Relazione con un uomo sposato

Gaia

Buongiorno, da mesi ho una relazione con un uomo sposato. E' iniziato tutto scrivendoci, scambiandoci emozioni ed opinioni, fino a che ci siamo baciati e da lì è iniziata la Ns relazione. Inizialmente è stato tutto molto intenso, ci siamo innamorati l'uno dell'altra. Lui, da mesi, è uscito di casa, trovandosi casa in affitto e sta' parallelamente intraprendendo una terapia di coppia con la moglie (per separarsi bonariamente). Nel frattempo ho deciso anch'io di separarmi, (ho un bambino piccolo) da qualche settimana il padre ha deciso di uscire di casa. Cerco quando non ho il bambino di dedicare il mio tempo a lui, abbiamo anche dormito insieme, ma ho notato un progressivo allontanamento, si riempie di impegni e mi dedica piccoli spazi, dice che vuole vedermi, ma è sempre impegnato. Addirittura aveva tolto la fede, da Domenica l'ha rimessa. Mi ha chiarito che rispetto all' inizio della nostra storia nella quale sentiva di voler fare dei progetti insieme ora non ne é più sicuro, si sente confuso, allo stesso tempo però mi ha chiesto di frequentarci per conoscerci meglio e capire se sono la persona che vuole accanto. Sono innamorata e la cosa che mi sento di dirgli é va bene, ti aspetto, però con un limite di tempo. Non so se questo sia corretto o se devo troncare subito. Chiedo un semplice consiglio, non una soluzione.

13 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Gaia, capisco quanto questa situazione possa essere emotivamente faticosa e creare confusione. Vivere un rapporto caratterizzato da momenti di presenza e altri di distanza, può generare forte incertezza, attesa e sofferenza.

Uno spazio protetto potrebbe essere utile a comprendere meglio le sue emozioni, i suoi bisogni affettivi e le dinamiche che la tengono impegnata ad una relazione cosi incerta, aiutandola a ritrovare maggior chiarezza e consapevolezza rispetto a future scelte.

Se le risuona possiamo approfondire, mi trova online per un primo colloquio conoscitivo.Buona giornata.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e densa di cambiamenti profondi. Intraprendere una separazione, specialmente in presenza di un bambino piccolo, richiede un'immensa dose di energia emotiva e pratica; trovarsi contemporaneamente a gestire l'instabilità della relazione in cui si è investito tanto può far sentire profondamente sospesi e vulnerabili. Nel suo racconto ci sono elementi molto chiari che meritano una riflessione per aiutarla a trovare il suo orientamento.

Lei ha preso una decisione netta, il padre di suo figlio è uscito di casa e lei si sta muovendo verso il futuro, riorganizzando i suoi spazi e il suo tempo per fare posto a questa nuova storia. Il suo partner è uscito di casa, ma sta contemporaneamente affrontando una terapia di coppia con la moglie. Sebbene l'intento dichiarato sia quello di "separarsi bonariamente", la terapia di coppia è uno spazio formale di elaborazione del legame. Il fatto che abbia rimesso la fede domenicano scorso è un forte segnale simbolico: indica che quel legame, a livello psicologico ed emotivo, non è affatto interrotto, ma è ancora attivo e conflittuale. All'inizio, quando entrambi eravate nelle rispettive case, la vostra storia viveva in una dimensione ideale, protetta dalle fatiche della quotidianità e alimentata dall'intensità della novità. Nel momento in cui la separazione è diventata reale (la casa in affitto, le notti passate insieme), il suo partner si è trovato davanti all'impatto concreto della fine del suo matrimonio e della costruzione di una nuova vita. Il suo allontanamento progressivo, il riempirsi di impegni e il dichiarare di "non essere più sicuro dei progetti insieme" mostrano che l'attivazione della realtà ha generato in lui una forte resistenza emotiva. Chiederle di "frequentarsi per conoscersi meglio" dopo mesi di relazione intensa e innamoramento suona come un tentativo di resettare la storia, declassandola a una frequentazione iniziale per alleggerire la pressione che sente addosso. Lei si trova davanti a un bivio: accettare questa richiesta di "attesa monitorata" o troncare. Non esiste una scelta universalmente corretta, ma esistono modi diversi di proteggere il proprio benessere.

Dare un limite di tempo è una strategia legittima, ma funziona solo se quel limite è reale per lei e non una minaccia per convincere lui. Se decide di aspettarlo, si chieda: quanto tempo sono disposta a tollerare in questa posizione di sospensione senza che questo logori la mia serenità e la mia autostima? Ricordi che l'attesa non deve diventare un limbo in cui lei calibra tutta la sua vita e i suoi spazi in funzione dei "piccoli spazi" che lui le concede. Lei ha un bambino piccolo e sta affrontando una separazione. In questa fase della sua vita, lei ha bisogno di stabilità, certezze e supporto, non di ulteriore confusione o di essere "messa alla prova" per capire se è la persona giusta.  Lui dice di volerla vedere, ma i fatti mostrano che si riempie di impegni e rimette la fede. A volte, fare un passo indietro netto non significa necessariamente "troncare per sempre", ma riprendersi la propria dignità e la propria centralità: comunicargli che non è disposta a essere una transizione confusa mentre lui chiarisce i suoi dubbi con la moglie può, paradossalmente, rimettere la relazione su un piano di realtà. Prendersi cura di se stessa e del suo bambino in questo momento deve essere la sua priorità assoluta. Se sente che questa situazione le toglie troppa lucidità, parlarne anche solo per pochi incontri con un professionista può aiutarla a ridefinire i suoi confini emotivi.

Cordiali saluti.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Gaia, quello che stai vivendo è uno di quei momenti in cui il cuore corre molto più veloce della realtà, e tu ti ritrovi a inseguire qualcuno che invece sta rallentando. Non perché non provi nulla, ma perché è travolto da una situazione che non ha ancora davvero affrontato.

Gli uomini che escono da un matrimonio, soprattutto quando c’è una separazione in corso, una casa nuova, una terapia di coppia, “per separarsi bonariamente”, vivono una fase che sembra chiarezza, ma in realtà è confusione pura. All’inizio si aggrappano alla relazione nuova come a un’ancora: dà ossigeno, dà emozione, dà senso. Poi, quando la vita reale arriva addosso, quando devono prendere decisioni concrete, quando devono guardare in faccia le conseguenze, spesso si spaventano. E si ritirano.

Il suo allontanamento non parla di te. Parla del fatto che lui è entrato in una fase che non aveva previsto: quella in cui deve scegliere davvero. E scegliere davvero fa paura. Rimettere la fede non è un gesto d’amore verso la moglie: è un gesto di confusione. È un modo per dire “non so più chi sono, non so più cosa voglio, ho bisogno di qualcosa che mi tenga fermo mentre tutto si muove”.

Tu, nel frattempo, hai fatto passi enormi. Ti sei separata, hai un bambino piccolo, stai riorganizzando la tua vita. E lo stai facendo con una lucidità che lui, in questo momento, non ha. È per questo che ti senti come se stessi aspettando qualcuno che non riesce a raggiungerti.

La frase che ti viene spontanea: “ti aspetto, ma con un limite di tempo”, è comprensibile, ma rischia di metterti in una posizione che ti fa male. Perché tu non devi aspettare nessuno. Non devi sospendere la tua vita per capire se lui deciderà di esserci. Non devi metterti in fila dietro ai suoi dubbi.

La domanda non è: “È corretto aspettarlo?”
La domanda è: “Quanto posso permettermi di aspettare qualcuno che oggi non sta scegliendo me?”

E qui c’è la parte più importante: non devi troncare subito, ma devi cambiare posizione. Non più quella di chi aspetta, ma quella di chi osserva. Non più quella di chi si adatta, ma quella di chi si protegge. Non più quella di chi spera, ma quella di chi guarda i fatti.

Lui ti ha chiesto di continuare a frequentarvi “per conoscervi meglio”. Ma dopo mesi di relazione, dopo baci, notti insieme, progetti accennati, questa frase non è un inizio: è un passo indietro. E tu hai il diritto di chiederti se questo passo indietro è compatibile con la tua vita, con tuo figlio, con la tua dignità emotiva.

Se vuoi, possiamo lavorare insieme su come mettere un confine sano senza chiudere tutto o su come capire cosa è davvero giusto per te in questo momento.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo anche Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Gent.ssima,

Capisco la sua confusione, perché sta vivendo una relazione intensa in un momento già molto delicato per entrambi. Dai comportamenti che descrive, quest’uomo sembra emotivamente molto indeciso: da una parte non vuole perderla, dall’altra sta rallentando, rimettendo in discussione i progetti e mantenendo ancora un forte legame con la vita precedente. Aspettarlo non è necessariamente sbagliato, ma il rischio è che lei rimanga sospesa in una situazione incerta mentre sta già affrontando una separazione e il cambiamento della sua vita familiare. Più che concentrarsi su ciò che lui prova, forse sarebbe utile chiedersi: “Questa relazione, oggi, mi sta dando serenità o mi sta tenendo in uno stato di attesa e insicurezza?”Mettere un limite di tempo può essere sano, purché quel limite serva a proteggere lei e non solo a sperare che lui scelga. Non è obbligata a troncare subito, ma è importante che nel frattempo non perda di vista i suoi bisogni emotivi e la stabilità di cui ha bisogno anche come madre.

Resto a disposizione, un caro saluto 

Dott.ssa Rossi Greta 

Dott.ssa Greta Rossi

Dott.ssa Greta Rossi

Padova

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Buonasera Gaia, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Mi permetto di lasciarti una mia riflessione. Più che chiederti se sia giusto aspettare o se tu debba chiudere subito, prova a portare l’attenzione su di te. Questo momento di incertezza riesci davvero a viverlo senza mettere da parte i tuoi bisogni emotivi? Darsi un limite può aiutare, ma è importante che questa attesa non diventi una condizione fatta di ansia e speranze illusorie. Prova a usare questo tempo anche per ricostruire il tuo equilibrio e la tua nuova vita a prescindere da quale sarà la scelta di lui. Se a un certo punto sentirai che questa attesa pesa troppo sul tuo benessere e sulla serenità che meriti tu e il tuo bambino, probabilmente avrai già dentro di te la risposta su quando fermarti.

Ti auguro il meglio per il tuo futuro!

Dr. Lorenzo Patonico 

Dott. Lorenzo Patonico

Dott. Lorenzo Patonico

Pesaro e Urbino

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Buongiorno Gaia,

Da quello che descrive, lui si trova in una fase di forte ambivalenza e transizione: sta uscendo da un matrimonio, sta facendo terapia di coppia e nello stesso tempo sta vivendo con Lei una relazione intensa. In situazioni così è frequente che la persona alterni avvicinamento e distanza, senza riuscire a prendere una direzione chiara.

Il punto centrale non è tanto se sia “giusto aspettare”, ma quanto questa attesa sia sostenibile per Lei. Mettere un limite di tempo può avere senso solo se è un limite che serve a proteggerLa emotivamente, non a tenere viva la relazione nella speranza che lui decida. Altrimenti rischia di restare in una condizione di incertezza prolungata.

Se lui oggi Le dice di non essere sicuro, l’unica cosa certa è proprio questa sua non sicurezza. Tutto il resto (compresi i progetti iniziali) al momento non è stabile.

Forse la domanda utile da tenere è: questa relazione, così com’è adesso, Le sta dando più equilibrio o più sospensione? 
Se ha piacere mi contatti e proviamo a fare il punto della situazione. 
Dott.ssa Fioldisa 

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

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Ciao Gaia,

quello che stai vivendo è una fase molto carica emotivamente, in cui le decisioni e le indecisioni dell’altro possono facilmente creare incertezza e sospensione.

Il punto forse non è tanto “aspettare o non aspettare”, ma trovare una tua stabilità interna indipendente dalle scelte che lui (o altre persone) potranno fare nel tempo. Questo significa capire cosa ti fa stare in equilibrio oggi, al di là della direzione che prenderà la relazione.

Quando il legame è importante, è facile che il proprio centro si sposti verso altro; ma più riesci a restare ancorata ai tuoi bisogni e ai tuoi confini, meno rischi di vivere in funzione di ciò che potrebbe cambiare fuori da te.

Un caro saluto

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

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Carissima Gaia. Non ti darò consigli, ma spunti di approfondimento.

Cosa desideri tu?

Cosa cerchi per te? Per la serenità tua come donna e come madre?

Ognuno di noi può conoscere e prendere coscienza veramente solo di sè..L'altro è Altro e per quanto si comunichi e condivida con noi è un soggetto unico e differente; l'innamoramento annebbia un pò questa prospettiva spingendo verso ciò che è comune quasi "fusionale".

Così diventa difficile vedere che molto di quello che ci arriva dell'altro non è soggettivo, ma scaturisce dalla nostra percezione dell'altro, da cosa risuona in noi quando lo incontriamo. Un po' come quando guardi un colore, in ottica fisica, il colore è frutto di quella vibrazione specifica della luce, ma se ti piace, se ti emoziona, ecc, dipende dal tuo punto di vista soggettivo.

Ti invito quindi a prenderti cura di te, innanzitutto, per la tua vita, al di là di questa persona e guardare in questa prospettiva se quello che concretamente questa persona porta nella tua vita va nella direzione dei tuoi bisogni e della tua realtà di donna e madre.

Un caro saluto, restando a disposizione se senti che queste domande ti aprono a una prospettiva che senti utile e vuoi esplorare.

Dott.ssa Elisa Mina

Buongiorno Gaia,

quella che descrive è una situazione emotivamente intensa e delicata, anche perché coinvolge cambiamenti importanti nella vita di entrambi e la presenza di un bambino piccolo, che rende ancora più necessario proteggere il proprio equilibrio emotivo.

Mi sembra importante soffermarsi non tanto su ciò che lui dice di provare, quanto su ciò che concretamente oggi riesce ad offrirle. Lei racconta infatti di un progressivo allontanamento, di una disponibilità limitata e di una forte confusione da parte sua. Questo non significa necessariamente che non tenga a lei, ma probabilmente che lui stesso stia attraversando un momento di ambivalenza e non sia realmente pronto a prendere una direzione chiara.

Il punto centrale allora forse non è “aspettarlo o troncare subito”, ma chiedersi quanto questa attesa le possa essere utile.

Darsi un limite di tempo può essere un modo sano per non restare sospesa indefinitamente in una situazione incerta, purché quel limite nasca da un ascolto autentico di sé e non solo dalla paura di perderlo.

In momenti così complessi è importante non mettere completamente la propria vita emotiva nelle mani dell'incertezza dell’altro, ma mantenere uno sguardo lucido anche su ciò che lei desidera davvero per sé.

Più che una scelta immediata, potrebbe esserle di aiuto osservare se, nel tempo, alle parole corrispondono comportamenti coerenti e una reale capacità di costruire una relazione sana e reciproca.

Potrebbe esserle di supporto concedersi uno spazio terapeutico personale in cui elaborare con maggiore serenità ciò che sta vivendo e comprendere quali scelte siano maggiormente tutelanti per il suo benessere emotivo. Se lo desidera, sono disponibile per un eventuale percorso di approfondimento e sostegno.

 

Dott.ssa Barbara Venturini

Dott.ssa Barbara Venturini

Pesaro e Urbino

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Gentile Signora,la Sua idea di "aspettare ma con un limite di tempo" è, psicologicamente parlando, un tentativo sano di riprendere il controllo su una situazione che la vede attualmente in una posizione passiva (è lei che aspetta lui, che si adegua ai suoi piccoli spazi).Mettere una scadenza (es. due mesi) può darle una parvenza di controllo, ma rischia di vivere quel periodo in uno stato di costante ansia e "esame", cercando di essere perfetta per convincerlo a sceglierla. Inoltre, se lui avverte questo ultimatum come una pressione, potrebbe allontanarsi ancora di più.Troncare non significa necessariamente che non vi amate più, significa proteggersi. Se decide di fermare la frequentazione ora, non lo fai per punirlo, ma per dire a te stessa e a lui: "Io so cosa voglio, tu no. Quando avrai fatto chiarezza dentro di te e avrai chiuso il tuo passato, se sarò ancora libera, mi troverai". Questo restituisce dignità a Lei e toglie a lui l'alibi della "confusione" mentre La tiene comunque lì a disposizione.Non c'è una scelta giusta o sbagliata in assoluto, c'è la scelta che riesce a sostenere emotivamente oggi.

Tuttavia, il consiglio che mi sento di darLe è di spostare il focus da lui a se stessa Ha un bambino piccolo e una separazione tua da gestire: queste sono le tue priorità assolute, che richiedono una quantità enorme di energie psicologiche. Accettare le "briciole" di tempo di un uomo confuso, che rimette la fede e fa passi indietro, rischia di prosciugare le poche forze che Le servono per ricostruire la Sua nuova vita da madre single.

Se decide di aspettarlo, non lo faccia passivamente. Faccia un passo indietro anche Lei. Non riorganizzi la Sua vita in funzione dei suoi rari momenti liberi. Gli permetta di sentire la Sua mancanza e la reale conseguenza della sua confusione. Spesso, solo quando togliamo la sedia da sotto a chi è seduto su due staffe, questa persona si rende conto di dove vuole davvero cadere.

Un caro saluto

D.ssa Cristina Salonna

Buongiorno Gaia, quello che sta vivendo è emotivamente molto delicato, perché dentro questa relazione sembrano intrecciarsi amore, aspettative, cambiamenti di vita importanti e anche molta incertezza. E quando ci si innamora in una fase così fragile e complessa, spesso tutto viene vissuto con un’intensità ancora maggiore.
Da quello che racconta, lei non sembra chiedere certezze assolute o promesse impossibili. Mi sembra piuttosto che abbia bisogno di capire se l’uomo che ama sta davvero andando verso di lei oppure se, in questo momento, è ancora troppo immerso nella sua confusione per poter costruire qualcosa di stabile. Il fatto che all’inizio lui fosse molto coinvolto e progettuale, mentre ora appaia più distante e indeciso, è comprensibilmente destabilizzante. Soprattutto perché lei, nel frattempo, ha preso decisioni importanti nella sua vita e si è esposta emotivamente. Quando una persona cambia atteggiamento, anche solo gradualmente, chi sta dall’altra parte inevitabilmente comincia a interrogarsi su quanto possa fidarsi di ciò che sente e di ciò che le viene detto. Credo che un elemento importante sia questo: lui sta attraversando una separazione, una terapia di coppia, un cambiamento abitativo e probabilmente anche un forte conflitto interno. Ma il fatto che lui sia confuso non significa che lei debba restare sospesa indefinitamente dentro la sua confusione.
Mi sembra molto sano, invece, ciò che scrive quando dice: “ti aspetto, ma con un limite di tempo”. Non lo leggo come un ricatto o una pressione, ma come il tentativo di proteggere sé stessa senza negare quello che prova. Perché aspettare qualcuno può avere senso solo se nel frattempo non si perde di vista il proprio equilibrio emotivo.
A volte, quando si ama, si rischia di entrare lentamente in una posizione in cui si vive in funzione dei tempi, dei dubbi e delle decisioni dell’altro. E senza accorgersene si comincia ad accontentarsi di piccoli spazi, di segnali intermittenti, di promesse non ancora chiare, pur di non perdere il legame. Ma una relazione, per essere vissuta serenamente, dovrebbe dare anche una sensazione di presenza, non soltanto di attesa.
Non credo che lei debba necessariamente “troncare subito”, soprattutto se sente che il sentimento è autentico. Però penso sia importante osservare meno le parole e più la direzione concreta delle cose. Non tanto ciò che lui prova a dirle quando siete vicini, ma quanto davvero riesce a esserci, a scegliere, a creare spazio per voi nella realtà.
Si conceda il diritto di amare questa persona, ma anche quello di non restare bloccata troppo a lungo in una situazione che rischia di farla sentire continuamente in bilico. Perché comprendersi e avere pazienza è importante, ma anche sentirsi scelta lo è.
Un saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Buongiorno Gaia, rispetto al consiglio sul da farsi, aprirei da lì, ma per andare oltre: dalle sue parole sembrerebbe che da una parte vorrebbe aspettare, dall'altra troncare subito. Troncare da cosa, esattamente? Quale parte di sé sta cercando di proteggere e da quali emozioni? Si tratta più di rabbia, umiliazione, altro?

Allo stesso tempo, è fondamentale soffermarsi sui segnali che arrivano dall'esterno. La fede rimessa, ha potuto essere oggetto di dialogo, tra di voi? Perché che ne abbiate parlato o meno, lei l'ha vista. Ed è stato in conseguenza di un suo volere (altrimenti lui l'avrebbe rimessa altrove, ma non con lei). Che cosa le fa provare, questo? Che cos'è per lei l'uomo che lei ama, ad oggi confuso rispetto all'idea di un possibile ritorno dalla moglie? Come l'ha descritta questa moglie, quando era in procinto di lasciarla? Lo sente più confuso sull'esigenza di avere una compagnia, nuova o vecchia che sia, o sui suoi stessi sentimenti?

Infine, siete passati dai progetti condivisi a una situazione in cui lui la ripone nella posizione di dover essere valutata, per capire se è la persona giusta o meno. Giusta rispetto a cosa? E per lei, quest'uomo era giusto rispetto a quali parti di sé? Come si sente lei in questa attesa, mentre contemporaneamente sta affrontando la fine della sua unione e la gestione di un bambino piccolo?

Sono tutti spunti di riflessione che rispetto ad un semplice consiglio non chiudono, ma aprono lo scenario. La cosa migliore da fare per lei è già dentro di sé. 

Resto disponibile per un consulto in presenza (Pesaro) o Online, Dott.ssa Jessica Servidio. 

Dott.ssa Jessica Servidio

Dott.ssa Jessica Servidio

Pesaro e Urbino

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Buongiorno. Comprendo perfettamente la delicatezza e il carico emotivo del momento che sta attraversando. Si trova al centro di una  rivoluzione esistenziale, dove le geometrie affettive della sua vita e di quella del suo partner sono state completamente ridisegnate in pochissimo tempo.

Sento però il dovere professionale, come psicologa e sessuologa, di fare una premessa fondamentale sulla natura del mio ruolo.

In ogni contesto, soprattutto se così complesso, fornire un semplice consiglio (come "lascialo" o "aspettalo") sarebbe non solo inopportuno, ma deontologicamente scorretto e clinicamente controproducente. Un consiglio estemporaneo tende a banalizzare la complessità della sua vita. La psicoterapia breve e strategica non lavora prescrivendo decisioni preconfezionate, ma aiutando la persona a sviluppare la consapevolezza e le risorse necessarie per compiere la propria scelta. La decisione su cosa sia "corretto" fare spetta unicamente a lei, poiché solo lei ne abiterà le conseguenze.

Da una prospettiva strategica e relazionale, il tradimento e l'innamoramento extraconiugale non avvengono mai nel vuoto. Spesso funzionano come un potente meccanismo di sblocco o come un "sintomo" di una crisi preesistente.

Attraverso l'irruzione di un terzo elemento , sia lei che il suo partner avete potuto portare alla luce ciò che nelle rispettive relazioni primarie non funzionava più. Il tradimento diventa lo specchio in cui si scopre cosa si desidera veramente e cosa, invece, non si è più disposti a tollerare o a ricevere dal vecchio legame.

Inizialmente, la vostra relazione ha vissuto di una forte idealizzazione e di una potente spinta emotiva e sessuale, amplificata dalla clandestinità e dal desiderio di evasione. Ora che la "bolla" si è aperta e ha impattato sulla realtà (separazioni in corso, case in affitto, la gestione di un figlio piccolo), lo scenario è  cambiato.

Il progressivo allontanamento del suo partner, il riallineamento dei suoi impegni e il gesto altamente simbolico di rimettere la fede indicano che l'uomo si trova in una fase di profonda riorganizzazione interna e di forte ambivalenza.

L'inizio di una terapia di coppia con la moglie – sebbene finalizzata, a detta sua, a una separazione bonaria – rimette inevitabilmente in gioco i vecchi equilibri e i legami di attaccamento profondi, ma anche la possibilità di rivedere la stessa decisione. Quando il suo partner le chiede di "frequentarsi per conoscersi meglio", sta di fatto tentando di ricalibrare la vostra storia, spostandola dal piano dell'idealizzazione romantica  a quello della realtà quotidiana.

È assolutamente fisiologico, sebbene doloroso, che dopo una tale accelerazione vi sia una fase di arresto o di confusione. Questo è il momento in cui entrambi avete bisogno di scoprire – non più nell'ombra del tradimento, ma alla luce del sole – di cosa avete veramente bisogno come individui singoli, prima ancora che come nuova coppia.

L'idea di porre un limite di tempo alla sua attesa dimostra un tentativo di preservare la sua autostima e di non scivolare in una posizione di passività. Tuttavia, la gestione di questo confine temporale e la comprensione dei suoi bisogni più autentici (anche in relazione alla tutela del suo bambino) beneficerebbero enormemente di uno spazio di consulenza psicologica mirato e professionale. se ne ha voglia, se volesse andare oltre il consiglio, mi trova on line. 

un caro saluto 

dottoressa Giusi Vicino 

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

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