Elaborazione del lutto

Elaborazione del lutto

Vincenza

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Ad ottobre ho perso mio marito per Covid, è stato per me una lacerazione dell'anima poiché eravamo una sola persona, ho visto il mio mondo crollare. Ho due figlie grandi che vivono ancora con me, la più grande dovrebbe sposarsi quest'estate. Dal primo giorno ho continuato a cucinare, badare la casa come un automa, forse perché il trauma mi aveva irrigidita, da premettere che mio marito non ha potuto avere un funerale poiché tutte e tre eravamo positive. Dopo circa due mesi abbiamo fatto una messa a suffragio. Ho cercato da poco tempo di regalare gli abiti di mio marito per cercare di elaborare il lutto, di svuotare cassetti, armadi. Pensavo di sentirmi meglio ma dopo mesi tutto ciò che mi ricorda mio marito e se vedo due persone insieme (marito e moglie) sto ancora peggio. Sto diventando cattiva? Vorrei sentirmi più serena ma ciò non avviene.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, 


dalla sua breve descrizione trapela un vissuto doloroso e profondo. La perdita di una persona cara genera sempre un vuoto abissale;quando poi si parla di un coniuge, persona con la quale lei ha vissuto e condiviso tanti progetti di vita, questo dolore appare ancora più forte. Le emozioni di cui lei parla sono assolutamente vere e normali nella sua situazione. Vedere delle coppie suscita in lei sentimenti contrastanti, inclusa la rabbia legata alla scomparsa di suo marito. Lei non è assolutamente cattiva! Semplicemente sta attraversando e vivendo un insieme di emozioni intense e a volte probabilmente, anche confuse, legate al lutto che sta cercando dolorosamente di elaborare. Purtroppo non ci sono tempi prestabiliti per superare momenti come questo; il dolore è soggettivo così come lo sono i tempi di elaborazione di un lutto. Forse in questo particolare momento di vita che sta attraversando, così delicato e difficile, richiedere un supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire meglio le sue emozioni. 


Cordiali saluti


Dottoressa Maria Anna Di Meo 

Gentile Vincenza, comincio dalla fine, non è una questione di cattiveria. Quello che le è successo ha chiaramente modificato la sua prospettiva sul mondo e sulla vita in generale. Non è mai facile accettare la scomparsa di una persona amata, tanto meno se avviene in condizioni drammatiche come nel suo caso. Da un lato c'è il vuoto emotivo che chiaramente è incolmabile, ma c'è anche un altro tipo di vuoto, quello sul piano della nostra identità. Un legame così stretto inevitabilmente finisce per dare un senso anche a noi stessi non solo come membri di una coppia, ma anche come singole persone. è come se la scomparsa di suo marito l'avesse messa di fronte ad una diversa progettualità sul futuro del tutto diversa da quella che aveva ipotizzato e sulla quale aveva investito. è del tutto comprensibile il suo desiderio di sentirsi più serena, ma prima è necessario che lei lavori su una ristrutturazione della sua identità alla luce di questo evento luttuoso che ha vissuto e che continua a vivere. Le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia, finalizzato a tale scopo, potrebbero bastare anche poche sedute. Sperando di esserle stato d'aiuto, la saluto cordialmente.


Dottor Giovanni Romito, psicologo e psicoterapeuta. Riceve a San Lorenzello (Bn) e on line. 

Carissima Vincenza,


La mente é meravigliosa, ci protegge dai dolori più grandi, ma pian piano quei dolori reclamano un elaborazione.


Elaborare non é togliere tutto dagli armadi e guardare le coppiette stando sereni....tutto questo arriverà dopo, fra un certo tempo.


Il primo passo é vivere le emozioni, che sono tante e complesse, talvolta ciò é possibile solo con una mano che almeno in un primo periodo ci sostiene, per la batosta, o permettimi la metafora, il rinculo dell'onda, appena sentirai realmente, sarà così forte da farti vacillare.


Chiedi un sostegno psicoterapeutico almeno per un primo periodo, e no, non sentirti cattiva....il fastidio che provi é normale e passerà, ma ci vuole tempo....


Un saluto


psy Marcella Angioni

Cara Vincenza, purtroppo un lutto ha bisogno del suo tempo fisiologico per essere elaborato o superato... il che non vuol dire perdere il ricordo della persona scomparsa, ma anzi tenerne nel cuore la buona presenza che è stata nel cammino di vita percorso insieme e quello che di lui ha interiorizzato in se stessa.


Può darsi che adesso queste le suonino come parole vuote... me ne rendo conto.


A mio avviso, rivolgersi a qualcuno, intendo un/una psicoterapeuta, che la possa aiutare ad elaborare il suo dolore e a riprendere la sua vita, l'aiuterebbe molto.


Nel frattempo, non smetta (e non si stanchi mai) di condividere con le persone che le sono vicine i suoi sentimenti... come ha già fatto con noi: qui agisce il principio della semplice narrazione.


Potrebbe anche compiere dei piccoli rituali di saluto, che siano personali e solo suoi (in questo senso, faccia quello che sente più idoneo, ad esempio, dire una preghiera quotidiana, scrivere un pensiero su un diario, portargli un fiore, tenere un foto con sé... va bene tutto purché le sia utile).


Le auguro di stare meglio presto.


Un saluto cordiale.


Dott.ssa Verusca Giuntini

Cara Vincenza, il suo dolore è incurabile. Una perdita insanabile. Può solo cercare di farlo decantare, anche se le rimarrà sempre. Per aiutarsi a farlo decantare anziché lottare con le sue memorie, può darsi un spazio quotidiano indicativamente di 30-60 minuti, da dedicare alla sua galleria dei ricordi. Dovrebbe costruire nella mente una sorta di galleria dei ricordi, sia di momenti belli che brutti. Una galleria di momenti vissuti con suo marito, incorniciati, che lei ogni giorno visiterà con l'immaginazione, come fosse il suo museo personale. Questo darsi uno spazio e un tempo per il lutto, la tristezza e la malinconia, e forse anche per i sorrisi, la aiuterà a far depositare l'assenza e l'abbandono e piano piano tornare a vivere.


Per aiutare le persone ad elaborare il lutto noi proponiamo un esercizio

Gentile Vicenza,


non si incolpi per i pensieri che sta facendo. E' normale dopo un lutto così importante che i valori, la vita, alcuni pensieri o scelte possano venir messe in discussione. Talvolta anche verso se stessi alcune persone tendono a diventare più severe. Il lutto prevede delle fasi prima di un superamento che possono proprio coinvolgere non solo lo sbalordimento ma anche momenti di rabbia, senso di vuoto, ecc. Le consiglio di darsi tempo, di non giudicarsi, di cercare l'affetto dei suoi cari, di fare cose che la possano far star bene e magari riprendersi, anche se non avrebbe mai voluto, degli spazi per lei. Se la sua vita quotidiana però sta subendo delle modifiche, non riesce mai a sorridere, non sta bene, ecc. le consiglio di valutare anche un breve percorso di supporto psicologico per essere aiutata e supportata in questo momento di vita difficile e faticoso.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza online.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Buongiorno Vincenza, 


non sta diventando cattiva, assolutamente.


Non ha dato a se stessa il tempo di elaborare e accettare la perdita, ha relegato le sue emozioni in un posto che credeva sigillato ermeticamente ma nessuna emozioni rimane lì chiusa per sempre. Ci sarà sempre qualcosa che le riporta fuori e se non gestite le faranno sempre più male.
Sicuramente per proteggere le sue figlie avrà tirato su un muro anche con loro in merito alla perdita ma il primo passo è mostrare anche loro ciò che prova.


Il mio consiglio è parlare con qualcuno, ha bisogno di confrontarsi e farsi aiutare. Sono a disposizione se vuole parlarne.


 

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