Gaia, quello che stai vivendo è uno di quei momenti in cui il cuore corre molto più veloce della realtà, e tu ti ritrovi a inseguire qualcuno che invece sta rallentando. Non perché non provi nulla, ma perché è travolto da una situazione che non ha ancora davvero affrontato.
Gli uomini che escono da un matrimonio, soprattutto quando c’è una separazione in corso, una casa nuova, una terapia di coppia, “per separarsi bonariamente”, vivono una fase che sembra chiarezza, ma in realtà è confusione pura. All’inizio si aggrappano alla relazione nuova come a un’ancora: dà ossigeno, dà emozione, dà senso. Poi, quando la vita reale arriva addosso, quando devono prendere decisioni concrete, quando devono guardare in faccia le conseguenze, spesso si spaventano. E si ritirano.
Il suo allontanamento non parla di te. Parla del fatto che lui è entrato in una fase che non aveva previsto: quella in cui deve scegliere davvero. E scegliere davvero fa paura. Rimettere la fede non è un gesto d’amore verso la moglie: è un gesto di confusione. È un modo per dire “non so più chi sono, non so più cosa voglio, ho bisogno di qualcosa che mi tenga fermo mentre tutto si muove”.
Tu, nel frattempo, hai fatto passi enormi. Ti sei separata, hai un bambino piccolo, stai riorganizzando la tua vita. E lo stai facendo con una lucidità che lui, in questo momento, non ha. È per questo che ti senti come se stessi aspettando qualcuno che non riesce a raggiungerti.
La frase che ti viene spontanea: “ti aspetto, ma con un limite di tempo”, è comprensibile, ma rischia di metterti in una posizione che ti fa male. Perché tu non devi aspettare nessuno. Non devi sospendere la tua vita per capire se lui deciderà di esserci. Non devi metterti in fila dietro ai suoi dubbi.
La domanda non è: “È corretto aspettarlo?”
La domanda è: “Quanto posso permettermi di aspettare qualcuno che oggi non sta scegliendo me?”
E qui c’è la parte più importante: non devi troncare subito, ma devi cambiare posizione. Non più quella di chi aspetta, ma quella di chi osserva. Non più quella di chi si adatta, ma quella di chi si protegge. Non più quella di chi spera, ma quella di chi guarda i fatti.
Lui ti ha chiesto di continuare a frequentarvi “per conoscervi meglio”. Ma dopo mesi di relazione, dopo baci, notti insieme, progetti accennati, questa frase non è un inizio: è un passo indietro. E tu hai il diritto di chiederti se questo passo indietro è compatibile con la tua vita, con tuo figlio, con la tua dignità emotiva.
Se vuoi, possiamo lavorare insieme su come mettere un confine sano senza chiudere tutto o su come capire cosa è davvero giusto per te in questo momento.
Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
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