E' possibile guarire dalla dipendenza da cocaina?

Gloria

Ho scoperto che mio marito fa uso di cocaina da qualche anno, per un periodo è stato più frequente poi da alcuni mesi ha rallentato ma comunque ogni 15 giorni circa la cerca. Io non so come affrontare il problema anche perché proprio non lo sapevo e l'ho scoperto per caso. Che posso fare? E soprattutto si esce da questo tipo di dipendenza?
Grazie

4 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Gloria

Affronti l'argomento col suo compagno e cerchi di fare in modo che possa farsi aiutare. La dipendenza da sostanze (ma qualsiasi dipendenza), è il sintomo di un malessere, che va trattato. Non posso rispondere alla domanda se ne uscirà, ma posso,  con fermezza, dirle che se non chiedete aiuto ad un professionista o ad un centro specializzato nelle dipendenze, la situazione purtroppo non cambierà, potrà solo andare peggiorando. Cerchi qualcuno che possa aiutarvi, aiutare suo marito. Affronti con lui la questione il prima possibile. 

Auguro con tutto il cuore buona fortuna 

Gent.le Gloria, comprendo il suo sgomento nello scoprire la dipendenza di suo marito. Farebbe bene a parlarne con lui, con toni pacati, per comprendere le motivazioni del consumo della sostanza. La cocaina purtroppo è una delle sostanze psicotrope che dà maggiore dipendenza. Uscirne si può, se la persona è motivata veramente. Negli ultimi anni, si è sviluppata una tecnica denominata TMS, stimolazione magnetica intracranica, che viene applicata in alcuni centri in Italia e all'estero. Cordiali saluti

Gentile Gloria,

È possibile uscire da qualsiasi dipendenza, purché sussista una forte motivazione a farlo.

Nel caso della cocaina, il soggetto che la assume sperimenta stati di onnipotenza e di invincibilità, sensazioni di forza e benessere a cui è molto difficile rinunciare.

Ciò nonostante, le conseguenze sulle relazioni interpersonali e sulla sfera lavorativa di chi fa uso di cocaina sono devastanti, se non nell’immediato, sicuramente nel medio/lungo periodo; tali gravi conseguenze sono la leva su cui poter far forza per costruire la motivazione necessaria al cambiamento. In molti casi, i terapeuti devono lavorare a lungo sulla motivazione, che in genere mostra livelli altalenanti lungo tutto il percorso di terapia. La personalità del soggetto può anch’essa subire gravi modificazioni a seguito dell'assunzione della sostanza psicotropa, senza purtroppo che l’individuo se lo riconosca.

Pur rischiando di sembrare scontata e banale, la tossicodipendenza è un problema sociale e di salute molto serio, per cui è necessario l’aiuto di un professionista.

Le consiglio inoltre di non “colludere” o in qualche maniera “giustificare” o “scusare” la dipendenza di suo marito, perché tali meccanismi che si instaurano con i familiari sono tipici proprio di chi soffre di dipendenza patologica. Cerchi di non farsi agganciare da tali dinamiche disfunzionali, che contribuirebbero solo a mantenere in essere il problema.

Comprendo davvero l’entità dello shock che ha subito per aver fatto questa scoperta, le sono vicina e le auguro tanta forza se vuole aiutare suo marito ad uscirne.

Un caro saluto,

Michela Arnò

Buon pomeriggio Gloria,

l'impotenza che racconta nel suo breve racconto è tipica di tutti i familiari che siano coniugi, genitori, fratelli o sorelle rispetto all'avere in casa una persona che fa uso di sostanze. 

Ciò che lei può fare in realtà è aiutare suo marito a rivolgersi ai servizi territoriali di zona per la cura delle dipendenze e avere anche lei un supporto psicologico per sostenere suo marito nel cammino che lo attende.

Cordiali saluti

Dott.ssa Sofia Solinas