Fobie

Come posso liberarmi da questa fobia?

Massimo

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Salve, sono un ragazzo di 40 anni, soffro di ansia sociale generalizzata..che mi porta a non vivere..ad avere paura delle persone e dei loro giudizi..3 anni fa ho provato a fare psicoterapia comportamentale..però purtroppo non mi ha aiutato per nulla..non mi sentivo a mio agio con questo dottore ..ma nonostante tutto continuavo ad andarci contro la mia volontà, perché mi vergognavo di finire la terapia, dicendogli che la colpa di tutto è una mancanza di feeling..non volevo offenderla..dopo tre anni ho smesso...però ora sto peggio mi manca autostima..paura della gente...insomma per farla breve non so a chi rivolgermi..mi posso rivolgere a un'altro dottore ma se poi mi fá lo stesso effetto del dottore precedente?..Non posso girare per psicologi per trovare quello giusto...CHE DEVO FARE?

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


Mi permetto di consigliarti l'approccio dell'analisi transazionale perché lavora sulle relazioni e sulla comunicazione inoltre prevede la possibilità della terapia di gruppo che per te Massimo sarebbe già un traguardo o comunque un modo protetto per lavorare sulle tue difficoltà. Se vuoi posso parlartene più approfonditamente in un colloquio conoscitivo e poi decidi tu se può essere la strada giusta per te o meno.

A volte bisogna cercare un po’ prima di trovare il dottore giusto o l’indirizzo terapeutico giusto ed è normale che non vada bene alla prima. Gli elementi che entrano in gioco sono moltissimi ed è molto difficile che si possano incastrare tutti alla prima.


Non deve essere assolutamente influenzato da come si potrà sentire il terapeuta: è solo lei che deve sentirsi a suo agio e sentirsi bene nelle sedute che deve sentire utili, anche se, a volte, la potranno farla stare male. Si sa che levare o curare un dente senza dolore è impossibile!


Cerchi quindi di cambiare appena si rende conto che ancora non ha trovato la scarpa per il suo piede senza aspettare inutilmente, e chieda al suo terapeuta di aiutarla a trovare cosa è meglio per lei. Se non troverà una risposta positiva nel suo dottore a questa richiesta, magari davvero non ha trovato la persona giusta.


Ricordi che si tratta del suo benessere e dei suoi soldi!


In bocca al lupo 

Caro Massimo, mi dispiace molto sentire che hai una brutta esperienza di psicoterapia. Gli spazi della terapia dovrebbero essere spazi in cui una persona si sente accolta e tranquilla, e non in soggezione. Lo sviluppo di una relazione costruttiva è fondamentale per la buona riuscita della terapia. Detto questo, spero che tu riuscirai a trovare uno psicoterapeuta con cui essere te stesso che ti possa aiutare. La prima cosa da approfondire è la causa di questa ansia (vorrei rassicurarti sul fatto che moltissime persone hanno varie forme di ansia e la tua è soltanto una tipologia), per capire in che modo poter valutare le strategie piu opportune. Ad esempio molti pazienti che ho in terapia hanno come causa di varie forme di ansia della relazioni disfunzionali in famiglia o con altre persone significative. Ed è conoscendo queste dinamiche che si possono analizzare e migliorare. Io mi occupo di terapia sistemica relazionale e ti posso dire che spesso si tratta di disturbi di ansia legati a relazioni non funzionali. 


In bocca al lupo, a disposizione. 


 

Gentile Massimo, 


se con il precedente collega psicoterapeuta non ha ottenuto i risultati sperati: 


1) non vuol dire che proponendosi in un nuovo percorso terapeutico non possa trarne beneficio


2) al tempo sarebbe stato utile esaminare, insieme al collega, le variabili che non hanno condotto alla guarigione


3) generalmente la terapia dell’ansia sociale (timore del giudizio altrui) si basa: 


• su un preliminare lavoro cognitivo che fondamentalmente verte sulla messa in discussione (disputing) delle credenze disfunzionali (pensieri) di origine e mantenimento del problema 


• in una seconda fase su una esposizione graduale agli stimoli temuti con la tecnica di esposizione e prevenzione della risposta (E/RP)


detto ciò, le suggerisco di avvalersi dell’aiuto di un collega psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale che si interessi di terapia delle sindromi ansiose e valutare con esso se occorre integrare la terapia psicologica ad una farmacologica di pertinenza medico-psichiatrica. Generalmente la terapia combinata offre risultati visibili e previene eventuali ricadute a medio lungo termine 


ps: ovviamente quanto detto sarà da concordare con il collega a cui si rivolgerà. 


Cordiali saluti 

Buongiorno Massimo,


tutte le emozioni sono buone e degne di essere vissute.


E la ringrazio particolarmente della sua lettera perché mi offre la possibilità di soffermarmi, anche se brevemente, su un aspetto importante della psicoterapia.


... ... ...


La psicoterapia è innanzitutto RELAZIONE. INCONTRARE L'ALTRO vuol dire stare nella relazione con tutto quello che c'è dentro di me. Solo così l'incontro con l'Altro (diverso da me) può tramutarsi in relazione.


Leggendo le ragioni che l'hanno portata a chiudere il percorso di psicoterapia, mi sento di dirLe che sarebbe stato un importantissimo passo terapeutico (per Lei) esprimere con vergogna (e, immagino, anche con paura) al suo terapeuta quello che Lei stava vivendo interiormente. Perché Le dico questo? Perché Lei, rinunciando ad esprimere quello che Le stava accadendo intimamente, non ha fatto altro che RIPETERE con il suo terapeuta il solito meccanismo che mette in atto con gli altri (ossia fa di tutto per evitare il contatto con l'altro poiché lo vive come pericoloso). 


Spero che questo mio breve commento possa esserE per Lei spunto di una nuova riflessione.


Cordialmente 

Buongiorno,


perché non girare per psicologi? Non è forse un comportamento ottimale, ma molti psicologi offrono adirittura un primo colloquio gratuito proprio per permettere alla persona di valutare se si sente a suo agio con il professionista.


In ogni caso, se sente di non potersi fidare, con ragionevole sicurezza, dello psicologo/a, non ci vada perché un rapporto di fiducia è molto importante, anche se ovviamente non deve essere "a scatola chiusa".


Il fatto che lei sia rimasto in psicoterapia per 3 anni, pur non trovandosi a suo agio, è congruente con un problema di ansia sociale e una riprova di quanto possa essere dannosa. 


Posso dirle che l'approccio terapeutico strategico breve è molto più veloce e mirato al nucleo del problema, nel trattamento di vari disturbi, ivi compresa la fobia sociale. Le consiglio perciò di seguire un percorso secondo questo indirizzo.
Ugualmente e forse più efficace è un approccio breve integrato, che unisce alle tecniche della terapia strategica breve, altre di altri indirizzi più attenti al passato e all'inconscio.


Può trovare maggiori informazioni sul mio sito professionale.
Cordiali saluti

Buongiorno Massimo,


le difficoltà che racconta compromettono le possibilità di relazione, di lavoro, di soddisfazione in quello di cui si occupa, a tal punto che, lei stesso dice, la portano a non vivere.


Trovare il professionista con cui possa costruire una relazione efficace dal punto di vista terapeutico è un suo diritto, e, sicuramente, iniziare a cercare un nuovo terapeuta e sceglierlo in base alle sue preferenze è il primo gesto terapeutico che può compiere. Finalmente inizierebbe a riconoscersi il diritto e il valore delle proprie scelte.


Se può tranquillizzarla, nessun terapeuta sarebbe contento o soddisfatto di mantenere un paziente “di facciata”; mentre una relazione diretta e sincera, e l’espressione dei suoi vissuti con il professionista, saranno elementi utili anche per la terapia, e “materiale di costruzione” della relazione.


Non esiti a esporre le sue perplessità e si senta autorizzato a fare colloquio orientativi, troverà sicuramente la situazione in cui si sentirà maggiormente accolto e rispecchiato.


 

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