Disturbi della personalità

Un giorno considero e vedo una persona buona affettuosa e il giorno dopo la vedo come cattiva

carla

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Buongiorno, sono una donna di 35 anni e mi capita spesso questo problema. Non riesco quasi mai a capire la persona che mi trovo di fronte. Mi spiego, sia a livello di amicizia che di amore ho sempre una visione doppia e opposta della persona. Mi capita nn con tutti ma con la maggioranza delle persone che conosco. Esempio un giorno considero e vedo la persona buona, affettuosa sincera e il giorno dopo mi viene il dubbio magari per qualcosa mi ha fatto o detto e la vedo come cattiva, non sincera, che trama alle mie spalle. Poi però ritorno magari alla sensazione iniziale senza mai riuscire ad avere una visione unica della persona è come se la vedessi sdoppiata. Vedo cosi' anche i miei genitori e me stessa. Questo mi crea problemi nell'instaurare rapporti sia d'amicizia che d'amore e anche sul lavoro. Mi potete aiutare a capire cosa ho?

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buona sera signora Carla; tutti noi siamo un po' buoni e un po' cattivi. E' normale avere delle sensazioni positive e altre negative riguardo alle persone. Cerchi di dare peso solo alle sensazioni positive e vedrà che con il tempo riuscirà ad avere una visione più chiara di tutti coloro che le stanno vicino. Distinti saluti
Salve Carla, le difficoltà nel sapere se le persone che con lei si relazionano sono buone” o “cattive”, se le vogliono bene o no, se la amano o la detestano, se dimostrano affetto e sincerità oppure le recano inganno dipendono dalla sfiducia che da sempre prova nei confronti delle altre persone. Questa ambiguità ed incertezza degli stati d’animo e dei vissuti emotivi nei confronti degli altri parte da una visione “sdoppiata” , incerta, insicura ed ambivalente di se stessa , della propria immagine soprattutto per quanto riguarda le emozioni, i sentimenti e le convinzioni che prova. Quindi,per trovare un equilibrio nella propria vita sentimentale, affettiva e lavorativa, le consiglio prima di tutto di fare chiarezza in se stessa, di acquisire una percezione “unica” di se stessa al fine poi di trovare un equilibrio emotivo ed affettivo con le persone che la circondano. Cordiali saluti
Carla, dalla descrizione che fa dei Suoi vissuti emozionali, ho rilevato che il suo ‘IO’ mette in atto - a livello inconscio - un meccanismo di difesa per proteggersi da forti richieste o da intense pulsioni che generano in Lei un eccessivo stato ansioso. Questo meccanismo si chiama ‘scissione’ che agisce attraverso una netta divisione delle qualità contrastanti di un oggetto (persone, sentimenti, cose) che così viene vissuto come ‘solo buono’ o ‘solo cattivo’. E’un meccanismo di difesa che di solito si rileva molto disadattivo poiché non permette di integrare sentimenti contrastanti tra loro, come invece dovrebbe avvenire. Pertanto, non conoscendo la Sua anamnesi storica ed in assenza di elementi necessari per una adeguata ipotesi diagnostica, Le suggerisco di chiedere un aiuto psicologico per poter analizzare le emozioni che Le procurano tale difesa poco evoluta. Con i miei auguri La saluto cordialmente.
Salve, penso che tu abbia dei disturbi bipolari e che debba consultare il tuo medico.
Probabilmente, come hai intuito, la difficoltà di non riuscire a capire le persone che gravitano intorno a te, potrebbero essere dovute al non riuscire a comprendere in modo profondo te stessa. In particolare potrebbe dipendere dal fatto che non ti senti sicura di te. Consiglio una consulenza da qualche collega, oppure io sono disponibile a vederti a Orzinuovi BS.
Gentile donna di 35 anni, credo che sia un disagio che può iniziare ad essere affrontato, come quasi sempre in tali casi, partendo da se stessi. Dobbiamo considerare che, in quanto esseri umani, siamo contenitori e attori sia del "bene" che del "male" (virgolettato per parlare dei due termini in modo molto etensivo). Forse si ha difficoltà ad avere "una visione unica" come lei dice, in quanto siamo figli di una cultura e di una educazione che ci insegna a vivere il "bene" e il "male" come due entità opposte con la tendenza a vivere e percepire il "male" come SOLO qualcosa di negativo e quindi respingerlo, piuttosto che elemento da osservare, capire e trasformare. Non sarà certo d'aiuto concreto ma questo è il mio piccolo suggerimento che sento di darLe. Un saluto
Cara Carla, quello che descrivi, in maniera molto semplice ed efficace, è un meccanismo di difesa che in psicologia si chiama scissione. I meccanismi di difesa sono strategie che ci servono per gestire l'angoscia e i conflitti interiori, oltre che per preservare la nostra autostima. Dici poco di te, ma credo che, se davvero la visione che hai di te stessa e del mondo sia così volubile, forse varrebbe la pena provare ad approfondire la cosa con l'aiuto di uno specialista. Soprattutto se il tuo umore e le tue capacità relazionali vengono danneggiate da questo tuo modo di pensare. Il lavoro che andrà fatto ti aiuterà piano piano ad avere una visione più stabile e integrata delle componenti buone e cattive, che appartengono in primis a te, e quindi anche agli altri. Sicuramente ci vorrà del tempo prima che i risultati si facciano vedere, ma con buona volontà tutto può essere raggiunto. In bocca al lupo!
Salve Carla, il tipo di rapporti che instauriamo da adulti, il modo in cui vediamo gli altri e noi stessi e il ruolo che giochiamo all’interno delle relazioni ha origine nei modelli che noi costruiamo fin da piccoli e che poi ci portiamo dietro per tutta la vita, riprendendoli ogni volta che “scegliamo” una persona come compagno o come amico. Le persone ci piacciono perché rispondono a determinati bisogni; smettono di piacerci o perché cambiano i nostri bisogni o perché sono in atto difese e paure che ci impediscono di prendere contatto con le nostre necessità più profonde. Ecco che, ad esempio, la paura profonda e non sempre consapevole di essere abbandonati ci porta ad allontanare le persone, a considerarle cattive o non meritevoli del nostro affetto. E solitamente questo avviene tanto più temiamo che l’altro ci possa ferire e abbandonare. Questo per dirle che sarebbe per lei importante capire a quali bisogni lei cerca di rispondere quando instaura un rapporto di amicizia o di amore, quali sono le difese che lei mette in atto, qual è l’immagine che lei ha costruito di sé e degli altri. Rispondere a queste domande non è sicuramente semplice né immediato, ma le consentirebbe di dare una risposta al quesito che lei pone “Mi potete aiutare a capire cosa ho?” e di porre le basi per riuscire a stabilire dei rapporti affettivi e lavorativi più soddisfacenti. Qualora le dovesse interessare, io ricevo a Treviglio. Resto a disposizione qualora desiderasse contattarmi nuovamente,
Cara Carla, probabilmente dietro a tutto ciò c'è una grande insicurezza verso te stessa, cosa che ti porta ad andare anche con i piedi di piombo nei confronti delle persone. Difficile così capire cosa tu possa "avere". Potresti rivolgerti a qualcuno che ti aiuti a superare questo momento e a mettere assieme aspetti positivi e negativi di te e degli altri.
Cara Carla, emerge dal racconto della sua vita una difficoltà ad avere una visione integrata e completa della realtà che coinvolge lei stessa, la sua capacità di guardare gli altri ed i suoi genitori. Una visione "scissa" di questo tipo si genera spesso durante l'infanzia: ad esempio quando un genitore approva e guarda in modo benevolo il figlio mandandogli un messaggio "Sei ok, sei una bambina bella e amabile" e l'altro genitore (oppure lo stesso genitore in momenti diversi) lo guarda criticamente mandandogli un messaggio "Tu non sei ok, tu non vai bene". In questo modo il bambino si vive o come buono, bello e amabile o come cattivo e inaccettabile sviluppando uno sguardo scisso della realtà che gli permette di mantenere in vita questa visione scissa di sè. Quando si sente buono attiva un filtro sulla realtà che gli permette di apprezzarne la bellezza. Quando si sente "cattivo" e guardato con sguardo ostile attiva un filtro che gli permette di vedere solo gli aspetti negativi di sè e degli altri. Questa modalità di guardarsi e vedere il mondo rende faticosissimo stringere e mantenere delle relazioni stabili. Quello che è possibile fare è un percorso che le permetta recuperare uno sguardo benevolo verso di sè accogliendo con amore e comprensione le parti belle e quelle da lei giudicate come "meno belle". Questa operazione le permetterà di avere uno sguardo integrato anche degli altri e del mondo. Questo percorso è possibile: coraggio! Spero di esserle stata utile. Se le interessa ho uno studio proprio a Fontanella. Un caro saluto e buona vita!

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