Conflitto madre figlia

Elisa

Sono una mamma di 26 anni di una bimba di 7. E il rapporto con mia madre dall'adolescenza ad oggi è stato un tornado, momenti di amore alternati a quelli di odio.. E quelli di odio sono sempre stati più potenti sia come quantità che come intensità. Fin dall'infanzia lei ha riversato le sue insicurezze di donna su di me (primogenita). Mia mamma ha avuto un infanzia difficile segnata da violenza e abbandono. Cose che non ha mai portato in terapia e che secondo me dovrebbe. I suoi attacchi di rabbia esagerati hanno segnato la mia infanzia, nonostante facesse di tutto per me. Aveva dei momenti in cui perdeva il controllo e scaricava su di me tutta la rabbia. Io credo che la rabbia accumulata in infanzia sommata alle mie insicurezze sia stata uno dei motivi della mia adolescenza davvero difficile, lo riconosco, ribelle a livelli estremi, tra ambienti di droga e rave. Mia madre è molto religiosa e all'epoca aveva provato a portarmi da un esorcista (e già qui capiamo il personaggio), quando quello non ha funzionato si è rivolta direttamente ai carabinieri, che le hanno detto che non potevano intervenire in questi casi, allora si è rivolta a una comunità che le ha risposto che non ero un caso da comunità (perché non lo ero veramente) . I miei sono sempre Stati davvero rigidi con le regole e io ho sempre avuto voglia di sbattere la testa e sbagliare rompendo queste regole. Da qui la mia ribellione che ammetto essere stata davvero pesante. A 18 anni rimango incinta e i miei mi 'obbligano' a tenere la bambina. Io all'epoca avrei voluto abortire ma in una famiglia religiosa come la mia era un sacrilegio. Perciò ho dovuto scegliere, abortire e rimanere sola o tenerla e avere una famiglia. Ho deciso di tenere la bambina, non avendo molta scelta in realtà, così inizia un periodo di gratitudine profonda nei suoi confronti perché comunque mi è stata vicino e mi ha riempito di attenzioni. Saranno stati i sensi di colpa delle cavolate fatte, sarà stato che in quel momento avevo un disperato bisogno di avere mia mamma vicino, che le ho permesso di entrare nel mio mondo, cosa mai successa. Nonostante io sia cambiata radicalmente da quando la bambina è nata, ho finito la scuola e ho iniziato l'Università, ho iniziato a lavorare ed ho abbandonato ogni persona del mio passato, sono passati degli anni prima di poter meritare della fiducia. E piani piano il nostro rapporto è tornato a essere sempre più conflittivo. Ad ora non riusciamo ad avere un discorso senza litigare. Tutto ciò che dice per me ha poco valore. E non è per niente un riferimento di vita. Ne come donna ne come madre. Siamo talmente diverse. E io non vorrei ma provo un sacco di rancore nei suoi confronti. E non riesco a trattenermi dal trattarla male ogni qualvolta si esprime sul mio conto. Anche perché è una persona a cui piace molto esprimere giudizi, una persona che crede di avere la verità di Dio Gesù la Madonna e tutti i Santi in tasca. Con il suo atteggiamento invadente e controllante è riuscita a farmi diventare atea, da che facevo il chierichetto e cantavo nel coro della chiesa da bambina. E non capisco se sono io il problema, che ormai ho sviluppato una serie di blocchi nei suoi confronti tale per cui ogni cosa esca dalla sua bocca mi provoca fastidio. E non so come fare per smettere di odiarla. Perché so che il giorno che non ci sarà più mi mancherà, ma starle vicino così per me è logorante. Mi sembra solo tutto sbagliato. Da sempre. E io non voglio essere per mia figlia quello che mia madre è stata per me. Una fonte di insicurezze.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Gentile Elisa, grazie per la condivisione, pare emergano complesse difficoltà ed intense emozioni derivanti da questa conflittuale relazione madre figlia dalla quale oltre le difficoltà di interazione, lei evidenzia una consapevolezza sulla rilevanza affettiva.  

Potrebbe essere utile un approfondimento per comprendere meglio queste dinamiche, dare spazio alle emozioni, ritrovare maggiore equilibrio e la ricerca di strategie relazionali più efficaci.

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Le auguro il meglio.

Dott.ssa Ursula Fortunato

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Roma

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