Problemi di coppia

Persona eccessivamente altruista

consolata

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salve ,vorrei porvi una domanda .Una persona eccessivamente altruista tanto da imporre il suo aiuto come si può definire? Non molla mai il cellulare ,chiama e richiama le persone e guai a farglielo notare .Mi piacerebbe sapere se esiste un modo per moderare questa sua esagerazione ,sipotrebbe trattare di un disturbo?

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Sicuramente questo comportamento risponde ad un bisogno personale spesso inconsapevole, fino a quando non gli creerà dei problemi non potrà chiedere aiuto per sè al fine di conoscere se stesso e le motivazioni che lo spingono a soddisfarsi in questo modo.

Difficile e quasi impossibile fare una diagnosi on line e oltretutto con i pochi cenni che ci ha scritto. Comunque tutto ciò che è eccessivo è dannoso, anche l'altruismo; dannoso soprattutto per chi è eccessivamente altruista.

Esistono certtamente modi per frenare e modificare questi comportamenti e solitamente sono sufficienti poche o persino pochissime sedute da uno psicoterapeuta. In particolare le segnalo gli psicoterapeuti dell'inidrizzo Strategico Breve che utilizzano specifiche manovre molto efficaci per questo comportamento che può rientrare in un più generale disturbo di personalità.

Cara Consolata, l'altruismo eccessivo di cui parla, da come lo descrive, parrebbe essere una forma impulsiva. L'imposizione dell'aiuto è spesso compensatoria e nasconde il bisogno di conferme e di rinforzo dell'autostima. Se tale situazione diviene invalidante per le relazioni in essere, perchè interrotte o limitate dal telefono o da altre proposte di aiuto, la prima strategia per ricondurre la persona al contesto può essere il far lui/lui notare che chi è presente in quel momento, chi c'è, ha bisogno di lui/lei e che il prestare aiuto non sempre corrisponde con l'agire in qualche modo, (troppo spesso si ottiene molto di più tacendo che parlando, essendoci ma accettando di non interferire). Quando si vuole aiutare, davvero, si deve per prima cosa valutare se il referente desideri o meno aiuto ed accettare che le persone che vivono un disagio possano non gradire di cambiare la loro situazione e che, magari, non vogliano aiuto. Certamente, per gestire o definire l'effettiva natura del problema ed aiutare la persona a modulare i comportamenti, sarebbe necessario che la stessa percepisse il proprio bisogno ed accettasse il supporto di uno psicologo specialista in disturbi d'ansia e compulsivi per porre in essere una migliore analisi delle proprie condotte e motivazioni per poi giungere alla modifica di comportamenti auto ed etero lesivi. Cordialmente.

Gentile Consolata da come Lei descrive la persona in oggetto,  si può ipotizzare che esista un disturbo di tipo ossessivo-compulsivo. Tale disturbo risulta funzionale al senso di onnipotenza e controllo della persona che lo agisce, la quale potrebbe vivere  profondi conflitti interiori relativi all’immagine di sé.  Per poter affrontare tale problematica psicologica è necessario fare un percorso di psicoterapia cognitiva e in alcuni casi può essere utile anche un sostegno farmacologico. La saluto cordialmente.

Inserire qui il testo

Buona sera Consolata, i comportamenti da lei descritti rientrano in un disturbo definito “dipendenza da cellulare” .

 Tra le attuali dipendenze che stanno emergendo nell’odierno  contesto sociale, anche questa fa riferimento alle  nuove dipendenze in quanto sono presenti  comportamenti ripetitivi e compulsivi legati in questo caso  all’uso del cellulare.

Inoltre una persona che vuole imporre il proprio aiuto non si può considerare “altruista” ma fortemente bisognosa di stabilire relazioni con gli altri per essere apprezzata e considerata positivamente.

Anche in questo caso vi è presente un disturbo di personalità in quanto la soddisfazione del bisogno di comunicare con le persone viene realizzato con comportamenti ripetitivi e compulsivi.

Entrambi questi disturbi sono correlati tra loro e necessitano di un percorso di psicoterapia per essere affrontati e risolti.

Cordiali saluti

Cara Consolata, gli eccessi sfonciano sempre in disturbi, poichè divengono sempre dannosi, per sè stessi o per gli altri, o per entrambi. Forse varrebbe la pena chiedersi cos'è che spinge questa persona ad un attaccamento così morboso nei confronti dei suoi legami sociali, forse la paura di restare sola? Forse l'incapacità di vivere serenamente i suoi bisogni e quindi la necessità di occuparsi in continuazione di quelli altrui per non pensarci? Potrebbero essere motivazioni plausibili, ma la vera risposta può darsela solo lei, forse con l'aiuto di uno specialista che l'accompagni verso una maggiore stabilità e una minore dipendenza dalle altre persone e dal "prendersi cura" di loro. 

Fossi in te proverei a consigliarle la via di una consulenza psicologica, con tatto però, ponendo in evidenza il fatto che forse è giunto il momento di prendersi cura di se stessa, cosa che forse in tutto questo suo darsi da fare sta trascurando.

Cordialmente

Fornire aiuto non richiesto sfinendo la persona "da aiutare" è una forma di persecuzione psicologica dalla quale è importante sapersi difendere. Distinti saluti.

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