Dipendenze

Mio marito fa uso di droga, specialmente di cocaina e adesso anche crack

Anna

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Come si fa a convivere con un marito che ha fatto uso per anni di cocaina, a mia insaputa, e da 3 anni di crack
3 anni fa scoprivo la sua dipendenza così ho messo i pezzi del puzzle e ho compreso tutti i suoi comportamenti precedenti dovuto all'uso di cocaina. Scrivo perché mi sento sola, ho un figlio di 14 anni che inizia a capire che in suo padre c'è qualcosa che non va. Tra l'altro ho una situazione familiare complicata: mia sorella fa abuso di alcool e cocaina ed è mamma, mio fratello pure ed è padre di 2 bambini, mia madre è distrutta per la perdita del mio caro papà, morto in un incidente stradale, a 57 anni, un anno e mezzo fa. Mia suocera ha 70 anni il povero suocero è morto tanti anni fa e la sorella di mio marito non ci vuole più vedere da quando c'è questo problema.
Sono sola tra dolore per la morte di mio padre e la grave situazione familiare per le dipendenze.
Lui non vuole andare in comunità e io non ce la faccio più a stargli accanto perché penso di non amarlo più perché mi ha fatto troppo male e anche a mio figlio. La notte ci disturba perché vuole i soldi per comprare quella merda. Io ho paura a lasciarlo e a denunciarlo con tutto quello che si sente dire, e la polizia non ti protegge per come dovrebbe.
Cosa posso fare? Vivo in un incubo

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, la situazione che descrive è veramente complicata.


Purtroppo non si può costringere una persona a fare un percorso di psicoterapia, eventulamente la si può solo consigliare.


Ha mai provato a rivolgersi a qualche struttura per cercare un po' di conforto? 


L'unica cosa che le posso consigliare è quella di rivolgersi a qualcuno per sfogarsi un po', vedrà che in questo modo avrà le idee più chiare e forse le verrà in mente una soluzione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Buon pomeriggio,


si metta in contatto con strutture e servizi che si occupano di dipendenze.


Pensi al suo benessere e a quello di suo figlio e con coraggio prenda la sua vita in mano. 


Ci sono associazioni, strutture e servizi, come dicevo sopra, che potranno aiutarla in questo difficile percorso.


Rimango a sua disposizione per qualunque necessità. 


Dott. ssa Manuela Patti

Cara Anna,


La sua situazione è molto difficile, ma quali alternative ha se non provare a uscire dall'incubo di cui parla?


Credo sinceramente che in un modo o in un altro dovrà farsi coraggio e provarci. L'importante è scegliere la strada giusta...


Io non conosco la sua realtà territoriale, ma sicuramente ci sarà un servizio Asl con un Sert. Tuttavia, io non accederei direttamente al Sert se fossi in lei. Piuttosto cercherei di parlare con un assistente sociale, visto che ha un figlio minorenne (in genere hanno un occhio di riguardo quando c'è un minore).


L'altra strada è il centro antiviolenza. Infatti, anche se suo marito non arriva alla violenza fisica, mi sembra di capire che lei lo percepisca potenzialmente pericoloso... e comunque egli sta condizionando la sua vita in senso negativo e adesso lei non ha le risorse (le energie e le risorse economiche) per emanciparsi. Se nella sua città non conosce centri di supporto alle donne, esiste un numero nazionale, il 1522 (telefono rosa), al quale rivolgersi.


Infine, le suggerisco vivamente di vedere ed approfondire gli aspetti psicologici relazionali che l'hanno avvicinata al suo attuale marito... Poiché da quello che scrive è chiaro che esiste una forte tendenza alla dipendenza da sostanze nella sua famiglia... e questo correla spesso anche con le dipendenze affettive...


Può cercare sostegno psicologico presso la Asl o presso colleghi/e che applichino tariffe sociali... 


Insomma Anna, le servono la forza e il coraggio per spezzare quelle "catene" che condizionano lei e la sua famiglia e che, presto, potrebbero avere ulteriori ripercussioni.


Le auguro di essere tanto tanto forte e coraggiosa.


Se ha necessità mi scriva.


Un saluto cordiale,


Dott.ssa Verusca Giuntini

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