Fobie

Soffro da tempo di fobie legate alla troppa pulizia ed igiene

Barbara

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Buongiorno, Soffro da tempo di fobie legate alla troppa pulizia ed igiene. Devo lavare spesso le mani e se mia figlia tocca qualcosa sono terrorizzata che possa prendere infezioni o contaminare il resto che tocca. L altra mattina ha toccato con la mano la ruota di una macchina parcheggiata sotto casa nostra e non ha potuto lavare le manine. Sono rimasta in pensiero tutto il giorno x il fatto che possa essersi toccata ed aver contaminato tutto ciò che prendeva in mano successivamente. È mai possibile una cosa del genere? Si può vivere così tanto male per queste cose che anni fa non mi sprocuravano questa agitazione tremenda con attacchi di ansia e panico? E veramente tutto ciò che toccano i bambini potrebbe essere fonte di infezione e contagio? Grazie per un vostro supporto. A volte penso di non meritare niente visto che non riesco ad apprezzare le bellezze della vita. Un grazie di cuore e cordiali saluti. Barbara

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Barbara,

le difficoltà e la sofferenza che vive rientra in un quadro che in psicologia si definisce ossessivo-compulsivo. I suoi comportamenti sono utili nell'immediato ad abbassare il livello di ansia e attenuare il bisogno di controllo, tuttavia, come si sarà resa conto, l'ansia invece che risolversi, si alimenta.

Capire l'origine di tutto questo e porvi rimedio è possibile attraverso un percorso psicologico. Non abbia paura e si prenda cura di sè facendosi aiutare.

Un caro saluto

Cara Barbara,

quella che lei descrive è una situazione abbastanza frequente. L'ossessione per la pulizia e la connessa paura di contaminazione è , con vari gradi di intensità, molto diffusa. Per capirne le cause bisognerebbe risalire alle esperienze cognitive ed emozionali della sua infanzia, fino ad un certo punto sotto controllo e  che sono riemerse per motivi che non possiamo conoscere senza un colloquio. La emersione  probabilmente è stata favorita da una identificazione inconsapevole tra la sua bambina interiore  e la figlia di tenera età . Intanto la inviterei a non dare  un segno solo negativo al sintomo, ma a vederlo come una occasione che lei si dà per operare un cambiamento. Ripercorrere poi , con un aiuto psicologico, il suo vissuto, che probabilmente include  qualche esperienza  dolorosa, con la serena allegria che sua figlia sicuramente le rimanda, servirà certamente a liberarla da questa palla al piede, essenzialmente un profondo senso di colpa (non merito niente)  che, come lei dice, non le permette di apprezzare le bellezze della vita e darle una marcia in più anche sotto altri aspetti.

Buongiorno Barbara,

per rispondere alla sua prima domanda se si possa vivere così tanto male per quello che le accade... la risposta è sì! e la motivazione è molto semplice... ciò che lei racconta nel post è clinicamente definito come " disturbo ossessivo compulsivo". Questo disturbo può emergere in momenti di forte stress o a seguito di episodi che nel tempo hanno portato con sè cambiamenti e modificazioni importanti nella persona e nella sua vita. Viene percepito come invalidante, intruviso e generatore di forte ansia e stress; tuttavia con una buona terapia psicologica è facilmente migliorabile nell'immediato.

Cordiali Saluti

Gentile utente,

le fobie verso lo sporco possono rendere la vita molto difficile, ma possono anche essere neutralizzate con successo dalla psicoterapia. In particolare la Terapia Strategica Breve le tratta con successo in pochi colloqui. Le consiglio pertanto di contattare uno psicologo/a psicoterapeuta che segua questo approccio che dovrebbe darle dei buoni risultati in breve tempo.

Cordiali saluti

Buongiorno Barbara,

leggendo la sua lettera emerge la preoccupazione doppia per la possibile contaminazione e per quest'ultima preoccupazione. Direi che possiamo chiamare la seconda consapevolezza e che la potrebbe usare per andare oltre le fobie a scoprire che cosa ci sta dietro. Non ripeto quanto le hanno egregiamente spiegato i colleghi che le hanno risposto sopra rispetto al meccanismo delle fobie e dell'angoscia ad esse legata, ma la sollecito ad esplorarli in un percorso di psicoterapia. Mi rendo eventualmente disponibile in proposito.

Gentile Roberta,

in un certo senso sembra proiettare ansie che riguardano lei sulla propria figlia. Bisognerebbe capire che cosa è successo in lei e nel contesto nel quale vive negll'ultimo periodo coincidente con l'insorgere del problema. Da qui è veramente molto difficile comprendere. Credo che sarebbe molto importante rivolgersi ad un terapeuta di persona, per capire come mai un conflitto psichico ha assunto questa forma di "ossessione" per l'igene. Facendo così rischia di influenzare negativamente anche sua figlia.

Restiamo in ascolto

Buongiorno Barbara,

molto spesso in alcuni momenti della vita accadono eventi e/o si vivono condizioni che in qualche modo possono notevolmente influenzare il corso della vita, arrivando anche a modificarlo. Attualmente, mi rendo conto che stia vivendo una condizione di disagio e che tutto ciò stia limitando qualitativamente (e forse anche quantitativamente) la sua vita. Il bisogno di avere sotto controllo lo stato di igiene suo e dei suoi famigliari, da quanto ho capito, sembrerebbe agire significativamente sulla sua quotidianità ed è per tali motivi che le consiglio vivamente di affidarsi ad un esperto (psicologo cognitivo-comportamentale sarebbe in tal caso maggiormente utile) che la possa aiutare a risolvere questo problema. Non abbia timore,ognuno di noi nella vita, ha bisogno di un appoggio e non bisogna preoccuparsi di chiederlo! Lei ha già fatto un grande passo verso la risoluzione che è quello di ammettere di avere un problema, quello successivo è di intraprendere un percorso serio che le possa dare il benessere che ora non ha.

La saluto caramente!

Gentile Barbara,

la richiesta che lei espone merita un trattamento psicoterapeutico, anche di poche sedute, ma sempre un percorso terapeutico occorre fare. Non cada in colpe che nulla c'entrano con l'entità del problema. Le fobie sono angosce interne proiettate su oggetti esterni, eventi o altro al fine di liberarcene e mettendo in atto l'evitamento come modalità difensiva. Prima si scinde l'angoscia, poi la si sposta su un oggetto ed in ultimo si evita l'oggetto fobico. Inutile dire che dobbiamo liberarci di tali difese fobiche che limitano la vita anche se proteggono. Attualmente con la regolamentazione del CNOP è possibile e consentito per legge di effettuare anche sedute tramite skype comodamente da casa sua e con ottimi risultati clinici.  Non abbia paura, talvolta bastano pochissime sedute.

Cordialmente

Cara Barbara,

credo che la sua preoccupazione legata a pulizia ed igiene nasconda ben altro, come ha intuito anche lei. E ciò l'ha spinta a scriverci. Bisognerebbe capire se e cosa è cambiato in questi anni, tale da poter far nascere in lei questi pensieri. Spesso ciò che sentiamo dentro, come sofferenza, fastidio, inaccettazione di alcune perti di noi, lo portiamo fuori, ci appoggiamo alle cose o ai comportamenti della realtà. In questo caso lei può aver proiettato all'esterno delle sue angosce, che si traducono in eccessiva pulizia. Sarebbe auspicabile approfondire questa situazione. Mi contatti personalemente se crede, per scriverci o vederci, il primo appuntamento è sempre gratuito. A presto.

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