Disturbi dell'eccitazione sessuale

Non riesco a lasciarmi andare

elisa

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Salve sono elisa ho 26 anni e sono sposata da circa 3 mesi ma sto insieme a mio marito da 3 anni e abbiamo un bambino di 15 mesi. Volevo sapere perché non riesco a sciogliere il blocco che nel fare l'amore con il mio compagno...non riesco a lasciarmi andare anche se ho voglia, vedo il mio compagno soffrire perché magari lo facciamo una volta e poi per 2 o 3 mesi non sento il desiderio di farlo e anche quando mi riesco a fare l amore comunque lo sento che una parte di me non c'è. Potete aiutarmi?

21 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Elisa, avrei bisogno di farle io delle domande per risponderle: questa sensazione ce l'ha sempre avuta o è comparsa in un momento particolare? Per esempio dopo il parto? O era una cosa che provava anche nelle precedenti relazioni? Per caso durante il parto le hanno fatto l'episiotomia (un intervento per facilitare il parto naturale che consiste in una incisione nella parte laterale della vagina )? Se così fosse questa, potrebbe causare dolore per la sua cicatrizzazione. Ha fatto una visita ginecologica per accertarsi che episiotomia a parte non ci siano problemi organici? Quanto alla voglia che non sente, nelle volte in cui ha fatto l'amore ce n'è stata qualcuna che l'ha appagata e soddisfatta? Se si, riesce a recuperare gli elementi che in quelle occasioni gliel'hanno permesso? Si permette di chiedere all'interno della coppia le cose che le piacciono o ha paura di qualcosa? Riesce a dire no quando è no e si quando è si? Ci sono altre situazioni nella vita in cui non riesce a lasciarsi andare? So che non è una risposta vera e propria, ma a volte farsi delle domande è più utile che darsi una risposta. In bocca al lupo. Resto a disposizione.

Ciao Elisa, spero lei abbia avuto già una risposta soddisfacente al suo problema. Ma una in più non guasta mai pertanto ci provo anche io. Il lasciarsi andare e il non aver voglia sono due cose diverse e si da sempre la colpa a chi questa voglia non la sente, ma le cose a volte sono diverse. Le do qualche spunto di riflessione così magari ha modo di vedere il problema da un'altra angolazione.

Si è mai masturbata? Suo marito è il primo uomo che ha avuto e con cui ha fatto sesso? Le piace l'approccio che ha suo marito (preliminari, modo di toccarla, ecc.)? Ha mai fatto delle fantasie sessuali? Le ha mai messe in atto? Giocate? Il contatto fisico è presente durante il giorno? Insieme alle altre risposte che ha avuto dai miei colleghi, provi a riflettere anche su queste cose. Si ricordi che una medaglia ha sempre due facce dipende come la guarda. Buona giornata

buon  pomeriggio

gentile elisa

da quanto tempo ha questo blocco sessuale, che cosa è successo nella sua vita, la nascita di un figlio cambia le cose, potrebbe essere un periodo, credo che  un terapeuta  possa aiutarla , ha farlla parlare delle sue emozioni ...

lasciarsi andare non è cosi male ...si prenda cura di se ..

Salve Elisa ,lei fa una domanda su un sapere relativo al “lasciarsi andare“ che richiama l'abbandonarsi,il fidarsi e tutto quello che a lei verrebbe in mente da dire in uno spazio clinico. Parla inoltre di una mancanza di desiderio, è presente anche in altri ambiti della vita? (Lavoro,alimentazione,divertimento).
La invito a soffermarsi su quella parte di lei che “non c'è“ durante i rapporti,e a quanto possa legarsi al lasciarsi/lasciare andare. Inizi a farla propria attraverso la parola in uno spazio clinico,“lo scioglimento del blocco“ viene dopo aver riconosciuto i legami/i nodi del blocco stesso. Le dò la mia disponibilità. Un caro saluto

Salve Elisa

mi dispiace per la sua situazione ma quando si è in coppia è sconsigliato che l'intervento per problemi sessuali lo faccia un solo membro della coppia. La coppia funziona come un sistema quindi le problematiche riguardano entrambi e l'interazione tra i due. Caillè, noto terapeuta di coppia dice che uno più uno fa tre! Le consiglio una consulenza di coppia presso un terapeuta di coppia o familiare. Se avesse intenzione mi ricontatti ho molti riferimenti su Roma e Latina. In bocca al lupo

Gentile Elisa,

se un consulto può darle qualche indicazione, una diagnosi psicologica più precisa richiede almeno un colloquio. E’ necessario conoscere qualcosa in più della sua vita, delle sue relazioni, dei tentativi fatti finora per risolvere il problema  ecc. per avere un quadro completo della sua persona  e cercare le strade più idonee per combattere il disturbo.  Consulti perciò uno psicoterapeuta;  la risoluzione dei  sintomi richiede ovviamente un percorso psicoterapeutico che tuttavia con le Psicoterapie Brevi è solitamente di poca durata. Cordiali saluti

Carissima sai che esiste il counselor sessologico oppure anche lo psicologo? credo che potresti rivolgerti a qualcuno nella tua zona per capire cosa succede ed anche come fare a sbloccarti. da un sito e per iscritto ogni risposta sarebbe generica. invece per te e per il tuo marito sicuramente c'è un incastro giusto, ricorda comunque che la gravidanza ed il parto lasciano la donna con ormoni e forze temporaneamente deboli, e questo può essere anche il tuo debole desiderio.

Buongiorno Elisa, mi chiedo se quella parte di sé che non si  “lascia andare” nel rapporto di intimità con il partner è sempre stata presente in lei o se è emersa dopo la maternità.

Comunque, da quello che esprime, sono più convinta che la difficoltà a “ lasciarsi andare” nel rapporto sessuale nel presente sia emerso nel corso e dopo la maternità.

Di fatto, dopo la maternità è piuttosto frequente che una  donna presenti la  difficoltà  nel lasciarsi  andare nel rapporto sessuale con conseguente  carenza di desiderio in quanto, nel periodo della gestazione e dopo avere avuto un figlio, il corpo femminile è strettamente più legato a quello del figlio che a quello del partner.

 Inoltre, in questa situazione, lo stesso corpo si sente stanco per la maternità, il parto e le attenzioni che richiede un neonato, modificando le abitudini del quotidiano.

 Ed un corpo stanco reagisce soprattutto con la tensione, il blocco e la mancanza  nel desiderio di lasciarsi andare in quanto è costantemente in stato di “stress” psico-fisico.

 Questa è una situazione passeggera che si supera gradualmente chiedendo al proprio partner la pazienza, la condivisione delle coccole, delle tenerezze e della complicità nel seguire il proprio figlio anziché orientarsi nella parte finale del rapporto sessuale .

Costringersi ad essere come prima della maternità  può portare degli equivoci affettivi nella coppia e quindi vi consiglio di comunicare reciprocamente le personali difficoltà nell’essere, nell’esprimere, magari come prima, la vostra sessualità: lasciate che emergano le vostre emozioni e i vostri sentimenti per poi trovare insieme un nuovo equilibrio affinchè il desiderio sessuale emerga nuovamente in ciascuno di voi in modo più profondo e all’insegna di un cambiamento familiare nonché individuale.

Cordiali saluti

          

Cara Elisa, il problema che espone riguarda la sua sofferrnza personale e in qualche modo una difficoltà che riverbera sulla coppia. Il suggerimento che mi sento di darle, avendo così poche informazioni a disposizioe, è quello di consultare un esperto/a psicoterapeuta che possa aiutarla a in questo frangente cosi delicato e per il quale vale la pena chiedere un aiuto specialistico per cercare una soluzione. Distinti saluti

~~Buongiorno, Elisa, le cause di una difficoltà nel lasciarsi andare durante un rapporto sessuale possono essere di vario tipo. Per es. possono esserci opinioni errate o distorte sulla sessualità umana o la sensazione che perdere il controllo è terribile o pericoloso. Intanto bisogna comprendere meglio in che modo si manifesta questa difficoltà, quali sono i vissuti a livello di pensiero, di emozioni e sensazioni che Lei può provare prima, durante e dopo il rapporto sessuale. Per darLe una risposta più approfondita sarebbe utile avere questi dati aggiuntivi. Provi intanto ad interrogarsi se in Lei ci sono sentimenti di inadeguatezza rispetto alla femminilità e all’aspetto fisico. Se vi è repressione o scarsa consapevolezza dei Suoi desideri. Oppure se c’è presenza di sensi di colpa inopportuni. Oppure se ci sono delle modalità di approccio da parte del Suo compagno (o atteggiamenti) che La disturbano o problemi relazionali della coppia che si possono riflettere sulla vita sessuale. Infine va  anche compreso se ci possono essere eventuali condizioni mediche che possono creare difficoltà nelle diverse fasi della Sua sessualità. Per es. problemi endocrini, uso di farmaci, debilitazione generale dell’organismo per varie cause o la presenza di dolore cronico, di qualunque tipo esso sia. Un cordiale saluto,

Buonasera Sara, Sembra che nonostante la sua giovane età lei ha molti impegni seri. Occuparsi di un bambino necessità di molte energie... Tolto poi tutto il resto quanto le resta di energie nello spendere in leggerezza? Il desiderio sessuale secondo lei può esprimersi liberamente? Se la sua testa è piena di cose come e quanto lei ha possibilità di contattare la sua parte adolescenziale, quella frivola fatta di cose superficiali... Ma forse alle volte anche quelle sono necessarie? Se nn ci fosse quest'area bloccata a dire che qualcosa nn va... Cosa altro lei segnalerebbe k in questo momento della sua vita forse va presa in mano e discussa?? Cordialmente

Cara Elisa, nella tua richiesta mancano alcuni elementi importanti come: 1) da quanto tempo hai questo "blocco"?; 2) quando hai avuto il primo rapporto sessuale e come ti sei sentita?; 3) ti é successo altr volte?; esistono problemi (o ci sono stati) relazionali con tuo marito?; 4) hai disturbi/dolori durante il rapporto? etc...

Comunque ritengo che tu debba affrontare questa problematica con uno specialista psicologo-a/sessuologo-a ma prima rivolgiti al tuo ginecologo/a  per visita di controllo e parlane anche con lui/lei. Sperando di esserti stata utile ti facciamo i miei auguri e ti lascio un cordiale saluto.   

Cara Elisa, Quello di cui parla è un problema che ritengo vada affrontato in una consulenza di coppia. Le spiego: lei parla di sè stessa, ma anche di quello che secondo lei prova il suo partner quando fate o non fate l'amore, però non abbiamo la versione dalla viva voce di lui. Sarebbe importante invece capire ciò che prova e come vive anche lui il vostro rapporto sessuale per potervi dare qualche suggerimento. Molto probabilmente il problema non è da affrontare tanto o solo sul piano sessuale, ma su quello della comunicazione fra voi due. Le emozioni e le percezioni che proviamo quando facciamo l'amore sono direttamente legate alla qualità e agli equilibri della relazione di coppia. Così come l'intesa sessuale, che è una parte dell'intesa generale tra i partners dentro e fuori dal letto. Le posso suggerire perciò di provare a parlare con suo marito di questo problema, e capire se anche lui lo percepisce come tale, per poi eventualmente decidere di consultare, insieme, un terapeuta. Io ho lavorato in diversi casi su problemi di questo tipo, e i risultati più soddisfacenti li ho ottenuti proprio lavorando con le coppie. Infine una piccola annotazione: quando lei dice che una parte di lei non è presente, si riferisce ad una parte mentale, o ad una parte del suo corpo? Intendo: è la sua mente che non si sente presente, oppure ci sono percezioni che si aspetta di sentire dal suo corpo e non sente?

Rimango a disposizione per ogni chiarimento. Auguri e un cordiale saluto.

La tematica si presenta con vari aspetti anche per quanto riguarda cosa fare per migliorare la situazione. Intanto diciamo che una parte delle cose che potrebbero essere fatte nell'ambito di una specifica psicoterapia, potrebbe essere quella di affrontare il problema assieme al partner. Ritengo che questo faciliterebbe quel trovare le giuste modalità di superare il problema. L'immagine che mi piace dare a chi mi pone problemi di questo tipo è il ricordare che quando una coppia vuole imparare un ballo, il tango ad esempio, ma la considerazione vale in generale, ha la necessità di provare i passi ed il farli armonicamente assieme.

Certo può esserci una tematica anche strettamente personale che può emergere nell'ambito di un colloquio clinico.

Diciamo comunque che scoprire la tematica del gioco nell'ambito della sessualità di una coppia è molto importante.

Inoltre la sessualità deve tenere anche presente le differerenze fisiologiche dei due sessi e la componente di accettazione della propria sessualità.

Buongiorno Elisa,

le difficoltà legate alla sfera sessuale sono complesse e articolate, non ultimo perché hanno a che fare allo stesso tempo con noi stessi e la nostra provenienza, le nostre rappresentazioni, i modelli a cui apparteniamo e i loro valori, e con l’altro, poiché non c’è un sintomo che sia più intimamente relazionale della sessualità.

Proprio per questo doppio canale sarebbe da preferire un lavoro di coppia in cui ciascun partner può sicuramente essere di aiuto all’altro in una dimensione che, a prescindere da chi è il portatore della difficoltà, coinvolge sempre entrambi. Avete mai pensato di chiedere una consulenza come coppia?

Mi pare che tu riesca a cogliere bene tutti questi punti e che, dalle tue parole, il tuo compagno sembra essere particolarmente sensibile e disponibile nei tuoi confronti e nella relazione.

Resto a tua disposizione,

Cordialmente

Dott.ssa Sara Pagliara Ravenna (RA)

Salve Elisa, si potrebbe trattare di un blocco emotivo o essere qualcosa collegato al suo passato. Difficile dire di più con così pochi elementi. intanto bisognerebbe capire se questo è sempre stato così o se ci sono satstati dei cambiamenti che possiamo fare risalire a tale problematica. Sicuramente la nascita di un figlio per quanto piena di gioia possa essere è anche un fattore notevole di stress per tutti i cambiamenti che comporta sia nel ruolo di donna che nel rapporto di coppia.Se ha piacere possiamo prendere un appuntamento nel mio studio privato sito a Faenza (RA). Cordiali Saluti

Cara Elisa,

purtroppo non è facile rispondere alla sua richiesta d'aiuto in poche righe e sopratutto sarebbero necessarie ulteriori informazioni in merito per comprendere più a fondo la questione e poter risalire al "perchè" le succede questo. Quello che mi sento di dirle è che quando parliamo di sessualità nella coppia sono in gioco delle dinamiche complesse che appartengono a entrambe i coniugi (e mai a uno soltanto, ci tengo a sottolinearlo) che andrebbero comprese e analizzate nel contesto giusto. In merito alla situazione che descrive, sono molte le donne che si trovano a vivere una difficoltà a lasciarsi andare, non c'è niente di patologico o di assurdo, a volte c'è solo un sistema sessuale di coppia disfunzionale oppure un conflitto proprio della persona che deve e può essere risolto o ancora un'assenza di comunicazione. Quello che è certo è che come ogni momento di impasse, anche questo può essere superato con relativa facilità. La spinta alla comprensione che, di fatto, le appartiene è sicuramente un buon inizio verso la risoluzione del "problema". Le consiglio di prendere in considerazione di rivolgersi a uno psicologo specializzato in modo da superare questa difficoltà e riguadagnare il dovuto benessere psicosessuale.

Un saluto e buona giornata

Gentile Elisa, capisco la sua ansia e la sua preoccupazione. Il problema che espone rivela molto probabilmente un’origine psicologica. E’ senz’altro possibile comprenderlo e – pur nei  tempi che occorrono – risolverlo. Ciò, tuttavia, richiede che si avvii e si instauri una relazione psicoterapeutica con degli incontri regolari. Attraverso questo percorso ciò che è tuttora inconsapevole -  e tuttavia incide e impedisce l’espressione della sua volontà e di una vita affettiva equilibrata – può gradualmente essere compreso e sciolto. Questo canale di consulenza non permette di interpretare i significati che sottendono i suoi sintomi, in quanto occorre una conoscenza più approfondita. D’altra parte, proprio grazie all’accoglimento sapiente che incontrerà nel terapeuta, oltre che alla sua competenza, il problema può giungere a soluzione. Si affidi pertanto a uno psicoterapeuta. Se ritiene, sono a sua disposizione.

Buongiorno gentile Elisa,

la sua difficoltà a lasciarsi andare nella sessualità con suo marito potrebbe nascondere un problema sia di comunicazione che un problema relazionale. Ci spiega che sente che una parte di sè non c'è, ecco, forse in questo aspetto c'è la risposta alla sua difficoltà. Infatti la sessualità non è disgiunta da parti di sè che stanno in conflitto o in difficoltà. Domandarsi se c'è qualcosa che l'affligge è il primo passo, poi parlare apertamente con lui, con pacatezza ed esplorare insieme se potete aiutarvi nel risolvere. Una psicoterapia di coppia potrebbe aiutarvi se il problema è anche di comunicazione tra di voi. Inoltre, un sostegno psicologico per lei stessa l'aiuterebbe a mettere a fuoco cosa si nasconde dietro il suo blocco sessuale. Se lo ritiene necessario, resto a sua disposizione per una consulenza psicologica sulle tematiche accennate.

Le auguro una buona giornata

Salve Elisa, capirà lei stessa che il suo è un problema che non deriva dalla parte cosciente della sua psiche, che desidera fortemente avere rapporti sessuali con suo marito, ma dalla parte non cosciente della sua psiche, che, per motivi che non sono diventati ancora coscienti, blocca la sua volontà.

I motivi possono essere molti, perché ogni essere umano è unico e irripetibile e ha avuto una vita differente da tutti gli altri, quindi non è possibile aiutarla tramite internet.

A mio avviso la modalità per aiutarla a risolvere il suo problema, problema che hanno molte donne e che ho già affrontato con altre mie pazienti, è quella di iniziare un percorso psicoterapeutico.

Credo che dalle sue parti ci siano bravi colleghi o colleghe che potrebbero aiutarla; se vuole può anche decidere di prendere un appuntamento con me pe un primo colloqui gratuito

Signora Elisa, vorrei capire innanzitutto come era la vostra attività sessuale prima della nascita di suo figlio, cioè se l’abbassamento dell’energia sessuale sia correlato alla nascita o meno del bambino. In ogni modo Signora Elisa,  si dice che l’appetito vien mangiando, quindi sarebbe opportuno che cerchi di darsi un po’ di più, o comunque di lasciarsi andare anche un po’ forzandosi inizialmente, più tardi vedrà che il livello di libido crescerà da sé. In ogni modo non so può conoscere la causa del suo problema senza una adeguata diagnosi e un percorso terapeutico. Distinti saluti

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