Cara Martina, quello che descrivi è una situazione molto comune nei bambini della sua età, soprattutto quando vivono cambiamenti familiari importanti e hanno figure diverse che rispondono ai loro bisogni in modi opposti. Beatrice non ha un problema a dormire da sola perché “non è capace”, ma perché la sera per lei diventa il momento in cui emergono paure, bisogno di conferme e timore di separarsi da te. Il fatto che inizi già dal pomeriggio con domande come “mi vuoi bene lo stesso?” mostra che non è il sonno il vero nodo, ma l’ansia di perdere il contatto emotivo.
La nonna, dormendo con lei, le offre una soluzione immediata e molto rassicurante, ma questo crea un doppio messaggio: da una parte tu provi a darle autonomia, dall’altra lei riceve l’idea che “da sola non ce la fa”, e questo rende più difficile il passaggio. Non è colpa della nonna, ma è importante che capisca che assecondarla sempre non la aiuta a crescere.
In questo momento può essere utile alleggerire la pressione: non serve forzarla a dormire da sola da un giorno all’altro. Puoi accompagnarla gradualmente, restando con lei qualche minuto, creando una routine serena e prevedibile, e poi allontanandoti poco alla volta. L’obiettivo non è “staccarla”, ma farle sentire che anche se sei in un’altra stanza rimani presente e affidabile. Allo stesso tempo, è importante che tu ti senta legittimata nei tuoi bisogni: non sei “la cattiva”, sei una mamma che sta cercando di darle sicurezza e autonomia.
Con un po’ di costanza e meno conflitto tra casa e nonna, la situazione tende a sbloccarsi.
Rimango a tua disposizione per ogni dubbio
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica - del Lavoro
Organizzazioni - Risorse Umane
Ricevo Online