RIFIUTO AD USCIRE

Francesco

Buongiorno,

ho un figlio di 16 anni che si rifiuta ad uscire e preferisce giocare con la playstation. Sarò più preciso, a scuola va volentieri, a calcio va volentieri, quando usciamo con amici esce volentieri, ma se gli diciamo di chiamare qualche amico o compagno di classe si rifiuta.

Devo dire che alle medie è stato oggetto di una forma di bullismo, veniva sempre mandato via.

Cosa posso fare per aiutarlo?
Distinti Saluti

2 risposte degli esperti per questa domanda

Direi che decisamente occorre aiutarlo a ripristinare certi Funzionamenti di Fondo (così diciamo noi Funzionali). Purtroppo la genitorialità è ancora troppo lasciata al caso, mentre oggigiorno sappiamo che non è una cosa scontata. Modelli ricevuti dai nostri genitori non è detto che siano adatti al nostro ruolo genitoriale. Così come non è detto che il rifiuto di tali modelli sia adeguato.

Oggi esiste una teoria dell'evoluzione della persona che non lascia molti dubbi su cosa è adatto o no ad un figlio. Esiste uno studio alquanto certo su quali siano i bisogni di un essere umano (che non sono solo il mangiare, il bere ed il riprodursi). Cosa sappiamo, ad esempio sul bisogno di accudimento o di Calore e come rispondiamo a tali bisogni.

Poi ci si mette il modo circostante (esterno alla famiglia) a creare ulteriori "prove". E' necessario che tutti facciano al meglio il proprio pezzo per favorire una crescita armonica, adeguata ed adattata di una persona.

Purtroppo sono tutte cose che - così - sembrano vaghe. D'altronde non è possibile darle una risposta univoca, sig. Francessco. Come sempre occorre valutare caso per caso. Se vorrà mi potrà contattare per capire meglio la situazione.

Grazie.

 

Salve,

purtroppo l’isolamento e’ Dettato dalle tante paure che nel tempo si accumulano subendo dai compagni. Un carattere più debole o meno prevaricatore vorrebbe essere trascinato ma se chi lo fa e’ poco coinvolgente lui preferisce il suo luogo sicuro come la casa e la sua stanza. Piuttosto sarebbe meglio che socializzasse con i compagni di calcetto, oppure creare un piccolo gruppo di ragazzi che lo coinvolgano e gli facciano acquisire fiducia