesca, di fronte ai cambiamenti repentini di umore ci sono due possibilità di intervento: una farmacologica, che prende la forma di un colloquio approfondito con uno Psichiatra, l’unico in grado di fare una diagnosi corretta tale da prescrivere uno psicofarmaco idoneo, l’altra più relazionale, con uno Psicoterapeuta, che la possa aiutare a capire quali sono le motivazioni eventualmente collegate ad una oscillazione del tono dell’umore. Le due strade ovviamente non si escludono a vicenda, anzi, basta capire da che parte sente il desiderio di iniziare per avere maggiore comprensione rispetto a quanto le sta accadendo. Cordialmente

Gent. Francy, la sua descrizione fa effettivamente pensare che stia attravesando un periodo di depressione di una certa importanza, con fasi di maniacalità. Nella mail non dice da cosa sia scaturito tutto ciò, se ci sia stato un evento particolare che ha innescato questo suo stato emotivo. In queste situazioni ha una sua importanza capire se vi siano cause reali. La mancanza di sonno non può che aggravare il suo malessere. Il ricorso ai farmaci va valutato attentamente perchè, se da un lato possono attenuare la fase acuta depressiva, da un altro non risolvono di per sè il problema ed hanno possibili effetti collaterali. Un aiuto psicoterapeutico potrebbe esserle d'aiuto, valutando anche l'eventuale necessità di una terapia farmacologica. Un caro saluto.

Gentile Francy, è chiaro che lei sta soffrendo molto di qualcosa che non riesce a spiegarsi. La scelta di ricorrere ai farmaci è una possibilità che va valutata con grande attenzione, e sempre consultando anche uno psichiatra. Il fatto che lei stia considerando questa eventualità mi fa però pensare che abbia delle risorse per affrontare la sua situazione, ma che abbia bisogno di aiuto per capire di che cosa si tratta. Nel caso in cui fosse interessata ad un appuntamento, mi contatti pure. Se se ne presentasse l'eventualità, ho la possibilità di lavorare in équipe con uno psichiatra di fiducia. Cordiali saluti.

Dott.ssa Maria Concetta De Giacomo

Dott.ssa Maria Concetta De Giacomo

Monza e della Brianza

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Gentile Francesca , quello che lei descrive potrebbe essere una depressione bipolare , le consiglio una visita specialistica e un percorso psicoterapico perché se le crisi depressive rispetto ai momenti positivi sono in aumento, come lei descrive,  e' difficile che da sola possa trovare una soluzione. Si affidi con fiducia e vedrà presto si sentirà meglio, gli sbalzi d'amore oltre a renderle difficile vivere bene potrebbero "danneggiare" le sue relazioni e aumentare il senso di solitudine che prova  . Tanti cari auguri!

Dott.ssa Lucia Chiarioni

Dott.ssa Lucia Chiarioni

Monza e della Brianza

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Buonasera... Ho letto la mail. Effettivamente deve essere un periodo critico per gli sbalzi del umore e mancata fiducia per il compagno...però di solito la depressione è una reazione...spesso è una rinuncia. Conseguente ad alcune scelte che forse hanno inciso negativamente Sulla sua vita. Purtroppo gli psicofarmaci avranno un effetto ma non cambiano la qualità dei propri pensieri...quindi non è più opportuno fare una terapia e gestire in modo diverso questa mancanza di fiducia, questi sbalzi di modi di vedere e sentirsi?

Gentile Francy, credo che lei usi il termine fase depressiva non tanto come intendiamo letteralmente noi psicologi ma per indicare un momento di difficoltà nel rapporto con il suo compagno. Presenta dei dubbi che andrebbero meglio ricostruiti all interno della sua storia di vita e questo lo può fare grazie ad uno psicologo o psicoterapeuta. Lasci stare il fai da te anche per quanto riguarda i farmaci che in caso penso debbano essere assunti su consiglio di un esperto quindi se ha intenzione di prenderne deve chiedere un colloquio con uno psichiatra. Io le consiglio comunque di rivolgersi ad un terapeuta perché proprio perché è una fase così come è venuta passerà. Saluti.

Cara Francy, da quello che racconti si evince molta sofferenza e immagino la tua preoccupazione. Da quello che scrivi non è chiaro quali siano state le cause scatenanti di tutto questo, se riesci a riconoscerle, poichè a volte eventi luttosi, perdite o traumi possono essere alla base di situazioni simili, che allora prenderebbero un significato più definito. Non sono contro i farmaci, a volte per stabilizzare l'umore possono essere efficaci e alleviare la sofferenza. Ti consiglio comunque di rivolgerti al più presto ad uno psicologo/a della tua zona in modo da approfondire con lui questi aspetti e provare a stare meglio. Spero di esserti stata d'aiuto.

Dott.ssa Gloria Baisini

Dott.ssa Gloria Baisini

Brescia

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Buongiorno,

in affiancamento ad un eventuale trattamento farmacologico mirato ad abbassare l'intensità del malessere accennato, la inviterei a prendere in considerazione la possibilità di una consulenza psicologica per meglio comprendere il disagio alla base che sembra essere di carattere relazionale ("i dubbi mi torturano la mente, in pratica non mi fido più del mio uomo").

I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo

Dott.ssa Annalisa De Filippo

Milano

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Buongiorno Francy, 

I farmaci non sono certamente un 'ipotesi da scartate, ma solo se somministrati da uno psichiatra e dopo un approfondito colloquio.

Suggerisco inoltre, e con forza,  che una terapia farmacologica è efficace insieme ad una psicoterapia.

Con la psicoterapia si potrà occupare in modo serio di se stessa per ritrovare il sole e non vederlo più nero.

Cordialmente,

Buona giornata Francy,

leggendo la sua lettera mi arriva la sua grande fatica e al contempo la ricchezza di più elementi su cui riflettere: gli sbalzi di umore tra periodi altissimi e periodi bassissimi, i periodi di malessere superiori a quelli di malessere, i disturbi del sonno anche a fronte di un ipnoinducente, i sospetti misti al desiderio di controllo, le reazioni eccessive, elementi che andrebbero esplorati ulteriormente per dare un senso a ciascuno rispetto alla sua situazione attuale e alla sua storia e per dare loro un senso comune mettendoli in relazione.Lei stessa ha ha provato a dare un significato a tutto ciò che le succede dentro, nei suoi pensieri, e fuori, nelle sue relazioni, definendo questo momento della sua vita fase depressiva. Potrebbe essere il punto da cui partire con un professionista per farsi accompagnare in questa fase delicata della sua vita e superarla.Mi rendo disponibile per una valutazione e un supporto psicologico.Quanto ai farmaci ne andrebbe valutata l'opportunità o meno con un collega medico.

Dott.ssa Stefania Pollice

Dott.ssa Stefania Pollice

Varese

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Cara Francy,

ha descritto molto bene ciò che le capita, sia interiormente che esternamente. Credo che la situazione che ci racconta meriti del tempo per capirla e per capire come affrontarla al meglio. Sarebbe ottimale parlarne vis a vis con un professionista quanto meno per orientarla circa il percorso da seguire. Se crede mi contatti pure, il primo colloquio è sempre gratuito. A presto

Salve Francesca,

quanto descritto fa ritenere ci sia una complessità di eventi a progressione circolare cioè ogni effetto finisce per diventare causa di un altro effetto e così via in un crescendo di disagi di cui si finisce per non trovare  il così detto “bandolo della matassa”, ovvio quindi finire nel tunnel del dubbio che tutto mette in discussione.

Nella mia esperienza per il pensiero ossessivo e rimuginante la soluzione farmacologica mostra dei limiti, essendo il contenuto del pensiero conseguente a problemi da risolvere chimicamente non rimovibili.

Capisco la tendenza a ricorrere al farmaco come soluzione più veloce almeno del sintomo insonnia, esso stesso divenuto concausa del suo disagio ma oltre che consigliarle di affidarsi eventualmente ad un medico per la scelta del farmaco più idoneo al suo caso (un ipnoinducente può essere la soluzione corretta in caso di difficoltà di addormentamento non per i risvegli notturni o precoci).

Valuterei attentamente la situazione, facendosi aiutare da bravi psicoterapeuti e abitando lei a Milano non le sarà difficile trovarne.

cordialmente

Dott.ssa Armanda Salvatori

Dott.ssa Armanda Salvatori

Milano

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Salve Francy, sembra che tu stia affrontando un periodo particolarmente difficile. Variazioni improvvise dell’umore, soprattutto se apparentemente slegate da motivi o eventi particolari, possono risultare disorientanti e stancanti. Allo stesso tempo lo stress è in grado di ridurre le nostre energie per affrontare la giornata e limita la possibilità di “ricaricare le batterie”, impedendoci di dormire e di fermare i pensieri (da qui la difficoltà a concentrarsi, i dubbi e la necessità di controllare in maniera eccessiva), rendendoci talvolta tesi e reattivi. In questi casi è opportuno valutare la situazione con un professionista, i farmaci sono indicati per ristabilire la possibilità di recuperare energie e stabilità, mentre un consulto psicologico può risultare utile per alleviare e gestire tensione, ansia e difficoltà relazionali.

Dott.ssa Francesca Fanini

Dott.ssa Francesca Fanini

Milano

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Buongiorno Francy,

i farmaci possono essere un valido aiuto se combinati ad un percorso terapeutico.

Il suggerimento che mi sento di darle è quello di non lasciare cadere la sofferenza che vive ma di darle spazio e ascolto. Un primo passo di richiesta di aiuto lo ha già fatto scrivendo queste righe; il secondo potrebbe essere quello di intraprendere un percorso psicologico.

Cordialmente

Dott.ssa Valentina Delfrati

Dott.ssa Valentina Delfrati

Milano

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Sig.ra Francy,

Immagino che abbia già affrontato la questione con il Suo compagno, che mi sembra tra le cause di questo Suo disagio. Credo che Lei abbia comunque bisogno di un trattamento psicoterapico. Prima, però, ne parli con il Suo medico curante, che, credo, potrà darLe indicazioni farmacologiche anche più generali, non necessariamente riferite all'insonnia e ai Suoi stati d'animo. Anzi, medicalmente, il problema che Lei ci sottopone va visto, in prima battuta, molto dall'alto e spolarizzandolo rispetto al disagio psichico. Per poi eventualmente decidere un trattamento che, da quanto Lei ci scrive, dovrebbe essere, ripeto, psicoterapico più che farmacologico, o, al massimo, misto.

Cordiali saluti

Gentile utente,

per prima cosa, dovrebbe chiedere un consiglio al suo medico curante. Potrebbe essere necessario un consulto psichiatrico e, secondariamente, può valutare l'idea di iniziare un percorso di psicoterapia, privatamente o attraverso la sua Asl di appartenenza.

Un caro saluto

Dott.ssa Valentina Nappo

Dott.ssa Valentina Nappo

Napoli

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Cara Francy, è sempre molto facile parlare di depressione e nel tuo caso l'utilizzo di questo termine potrebbe essere addirittura fuorviante. Molto spesso la depressione è la conseguenza di qualcos'altro, ma mai la causa primaria del disagio. Nel tuo caso ho l'impressione che ciò che ti induce nel disturbo di cui parli è una forte tendenza al pensiero ossessivo. Pensiero ossessivo che, come sei bravissima a spiegare, diviene dubbio.

Per la scuola di pensiero di cui faccio parte (la terapia breve strategica), questo particolare modo di porsi le domande e cercare di trovarvi risposta, si chiama "Dubbio Patologico"

Io ti consiglio un percorso di psicoterapia in grado di sciogliere la cattiva abitudine che il tuo pensiero ha preso. Mi scuso per il ritardo della risposta, ma se vuoi un consiglio per il nominativo di un buon collega che lavora nella tua zona non esitare a chiedermi.

Dott. Andrea Calò

Dott. Andrea Calò

Milano

Il Dott. Andrea Calò offre supporto psicologico anche online