Fobie

Forse ora è troppo tardi per guarire dalle fobie?

gilda

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Da anni sono affetta da claustrofobia. Questo problema mi ha reso la vita piuttosto difficile e limitata. Amo tanto viaggiare ma solo in auto e sempre che non ci siano lunghe gallerie. In aereo neanche a parlarne. Vorrei tanto guarire, potete aiutarmi o , data l'età, è troppo tardi? Abito ad Avellino per cui cerco qualcuno della zona. Grazie e aspetto una vostra risposta. Gilda Sammarco

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Gilda è davvero interessante il suo desiderio di liberarsi da quanto da anni l'affligge. Si. Credo sia arrivato il momento di voltare pagina e non perché ha raggiunto l'età giusta Ma perché sta chiedendo una mano. È evidente che fino ad Ora non era pronta ad affrontare questo disagio. La fobia affonda le ste radici in vecchi traumi, vecchi anche per un venticinquenne. È chiaro che per riuscire a lavorare sv questo problema sarà necessaria la sua completa disponibilità a osservare e scavare nel suo passato. Un lavoro difficile e faticoso Ma di un fascino che non può immaginare. Le auguro di poter trovare un bel compagno/a di viaggio che le aiuti a capire cosa si è finalmente smosso e a risalire alla fonte del problema. Io resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Buon lavoro

Cara Gilda, il tuo Disturbo Psicologico può essere risolto a qualsiasi età. Dovresti contattare uno Psicoterapeuta che possibilmente utilizzi l'Ipnosi Terapia Vigile per poter " resettare " gli eventi frustranti del tuo vissuto causa del tuo Disturbo Psicologico. Se desideri avere ulteriori indicazioni mi puoi contattare per telefono per poi eventualmente incintrarci tramite Skype. Ciao, a presto.

Una domanda le rimando: come mai crede che ci sia un’età entro la quale si può cambiare?. Credo che il senso della sua domanda possa essere “Ho vissuto degli anni faticosi a gestire, per quanto era nelle mie conoscenze il disagio che vivo, che attualmente mi è diventato insostenibile, sono talmente stanca che se inizio un processo di terapia, sono certa che non sosterrei un’eventuale delusione di non ottenere risultati”.

Ho bisogno di dirle che la comprendo nello stato emotivo. Le lascio delle informazioni per degli spunti di riflessione, così da poter valutare serenamente la sua scelta.

La “paura” è un emozione primaria, ovvero presente nel bambino dalla nascita (ciò che definiamo il corredo di “madre natura”, insieme a gioia, sorpresa, tristezza e rabbia). Sono emozioni funzionali allo spirito di sopravvivenza, dove la paura è “adattiva”, in quanto modula il rapporto tra l'ambiente e l'organismo (favorendo la sopravvivenza dell’uomo nell’ambiente in cui è inserito).

In psicologia l’emozione è la risposta dell'individuo alla percezione di uno stimolo esterno, e la paura si attiva quando i sensi percepiscono uno stimolo dannoso o potenzialmente dannoso per l'organismo. Inoltre di conseguenza si attiva un correlato fisiologico che consente all'individuo di rispondere allo stimolo iniziale attraverso attacco, evitamento-fuga o nella peggiore delle ipotesi con un blocco. La paura per la psicologia è quindi funzionale, ma in alcuni casi è considerata una patologia

Il confine tra paura e fobia risiede proprio nella funzione adattiva della risposta, quando cioè l'istinto emotivo scatta in modo inappropriato (cioè senza che sia presente una reale minaccia o con un'intensità eccessiva) allora si trasforma in un meccanismo fallato e patologico.

Attraverso un percorso è possibile esplorare le sue motivazioni, quali le sue priorità, quali i suoi “copioni di vita”, tutti celementi che concorrono affinchè il sintomo persista, Per quanto mi riguarda posso dirle che solo così potrà esplorare diverse modalità di risposta, più funzionali ed appropriate affinchè la sua qualità di vita migliori, perché la “paura” è un alleata e non un nemico. Tutti gli esseri umani sperimentano quest’emozione, e possiamo differenziarne per l’uso che se ne fa, e di conseguenza ne cambia la qualità della vita.

La invito a cercare una figura professionale che possa accompagnarla, di non affidarsi al prima terapeuta che incontra, perché la relazione e l’empatia che sperimenta sarà la “base sicura” con cui lavorerà. Una scelta avventata può metterla in condizione di sostenere una “frustrazione” o “delusione”, che la induce a pensare “è tutto inutile, sono condannata a soffrire, non guarirò mai”.

Sperando di essere stata esaustiva, e nell’averle fornito elementi di valutazione per una scelta appropriata, la saluto cordialmente.

Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti e dubbi. 

Gentile signora, non è mai troppo tardi per buttare un po' di luce nelle proprie paure. Il pensiero, le emozioni, i sentimenti comunque non si fermano mai e decidere di comprenderle vuol dire provare a cambiarne la direzione, gestirle e comprenderle perché comunque ci sono e condizionano la propria vita. Per ora, vanno nella direzione che la fanno soffrire. C'è da chiedersi, come mai proprio ora? Fino a ora le ha gestite, le ha sopportate pur con il carico di sofferenza che esse si portano dietro. Si sente ora più libera di poterle affrontare? Oppure vorrebbe sentirsi più libera per viaggiare in tranquillità come non ha mai fatto.... Siamo un po' distanti, ma di sicuro i colleghi di zona potranno darle qualche indicazione in merito. Buona giornata!  

Cara Gilda, ho appena letto le sue parole, ne sono molto colpita. L' emozione della paura che immobilizza, l'angoscia schiacciante, unite ad un senso di frustrazione sembrano, ai miei occhi, trapelare dalle sue parole. Ma quello che più mi tocca è l'idea del "è troppo tardi" che suona quasi come una resa a se stessi, un non poter fare più nulla schiacciante e lapidario. Quello che voglio dirle, che è anche la base del mio lavoro, è che credo fermamente che le persone abbiano dentro di sé vaste risorse per auto-comprendersi, per modificare il proprio concetto di sé, i propri atteggiamenti, i propri comportamenti e che queste risorse, apparentemente scoraggiate e inaccessibili, possano essere ampiamente sollecitate attraverso un percorso di facilitazione psicologica.

Sono ad Avellino, se vuole può contattarmi, sarò felice di poter intraprendere un percorso con lei.

Gentile Gilda, la claustrofobia insieme all'agorofobia é tra i disturbi fobici più invalidanti che inibiscono e a volte bloccano una normale e più equilibrata dimensione di spazio. La sua etá non é assolutamente controindicata per affrontare un lavoro di psicoterapia finalizzato alla possibilità di riappropriarsi di un suo "spazio" soggettivo dove potrá affrontare le sue inibizioni e soprattutto mettere in gioco il suo desiderio di cambiamento.

Con cordialitá

Salve,

sono la dott.ssa De Ponte Anellina, psicologa. Sento quanto sia difficile affrontare tali problematiche e non penso minimamente che...come lei dice, sia troppo tardi... Non è mai tardi per entrare in contatto e prendere consapevolezza di parte di se'.

Con rispetto

studio a Napoli Città e provincia di Napoli, ai confini con la provincia di Avellino.

Gentile Gilda, non c'è un'età per la quale valga la pena rinunciare ai propri desideri e un miglioramento della qualità della vita. 

Io sono una terapeuta cognitivo comportamentale che riceve ad Avellino ma solo fino a fine dicembre. Se vuole possiamo incontrarci per una consulenza e valutare la sua situazione, altrimenti le consiglio di rivolgersi ad altri colleghi del mio orientamento (cognitivo comportamentale). 

Cordiali saluti

Cara Gilda,

certo il tuo disturbo ti ha limitato e spesso condizionato la vita, ma la tua richiesta mostra il desiderio di combattere e di modificare la situazione. Questo è il primo passo, il più importante, rivolgiti ad uno psicologo che operi nella zona in cui vivi, vedrai che saprà guidarti verso trasformazioni inaspettate e ricorda che…

non è mai troppo tardi!

Ti auguro una buona giornata!

Gentile signora, non è mai troppo tardi per prendersi cura di sé e cercare di conoscere i reali motivi che le fanno avere tali fobie e paure. Provi a capire se è un periodo particolarmente stressante o se ha avuto qualche piccolo incidente che l'ha resa un po' insicura. O se c'è qualche persona cara che sta affrontando qualche problema e lei si sente coinvolta o in dovere di dare una mano. Le questioni e le cause alla base del suo disturbo possono essere diversissime e le più varie, potrebbe contattare uno psicologo della sua zona per cercare di approfondire un po' e risalire alle cause.

Ci tenga aggiornati, in bocca al lupo

Cara Gilda,

guarire dalle fobie si può, direi che si deve, per amore di se stessi e delle persone che ci sono vicine. Per non privarsi delle esperienze che arricchiscono la vita restando nelle prigione delle nostre paure. Il fatto è che spesso le nostre fobie sono utili, ci aiutano a sentirci al sicuro in un mondo percepito come fondamentalmente pericoloso, e questo è normale. Quando però prendono il sopravvento limitando la tua libertà, occorre adottare anche qualche strategia alternativa. Coraggio Gilda guardati intorno e cerca serenamente il modo per aiutarti! E' difficile ma sono sicura che ne sarai molto contenta.

Buon lavoro e un cordiale augurio.

Buongiorno,

non è mai troppo tardi per permettersi di vivere meglio. Esistono diverse tecniche di approccio cognitivo-comportamentale per risolvere il disturbo da lei riportato. Sicuramente nella sua zona di residenza troverà uno psicoterapeuta che la saprà aiutare in questo percorso. 

Un caro saluto,

 

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