Disturbi dell'alimentazione

Che cosa posso fare?

Elisa

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È la seconda volta che mi capita, la prima volta al liceo a causa del bullismo sono caduta dell'anoressia nervosa, e ora a distanza di anni la seconda volta...sono sola, i miei genitori non compresero ai tempi il mio problema e non lo capiranno ora, vedendolo solo come un capriccio e un fallimento, mio fratello è andato a vivere all'estero e lo sento sempre meno, il mio ragazzo sta in zona rossa, i miei unici sfoghi (nuoto e palestra) totalmente preclusi...ho un problema e sono in trappola

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile E. mi sembra di capire che tu senta la difficoltà nel sentire che il tuo problema viene accolto e capito. Sentirsi in trappola rimanda ad una sensazione di blocco, di difficoltà nel movimento, che diventa difficoltà nel vivere la vita. Credo che in questo caso possa essere importante potere dialogare con un gruppo di professionisti esperti nei disturbi del comportamento alimentare per comprendere la problematica e valutare insieme a loro se e come intervenire. Presso la Asl del tuo territorio, attraverso una impegnativa del tuo medico di base, troverai una èquipe competente e pronta ad accoglierti, composta da psicologa, psichiatra, dietista e medico che potranno aiutarti in maniera mirata per ristabilire un equilibrio verso un rinnovato benessere. Privatamente puoi contattare uno/a psicologo/a esperto/a che potrà eventualmente aiutarti ad esplorare in maniera più approfondita e lenta le dinamiche psichiche collegate al tuo disagio personale.

Buongiorno,


mi dispiace per la situazione che vive e la sofferenza che prova e che traspare dal messaggio. E' molto positivo che si ponga in una posizione di richiesta di aiuto rispetto questa situazione che, da ciò che leggo, ha già vissuto. Molti psicologi e psicoterapeuti fanno percorsi online, colloqui online, effettuabili quindi anche dal posto che desidera con il professionista che desidera. Ritengo che esporre e approfondire ciò che ha accennato con un professionista potrebbe aiutarla molto.


Resto a sua disposizione,


Dr.Matteo Radavelli

Elisa cara, alla base di quello che ti tormenta, vi è una scarsa autostima. L' anoressia, quindi il rifiuto del cibo, vorrebbero portarti ad essere bambina, tornare indietro e ricevere quell'affetto materno che forse non hai ricevuto in modo adeguato. Bisogna lavorare affinché tu possa trovare fiducia in te stessa, trovare il tuo io, forte e profondo e così riuscirai a fare fronte a tali difficoltà. 

Gentile Elisa,


Sei stata bravissima a scrivere e ti scrivo già che non sei sola.


L'anoressia nervosa è un disturbo importante che ha bisogno di attenzione particolare e gli studi si stanno pure affinando con il coinvolgimento familiare da parte delle strutture sanitarie.


Comprendo il tuo problema di quanto deve essere difficile non percepire in questo momento di forte fragilità il sostegno familiare ed affettivo, un po' dettato da precedenti esperienze, un po' dai provvedimenti assunti per limitare i contagi, ma che limitano anche le relazioni con le persone più care.


Anche se a suo tempo i tuoi genitori non hanno dato il giusto peso al problema, potresti provare parlargliene di nuovo, ma soprattutto ti invito caldamente a rivolgerti al centro disturbi alimentari della tua zona. Troverai diverse figure professionali, tra cui anche psicologi-psicoterapeuti che ti aiuteranno. Visti gli sviluppi degli studi, molto probabilmente saranno anche loro a chiedere il coinvolgimento della tua famiglia. Esistono pure associazioni che si occupano di questi problemi.


Coraggio, non sei sola, ne puoi uscire!


drssa Chiara Lecca

Cara Elisa,


che lei riconosca il problema è un passo verso la soluzione. Chieda aiuto a chi può esserle accanto, senza vincoli di zone rosse. Gli psicologi e psicoterapeuti possono lavorare e ricevere pazienti, in presenza o anche online. Se la questione economica è un ostacolo, ricordi che esiste il sistema sanitario o anche centri o associazioni. Si informi e provi a capire che cosa il suo territorio le offre. Non sarà più sola.


In bocca al lupo


Dott.ssa Franca Vocaturi

Cara Elisa, nonostante i tuoi genitori considerino l'anoressia come un capriccio, non lo é affatto. É un disturbo alimentare che può diventare invalidante, pericoloso, e spesso denota scarso amore di sé, alterazione nella percezione di sé, insicurezza, perfezionismo, bisogno di controllo sugli eventi nel tentativo di affermare la propria personalità, poco "vista" nei suoi bisogni. Ti consiglio di fare un atto d'amore verso te stessa e chiedere sostegno psicologico ad un professionista. Sono sicura che ti aiuterà a stare meglio, te lo meriti. Un abbraccio.

Gentile Elisa,


il fatto che lei sia così consapevole delle dinamiche che instaurano la sua sintomatologia è un punto di partenza molto vantaggioso per poterne uscire!


Non conosco la sua storia e neppure il livello di eventuale gravità della sua situazione, ma posso dirle che una fondamentale condizione per promuovere una guarigione è proprio il livello di consapevolezza del proprio disagio.


Le vorrei proporre di ribaltare il suo punto di vista rispetto alla situazione in cui si trova in questo momento; le suggerisco quindi di provare a vedere questa circostanza, che lei definisce "trappola", come un'opportunità per guardare di più a se stessa, prendere coscienza delle sue risorse e, proprio perché ora si trova senza ulteriori distrazioni ed interferenze, approfittarne per interpellare un/una professionista che possa aiutarla rispetto ad un percorso psicoterapeutico da intraprendere. 


Spero che proverà ad intravedere una vita più serena.


Resto a disposizione per eventuali informazioni.


Un saluto cordiale,


Dott.ssa Verusca Giuntini 

Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo, ma dove c'è il problema c'è anche la soluzione. In questo momento di solitudine credo che per lei sia importante sfogarsi con qualcuno e cercare di confrontarsi con le proprie ansie e paure.


Ha mai pensato ad un consulto psicologico? potrebbe aiutarla in questo momento complicato.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Gentile Elisa,


dalla sua richiesta si evince importante tristezza, paura e sconforto.


Lei però sta chiedendo aiuto e questo le fa onore. Si osserva la voglia di rinascita e di rimettersi in gioco, seppure ogni tanto nella vita quotidiana ci possa sembrare difficile. Lei non "molli" mai, cerchi sempre di fissarsi un nuovo obiettivo e se dovesse ogni tanto non riuscirsi non si giudichi ma cerchi, con i suoi tempi, di ritrovare le risorse interne e di cercare una nuova "strada" e strategia.


Le consiglio di valutare una psicoterapia dove lei può essere supportata in questa sua difficoltà, scoprire e rinarrarsi cosa la porta a questo controllo del cibo, come vive il momento dei pasti, da quando è presente, come la fa stare il non sentirsi compresa dai suoi genitori e cosa la rende felice o triste nella sua vita. La psicoterapia può essere molto utile perché non solo lei si potrà conoscere meglio, potrà anche essere aiutata a superare questo disturbo ma verrà accompagnata, non sarà sola, non sarà giudicata e vivrà in un luogo dove lei sarà l'esperta di se stessa ed il terapeuta l'esperto della tecnica o nell'accompagnarla verso la strada della rinascita.


Resto disponibile se volesse richiedere una consulenza online o se avesse ulteriori domande da pormi in privato.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a: Torino, Collegno ed online

Buon giorno, in questo periodo le persone che hanno un disagio simile al suo soffrono tantissimo, per difficoltà esterne che si aggiungono al disagio interiore. Mi occupo di disturbi alimentari e purtroppo vedo nei miei pazienti aumentare la sofferenza in loro. Il mio consiglio è di cercare subito aiuto presso un centro pubblico specializzato e di cercare se nel suo territorio ci sono associazioni di volontariato che possano sostenerla in attesa di entrare in un percorso di cura. Se vuole contattarmi, posso darle indicazioni per orientarsi nella sua zona di residenza. Mi chiamo Lia Cama, la mia mail è liacama@gmail.com


Per il momento le mando un caloroso saluto


Lia Cama

Buongiorno Elisa,
mi dispiace molto per questo periodo che sta passando, questo momento storico sta portando alla luce molte situazioni particolari. L'anoressia nervosa può avere tante motivazioni dietro, sarebbe importante analizzare maggiormente le sue, quegli aspetti che sono unici della sua persona.
Riguardo la sua domanda, il consiglio è quello di trovare uno psicoterapeuta con cui iniziare un percorso, anche ora a distanza.
Spero possa trovare ciò di cui ha bisogno!
Buone feste!

V.B.

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