Disturbi della personalità

Impossibilità di realizzazione personale

cris5

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Sono una ragazza di quasi 30 anni che da 10 ha deciso di non vivere. Mi sono isolata da tutto e da tutti, interrompendo la mia crescita.
In questi ultimi anni mi sono rivolta ad un terapeuta e la mia vita è leggermente migliorata.
Le cause sono da riscontrare in traumi e come la mia famiglia mi ha cresciuto (una buona famiglia, ma iperprotettiva).
Ho ancora tante fobie (es. lavorare), ma nel giro degli ultimi mesi ho fatto progressi, lavorando qualche giorno a settimana e cercando, se me la sento, di accettare piccole nuove sfide.

Ho però un grosso problema da superare: faccio fatica a pensare e a mettere in moto e realizzare obiettivi solo miei personali.
Vivo in un rapporto di odio-amore con chi mi circonda, sopratutto i genitori. siamo codipendenti.
ma anche s emi è ben chiara questa cosa fatico tra un po' anche solo a pensare a cose solo mie, oppure ci penso ma dopo qualche giorno mollo il progetto. fatico anche a comunicare a chi mi circonda l'intenzione di fare un qualsiasi cosa.

Sono bloccata e mi rendo conto che se continuo così non realizzerò mai nulla. Cose che la terapeuta mi ha tirato fuori in un anno.

Desideri fattibili, misurabili e concreti, che finchè stanno nella mia testa va bene. Vederli realizzare mi spaventa, e non credo sia solo perchè rischio di "perdere le figure di rifermento", ma anche per altro.

Comincio a essere molto demoralizzata, perchè fatico a comprendermi.

Mi hanno diagnosticato ansia generalizzata, disturbo della personalità dipendente e evitante con tratti borderline e ossessivo.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Cris,


Cerchi un buon/buona omeopata unicista. A Roma ce ne sono, anche psichiatri, di buona scuola hannemaniana.


Le serve una spinta che la aiuti a dialogare di più con se stessa, a far emergere non solo quello che non va, ma anche i doni innati che lei ha, la possibilità di comunicare con una fonte profonda che le indichi la strada, anche attraverso i sogni.


L'omeopatia UNICISTA è un alleato prezioso.


Auguroni!

Buongiorno Cris,


quello che da terapeuta mi sento di consigliarle è di continuare questo percorso personale che ha intrapreso perché,tra i tanti obbiettivi e sfide che percepisce come “irraggiungibili” questo è quello più importante in quanto è uno Spazio suo e riguarda una scelta che lei ha fatto per stare meglio,per guarire amando la sua persona e provando a ritrovare la “ voglia di vivere “.


Dalle sue parole leggo che piccoli miglioramenti ci sono e allora parta da questi per darsi fiducia e credere in se stessa,ponendosi sempre piccoli obbiettivi a breve termine per poi raggiungere quelli più ardui.Purtroppo come in tutte le cose ci vuole un po’ di pazienza,sopratutto quando si fanno i conti con storie familiari di codipendeza problematiche.


Le diagnosi aiutano meglio a comprendere quello che succede nella nostra mente ma non si “fissi “troppo su questo demoralizzandosi anzi,le può essere di aiuto perché se si identifica in alcuni tratti questo le dimostra che la sua sofferenza è conosciuta e quindi curabile attraverso tecniche terapeutiche specifiche.


Le mando un in bocca al lupo per il suo percorso e per qualsiasi chiarimento può contattarmi.


Cordiali saluti

Buongiorno Cris, ho letto attentamente e più volte il tuo scritto e spero che tu stia continuando la psicoterapia che affermi ha 'leggermente migliorato' la tua vita. Il percorso terapeutico in alcuni casi - come il tuo - non può essere veloce e deve andare piano, piano, per ricostruire un percorso a ritroso e poter poi proseguire in avanti più speditamente. Riferisci che le cause sono state riscontrate in 'traumi' e 'come la tua famiglia ti ha cresciuta'!! Sarebbe interessante conoscere di quali traumi trattasi....tuttavia sono proprio questi che richiedono un tempo medio-lungo per essere sviscerati ed elaborati!! Inoltre sarebbe altresì opportuno sapere che tipo di psicoterapia stai effettuando. Sei ancora giovane ed anche se hai - fin qui - ottenuto pochi risultati devi credere che ne otterrai degli altri. La tua realizzazione arriverà più lentamente ma forse sarà più solida.


Ciò premesso il mio unico consiglio è quello di continuare con la psicoterapia che è composta di alcuni elementi essenziali : collaborazione fiduciosa con il terapeuta (compliance) e pazienza nelle aspettative unitamente al tempo che occorre per una adeguata elaborazione delle fasi terapeutiche. Chiaramente anche il terapeuta deve essere un buon e capace professionista.


Un mio cordiale augurio e saluto.

Non è esplicitata nella sua lettera la domanda che pone a questo sito di psicologi. I quali per rispetto alla sua terapia e alla sua psicoterapeuta esitano ad esprimere valutazioni. Quel che mi sento di dirle è di liberarsi di quelle diagnosi, prive di qualunque valore terapeutico per lei. Le suggerirei inoltre di non torturarsi del fatto che non riesce a qualcosa - e poi che vuol dire non riuscire a pensare a se stessa? qual'è il senso terapeutico di una simile domanda, che non fa altro che rinforzare la sua già fragile disistima di sé. Quindi la inviterei, se la sua terapia procede, se sente il valore propulsivo della relazione con la terapeuta, se dopo un anno ha potuto verificare qualche nuova sana elaborazione, ad affidarsi al tempo che ci vuole per giungere a sentirsi finalmente se stessa e capace di affrontare quel che deve e quel che desidera.


 

Salve Cris,


comprendo il disagio che hai cercato di esprimere in queste frasi. Posso immaginare quanto ci sia da scrivere ed esprimere ancora. Il fatto che tu abbia intrapreso un percorso e che abbia portato dei miglioramenti nella tua vita è positivo. Ti stai, dunque, scontrando o incontrando sempre più con alcuni aspetti importanti della tua realtà quotidiana, anzi per dirla in maniera più precisa, con la tua percezione della realtà quotidiana. Conoscere alcuni aspetti di se stessi ed avere delle consapevolezze è essenziale ma, come scrivi tu stessa, sembra che sei arrivata ad un punto in cui, nonostante tu sia a conoscenze di alcune dinamiche tue ed anche famigliari, non riesci a stare effettivamente bene come vorresti e ciò ti conduce ad una frustrazione o demoralizzazione. Per raggiungere e realizzare i desideri è necessario che ci siano diversi fattori: innanzitutto dare ascolto ai propri bisogni, stabilire una priorità tra questi ed esprimere un chiaro desiderio, immaginare l'obiettivo da raggiungere e concretamente pensare ai costi (in termini personali ad esempio) e alle risorse per raggiungerlo, avere una buona dose di motivazione, raggiungere un certo livello di resilienza e non abbattersi ai primi ostacoli, ecc... Potrei continuare a lungo a scrivere. Questo per dire che, potrebbe sembrare così semplice ma di fatto è complesso realizzare i propri desideri! Ma, non impossibile!


Ognuno con i propri tempi, i propri strumenti, i propri punti di forza e di debolezza. Anche tu puoi farlo, se lo vuoi.......Spesso quello che immobilizza è la convinzione di dover superare troppi ostacoli e non ci si sente abbastanza forti per farlo. Spesso gli obiettivi che si vorrebbe raggiungere sono in contrasto con le emozioni che si provano, con gli impedimenti che si avvertono (e che possono essere solo frutto del nostro modo di percepire).


Rimango disponibile per dubbi o domande. Un saluto.


 


 

Buongiorno Cris,


a volte le paure e la rabbia vengono utilizzate come "alibi" per non smuovere nulla, per rimanere inchiodati nel punto in cui si è. Lo stare sul lamento delle proprie paure e l'ancorarsi alla rabbia indiscriminata sono funzionali alla conservazione del proprio "status quo". Dal punto di vista razionale una persona può dichiarare di volere una certa cosa, mentre dal punto di vista emotivo può stare cercando di realizzare tutt'altro. 


La parte iniziale della sua lettera sembra contenere la risposta del perché Le sia impossibile realizzarsi. Lei scrive: "da 10 anni ho deciso di non vivere, mi sono isolata da tutto e da tutti". Come a dire, quindi, che per Lei tutto e' uguale e che niente e nessuno può essere significativo veramente per Lei. A questo punto Le chiedo: Se Lei ha deciso di non mettersi in relazione con nulla (i suoi desideri) e con nessuno, come pensa di potersi realizzare? Ci rifletta a fondo Cris.


Se ha la risposta e avrà piacere di condividerla, mi scriva pure. Sarò lieta di leggerLa.


 


Saluti cordiali

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