Problemi relazionali

Mia figlia ha problemi in classe

VALERIA

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Mia figlia ha 10 anni e fa la V. Ha una malattia rara che le da parecchi problemi anche in classe (quando ha le crisi ha sbalzi di umore crisi di pianto e tic forti) ma è una bimba normalissima gioiosa allegra che purtroppo affronta una cosa più grande di lei. In classe hanno spiegato cosa ha, all’inizio andava tutto bene ma già dall’anno scorso mi racconta che viene spessissimo esclusa dalle compagne che le danno della piagnona, dell’obesa ( cosa che assolutamente non è) e non la fanno giocare e lei ci soffre e non capisce i volta faccia di alcune compagne. Sono preoccupata perché è una bimba sensibile e fragile che ha già la sua battaglia da affrontare e la vorrei aiutare. Ho cercato di capire se c’è qualcosa di lei che non funziona nel porsi ai coetanei ma a parte una testa da bimba più matura non riesco a capire. Ho parlato con la maestra l’anno scorso e mi ha detto che avrebbe osservato ma oggi ci ritorno. Non penso che sia legato alla sua patologia ma a qualcos’altro. Come posso aiutarla? Grazie

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora,


Direi che la collaborazione con le insegnanti è, in questo caso, fondamentale. Dovrebbe parlare apertamente alla maestre chiedendo, non solo di monitorare che non siano rivolti a sua figlia parole pesanti o atteggiamenti scorretti, ma anche di svolgere specifiche attività didattiche ed educative x migliorare il clima emotivo del gruppo classe.


Dovrebbe poi lei stessa provare a quantificare l'intensità del disagio di sua figlia e, nel caso in cui lo percepisse già come pesante, le consiglio di rivolgersi ad uno specialista al fine di approfondire la natura delle difficoltà relazionali.


Resto a disposizione x chiarimenti.

Salve signora,


è una mamma attenta ai bisogni di sua figlia e alle sue difficoltà, punto di partenza fondamentale per poterla aiutare al meglio. I bambini hanno una sensibilità e una percezione che per noi adulti non è di facile comprensione e per questo motivo può capitarci di sentirci impotenti di fronte alle loro sofferenze. Possiamo cercare di parlare con loro, di farli aprire, di farli distrarre, di esaudire i loro desideri, ma noi rimaniamo i genitori e non possiamo arrivare  lì dove una figura professionale può fare. Per questo, le consiglio di affidarsi ad una psicoterapeuta, che possa comprendere cosa sottendono i sintomi che la bimba presenta, che possa indagare la presenza di determinate difficoltà ed aiutarla a gestire meglio tutto quello che si trova a vivere oggi e che si troverà a vivere in futuro. 

Gentile signora, nel caso specifico è l’insegnante che dovrebbe essere più collaborativa ed intervenire con gli altri bambini quando Sua figlia viene esclusa. Lei continui comunque a rassicurarla e parli nuovamente a lungo con il personale della scuola, anche col direttore. Inoltre, è opportuno che in classe ci sia una maggiore interazione tra tutti gli alunni, in tal modo il problema dell'esclusione resta nullo. Auguri per Sua figlia!

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